ROGLIC, PIDCOCK E COMPAGNI, TUTTI A LEZIONE DAL PROFESSOR PEDERSEN

di Pier Augusto Stagi

Mads PEDERSEN. 10 e lode. Vince quando molti pensano che abbia perso. Vince nel momento in cui si sfila e si lascia scivolare indietro, cercando di controllare la caduta, regolandola con sapienza e acume tattico: quando si dice correre con la testa e non solo con le gambe. Che Pedersen sia un corridore di categoria lo sapevamo, oggi l’abbiamo visto ad occhio nudo. Lezione pratica di tattica di ciclismo. Gestione dello sforzo e degli stati di crisi da manuale: a due chilometri sembra al gancio, all’ultimo km il danese risale, ritorna sulla ruota di uno strepitoso Vacek (cresciuto al Team Giorgi, di Carlo Giorgi ndr) e poi va ad imporsi allo sprint respingendo l’assalto di un fenomenale Edoardo Zambanini. Terza vittoria per il danese, la prima in maglia rosa, che ha rafforzato, portando il proprio vantaggio a 17” su Roglic. È un corridore di categoria, cosa vuol dire l’abbiamo capito oggi.

Edoardo ZAMBANINI. 9. Il 24enne del Team Bahrain fa una volata strepitosa. Rimonta sfidante e filante, dalla parte delle transenne. Passa dove è difficile passare, ma lui va come un fuso, senza fondere e senza confondere o mischiare carte. Lui è diretto, direttissimo, passa via veloce, risale senza scendere, arriva ad un palmo dalla vittoria. Da applausi.

Tom PIDCOCK. 6. Resta coperto, accucciato fino alla fine, sperando di poter uscire sparando una progressione delle sue. Fa i conti a tavolino, ma sul traguardo di Matera è ben diverso. Soprattutto se al tavolo c’è uno come Mads Pedersen, che ha doti fisiche notevoli, e un’intelligenza tattica pazzesca. È bene che si veda e riveda gli ultimi due chilometri della tappa di oggi.

Orluis AULAR. 8. Il 28enne venezuelano della Movistar si piazza ancora. Oggi 4°, in un finale difficile, che difficilmente premia corridori così così.

Filippo FIORELLI. 7. Il 30enne della VF Group Bardiani CSF Faizané si butta nella mischia, senza finire immischiato.

Michael STORER. 6,5. Sornione, l’australiano della Tudor è lì. C’è poco da fare i fenomeni, ma l’importante è tenere le posizioni.

Isaac DEL TORO. 6,5. La Uae prova a lanciarlo, con un lavoro intenso e proficuo, il ragazzo si butta con generosità e personalità e porta a casa l’ennesima top ten.

Damiano CARUSO. 6,5. Si butta nel vorticoso finale con la leggerezza dei ragazzi e l’esperienza dei veterani. Lui è tutto e può fare di tutto.

Primoz ROGLIC. 5,5. Ad un certo punto sgasa, per provare a mettere in crisi la maglia rosa, che in crisi ci va. Ma lo sloveno pensa che Mads sia una mammoletta, non lo è. E oggi è lui a perdere… qualche secondo.

Davide BAIS. 7. Non si devono dannare l’anima, al Giro è così: parti e ti lasciano andare. Oggi è la volta del corridore del Team Polti VisitMalta che prende il largo con Giosuè Epis (Arkea- B&B Hotels) e Lorenzo Milesi (Team Movistar). Tre all’attacco, che si fanno in quattro.

 

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