VOTI DI STAGI. GAVIRIA C'È, RICHEZE INTRALCIA, LA GIURIA GUARDA

GIRO D'ITALIA | 19/05/2017 | 19:54
di Pier Augusto Stagi       -

Fernando GAVIRIA. 10 e lode. Come un vero giocatore di poker prima bluffa. Si stacca, scivola nelle retrovie, sembra spacciato, fa capire al gruppo di non avere nulla in mano – pardon nelle gambe – poi cala il poker. Che lascia tutti di sasso, a bocca aperta. Come il sottoscritto. Pazzesco.

Maximilian RICHEZE. 5. È in una condizione portentosa. Probabilmente senza Fernando sarebbe lui l’uomo da battere, perché se tanto mi dà tanto. Quindi, come ultimo uomo, niente da dire: è fortissimo (voto 8). Quando però vedi che il tuo lavoro è finito, o meglio, pensi che Fernando non possa più rientrare, non puoi smettere di pedalare come se tu fossi su una ciclabile a fare i fatti tuoi. A settanta all’ora, certe manovre te le puoi anche risparmiare. Di incidenti, di varia natura, ne abbiamo già visti a sufficienza. La prossima volta, un pizzico di prudenza in più. E sempre complimenti vivissimi alla Giuria, che viaggia stabilmente sempre sullo stesso voto: 2.

Caleb EWAN. 5. Resta dietro, poi va a sbattere con la spalla contro Richeze, che improvvisamente rallenta la sua marcia d’azione. Un brutto vedere, per tutti.

Sam BENNETT. 8. L’irlandese ormai lotta come un leone su tutti i traguardi. Sta facendo incetta di piazzamenti, il 26enne della Bora. Purtroppo per lui c’è Gaviria. Ma perdere contro un prodigio di tale fattezza è un punto di merito in più.

Roberto FERRARI. 6,5. Il vento frulla tutti, purtroppo pure lui, che parte un pochino indietro e dietro resta.

André GREIPEL. 4. Ha le gambe in croce. Non ha più brillantezza, smalto e potenza. Farà le valige: velocemente.

Jakub MARECZKO. 5. Scinto fa lavorare la squadra per potarlo nelle migliori condizioni in zona di lancio. Pozzato prova una sortita controvento e nel vento a meno di 4 km. Poi, come Gaviria, anche Kuba perde posizioni all’ultima curva. Ma non è Gaviria.

Vincenzo ALBANESE. 8.  È al suo primo Giro d’Italia. È una delle tante speranze di un movimento italiano che sta per cambiare pelle. Oggi il ragazzo della Bardiani CSF si butta nella mischia con Matej Mohoric della UAE Emirates e Pavel Brutt della Gazprom Rusvelo. Tappa quasi tutta al vento. Che soffiava forte. Forte forte forte. Oggi sarebbe stato molto meglio restarsene belli coperti nella pancia del gruppo. Il ragazzo invece sceglie di fare fatica. Di andare contro tutto e tutti come se non ci fosse domani. Ma lui ha un futuro.

Mirco MAESTRI. 7. Ieri una tappa tutta all’attacco, che avrebbe meritato ben altra sorte. Oggi al via da Reggio Emilia la consolazione degli applausi, di un abbraccio infinito, per l’unico ragazzo reggiano del Giro. Poi la caduta, per qualche “medaglia” sul corpo. Le più frequenti, per un ciclista. Ieri voleva dare la botta. Oggi, invece, torna in albergo pieno di botte. I suoi tifosi lo chiamano paperino, sappiamo il perché.

Omar FRAILE. 6. Parte ancora una volta a razzo. Il basco della Dimension Data è davvero una furia, quando si muove. Dopo averlo apprezzato nella tappa di Bagno di Romagna, questa volta viene miseramente stoppato. Non dai corridori, ma da un ramo che si va ad incastrare nella ruota posteriore. Era l’unico modo per fermarlo.

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