
La terza giornata dei Mondiali di paraciclismo porta ancora una volta il tricolore sul gradino più alto del podio. Fabrizio Cornegliani, Roberta Amadeo e Giorgio Farroni non si sono accontentati della cronometro: dopo aver indossato l’oro nelle prove contro il tempo, hanno bissato il successo anche nelle gare in linea, firmando un tris mondiale che vale doppio e che racconta la solidità di un gruppo in continua crescita.
"Vincere una volta è facile, confermarsi è la vera sfida" spiega Cornegliani, che oggi indossa la sua prima maglia iridata con una prova in linea, dopo le tante vinte a cronometro. E ancora: "Sono davvero felice di questi risultati, soprattutto considerando che quest’anno il percorso per arrivare qui non è stato semplice. Il tracciato era adatto alle mie caratteristiche e ho dato il massimo".
Anche Ana Maria Vitelaru conferma la sua costanza: bronzo nella crono e argento in linea, esattamente come un anno fa, per un bottino che premia tenacia e continuità. A rimanere fedele al suo appuntamento con il podio è stato anche Luca Mazzone: un altro bronzo, dopo quello della cronometro e quello di Zurigo, a dimostrazione che l’esperienza resta un valore inestimabile.
“Non è la medaglia che preferisco, ma salire su un podio mondiale a 54 anni resta una grande soddisfazione” le parole di Mazzone. Che ha aggiunto: “Quest’anno è stato difficile, tra infortuni e vari problemi, ma eccomi ancora qui a giocarmela. I miei avversari sono decisamente più giovani, e quando mi hanno staccato non sono riuscito a restare a ruota, ma alla fine la medaglia l’ho vinta e ne sono felice”.
Il racconto più emozionante arriva però dalla categoria MH3, una delle più competitive del panorama internazionale. Alle spalle dell’imprendibile francese Boserdon, due azzurri hanno saputo fare della collaborazione la chiave per il successo: Martino Pini e Mirko Testa hanno chiuso rispettivamente al secondo e al terzo posto, regalando all’Italia una doppietta che testimonia intelligenza tattica e spirito di squadra.
Il bilancio della giornata è eloquente: sei titoli mondiali e dodici medaglie complessive, con l’Italia che resta seconda nel medagliere dietro alla Francia. Ma oltre ai numeri, resta la sensazione di un gruppo coeso e determinato, capace di trasformare ogni gara in una performance corale. Un risultato già consistente quello conquistato finora, con ancora una giornata di gare davanti che promette emozioni: tandem, ciclisti e il gran finale con il Team Relay, specialità che negli anni ha sempre regalato soddisfazioni agli azzurri.
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