DEL TORO SMENTISCE I GRANDI EX, CARAPAZ FA IL SOLLETICO, YATES SI PERDE NEI SUOI PERCHE'

di Pier Augusto Stagi

Nicolas PRODHOMME. 10 e lode. Una vittoria al Tour of The Alps, una al Giro d’Italia e “les jeux sont faits". Vince alla grande questo 28enne transalpino della Decathlon Ag2r La Mondiale, partito questa mattina al km 5 con un gruppo di attaccanti. Cammin facendo incontra salite e semina pretendenti alla vittoria finale. Trova la forza per lasciarsi tutti alle spalle. Vittoria sontuosa, da applausi a scena aperta, che apre il cuore.

Isaac DEL TORO. 10. Lo davano già per macellato, ma Isaac resiste con personalità e determinazione. Lo davano per spacciato quasi tutti gli ex professionisti presenti al paddock: è troppo giovane, su certe salite non ne uscirà vivo, soprattutto nella tappa di oggi. Bene, la tappa di oggi è archiviata e catalogata con la dicitura “normale amministrazione”. Domani c’è il Colle delle Finestre, la Cima innominabile di questo Giro, la Cima “C” della “corsa rosa”. Se lo attaccheranno come oggi, domani sullo sterrato sicuramente Isaac soffrirà: è allergico alla polvere.

Richard CARAPAZ. 5,5. È chiaro che è l’unico dei grandi che ci prova, ma il suo scatto fa solletico. Uno scattino al quale il bimbo risponde con il ciuccio in bocca. Chiaro, domani è un altro giorno e dopodomani il Giro è finito e da lunedì sarà tempo di vacanze. Sappiamo tutto.

Damiano CARUSO. 7. È pazzesco, non ha l’età: meglio di Gigliola Cinquetti.

Brandon MCNULTY. 9. Gli Uae lasciano che il ritmo lo facciano gli altri: la Visma e la Red Bull. Quando cala l’andatura, ci si mettono loro (Brandon e Majka: Adam Yates fa il minimo sindacale) a non far rifiatare nessuno. Tutti con la lingua a penzoloni, tutti intenti a tenere le ruote: Isaac si tiene la maglia.

Egan BERNAL. 7. Non è brillantissimo, fatica tanto, ma alla fine porta a casa un piazzamento che dice che fin che c’è vita c’è speranza. E con lui speriamo.

Simon YATES. 4. Se pensa a domani, perché oggi ha fatto tirare i suoi? Se pensava a oggi, perché li ha fatti tirare e poi non ha dato una pedalata in più? L’innominato resta tale: se resti nell’ombra, quella è la tua luce.

Antonio TIBERI. 7. Ci prova, il laziale, nonostante non sia brillante come vorrebbe essere. Fianco dolente, muscolatura sofferente, Antonio ha il merito di provarci e di andare all’attacco fin da subito con Pello Bilbao (Bahrain Victorious) e Sylvain Moniquet (Team Cofidis), Nicolas Prudhomme (Decathlon Ag2r) e Georg Steinhauser (Ef Education), Louis Meintjes (Intermarchè Wanty) e Carlos Verona (Lidl Trek), Chris Harper (Jayc Alula) e Romain Bardet (PicNic Postnle), Bart Lemmen (Visma Lease a Bike) e Igor Arrieta (Uae Team Emirates Xrg). Antonio resterà nel vivo della corsa con i denti, con una volontà che va applaudita e meritava di essere premiata.

Einer RUBIO. 7. Corsa d’avanguardia, per un corridore che è manifesto delle retro-avanguardia.

Derek GEE. 6. Lotta, attacca, rilancia, si muove, prova qualcosa, anche se la sua priorità è non perdere ruote. Perde qualche secondo nel rush finale.

Giulio PELLIZZARI. 7. Resta al suo posto, in una tappa esigente e difficile, peccato per quella scivolata nel finale, all’ultima curva: sbatte sui cartelloni, comuque sempre meglio che andare a sbattere sul Col Panthaleon.

Michael STORER. 7. Corsa di resistenza e resilienza: arriva dietro ma è uno dei pochi che fa un balzo avanti: guadagna una posizione in classifica generale. Ora è 9°.

Davide PIGANZOLI. 5. Il valtellinese della Polti VisitMalta subisce la corsa in ogni frangente, non riesce ad aggredirla come dovrebbe un ragazzo della sua età e con le sue doti. Perde contatto da un gruppo troppo folto sul Col de Jeux, quando mancano ancora 11 km al Gpm e troppi alla fine della corsa.

Lorenzo FORTUNATO. 8. Avrà lasciato la tappa di San Valentino, ma oggi Christian Scaroni ha lavorato per lui, andandosi a prendere i punti posti sul Col Tzecore. Li prende lui, li toglie agli avversari, gode Lorenzo che matematicamente ha la maglia azzurra Mediolanum.

Mads PEDERSEN. 8. Vince un traguardo intermedio e sistema la contabilità per la maglia ciclamino ITA. Mai maglia è stata più meritata: quattro vittorie di tappa, un Giro da assoluto protagonista.



 

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