Rapporti&Relazioni
Il rito che non c'è più

di Gian Paolo Ormezzano

Si è accorto qualcuno che molti giornali ospitavano sì, il 22 marzo scorso, il pezzo di presentazione della Mi­lano-Sanremo, il cosiddetto articolo della vigilia (improprio anche se così si dice sempre: in realtà è l’articolo che appare il giorno della cor­sa), ma che la firma, ormai ap­posta quasi sempre in testa all’articolo, del giornalista addetto ai la­vori era accompagnata dalla scritta “Milano” e non anche dalla dizione “dal nostro inviato”?

Per chi sa le cose interne dei giornali, la spiegazione è semplice: il giornalista ha visto datato sì il suo pezzo da Milano, località di partenza. Ma non è andato sul posto, anzi se non milanese non è andato manco a Milano. Già tanto che il giorno della gara sia andato a San­remo, così potendo datare, in re­gola anche sindacalmente, il suo pez­zo dalla località ligure insieme con la scritta “dal nostro inviato”, persino “dal nostro inviato speciale”. Altri addirittura rimangono in sede, in redazione, e “fanno” la cor­sa davanti al televisore: il loro pezzo sarà soltanto datato San­re­mo, senza altra specificazione. Tan­to la gente mica capisce. E c’è persino l’alibi: cosa si va a fare a Sanremo, il viaggio costa, l’auto che una volta il giornale teneva quasi esclusivamente per le corse ciclistiche non c’è più, i servizi au­tomobilistici ormai sono tutti dati dai giornali in appalto, e poi me­glio della televisione non c’è niente, e quanto alle interviste del do­pocorsa le senti appunto in video, e se pure li potessi intervistare tu sul posto, quei puzzapiedi dei corridori mica avrebbero cose speciali, diverse da dirti.

Ma non è questo il nocciolo sentimentale e magari un po’ etico di questo mio intervento. Il nocciolo è la punzonatura. Prima però devo ricordare che, in occasione proprio di una Milano-Sanremo, la te­levisione intervenne con una grossa innovazione, forse era addirittura la diretta in gara, e io scrissi un ne­retto sulla prima pagina del quo­tidiano sportivo torinese, col titolo “Mamma tivù dacci di più” (credo addirittura che quell’espressione “mamma tivù”, poi usa­ta da tanti, possa essere un mio co­pyright). Il grande collega buonanima Mario Fossati mi rimproverò: “Bisogna ignorare la televisione, sennò ci uccide tutti e uccide tutto il ciclismo”. Più o meno quello che uno storico caporedattore di un gran­de quotidiano politico aveva detto dei primi quiz mi­ke­bongiorneschi in televisione: “Igno­ria­moli sul giornale, così il fenomeno muore automaticamente”. Cercai di dire a Mario che tan­to non c’era niente da fare contro il “progresso” (virgolettato quanto si vuole), e allora tanto valeva che la televisione ci surrogasse del tut­to. Fatto, e non siamo che agli inizi di una rivoluzione tecnoepocale.
Voglio però dire, fuori da ogni considerazione passatista o modernista, da ogni valutazione del lavoro dei miei colleghi assai più giovani del pensionato che io sono, da ogni presenza o meno della dizione “dal nostro inviato”, che a me manca soprattutto la punzonatura, l’articolo della vigilia nato sul po­sto della punzonatura. Per la verità non so neppure se la punzonatura classica abbia ancora luogo, e non voglio saperlo. So che da po’ di tempo il posto della punzonatura veniva chiamato villaggio di partenza, intitolato agli sponsor. Esclu­do che possa esistere ancora l’aura magica e intanto bonaria di un tempo, il senso di vigilia di un qualcosa di speciale, il senso di una nostra militanza giornalistica sancito appunto dalla presenza. I corridori arrivavano sulle ammiraglie, da ogni ammiraglia ne uscivano dieci come da un’auto nei film di Ridolini, passavano dove noi giornalisti facevamo piccola siepe umana e amica, rilasciavano le loro dichiarazioni sempre eguali, frasi banali che però suonavano come poesie di famiglia, di quelle che si im­parano sin da bambini e si recitano nelle belle occasioni.

C’era uno speaker che diceva una battuta (preparata) per ogni cor­ridore almeno un pochino famoso, mentre l’atleta firmava il grande foglio di partenza, destinato a di­ventare cimelio. Una volta, anno 1967, un corridore balzano, bravo in volata, di grossa simpatica notorietà, Dino Zandegù, mi disse: “Do­mani vinco io, scrivilo pure”. Ri­deva ma lo presi sul serio, e Tuttosport uscì in prima pagina col titolo: “Oggi Zandegù / vince il Giro delle Fiandre”. Era appunto la punzonatura di una corsa im­portantissima, di quelle che adesso vengono chiamate corse-monumento. Vinse Zandegù e io passai per veggente.

Ai giovani - che allora ascoltavano - lì al raduno della vigilia spiegavamo magari che il termine punzonatura sopravviveva da quando le prime biciclette erano appunto punzonate, con l’apposizione di un piombino, una sorta di sigillo che non si poteva togliere, acciocché non fossero cambiate in gara, operazione allora vietatissima. I giovani si interessavano o facevano finta di interessarsi alla spiegazione. Il termine era rimasto, è rimasto anche se non vuole dire più nul­la, pressappoco come adesso onestà, poesia, fatica, persino amore, forse anche giovani.
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Era la velocista più forte nel gruppetto di atlete che hanno animato la Samyn Ladies e Lara Gillespie si aggiudicata senza problemi la vittoria della corsa belga. L'irlandese in maglia UAE Team ADQ, seconda ieri alla Omloop van het Hageland, ha...


Era il 1876 quando Paolo Magretti percorse i 150 chilometri della prima, storica edizione della Milano-Torino in 10 ore e 9 minuti, iscrivendo il proprio nome nell’albo d’oro della Classica più antica del mondo. A 150 anni di distanza, la...


Quello che ci siamo appena lasciati alle spalle è stato indubbiamente un Opening Weekend frenetico, spettacolare e denso di accadimenti. Sia all’Omloop Nieuwsblad che alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne non sono infatti mancati momenti frizzanti, imprevisti e soprattutto, come è consuetudine nelle...


Non sarà nel ciclismo, a meno di clamorosi e per ora impronosticabili risvolti, che vedremo impegnato nell’immediato futuro Johannes Høsflot Klæbo. Vincitore di sei ori in altrettante gare disputate alle ultime Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, la leggenda del fondo...


Grazie agli ottimi risultati ottenuti al Giro di Sardegna, le vittorie stagionali dei corridori italiani nelle corse riservate a uomini élite sono salite a 18. Finora nessuna nazione ha saputo fare di meglio. Filippo Zana è il decimo azzurro a...


Più sicurezza e maggiore visibilità sono elementi da perseguire con costanza quando si scende in strada in bici, ma anche se si fa del semplice running. Con il nuovo NYTE CLIP, SIGMA ( marchio distribuito in Italia da Beltramitsa ) lancia sul mercato una luce...


A seguito della cancellazione dei voli previsti con Qatar Airways e della mancata riproiezione su compagnie alternative non operanti nell’area mediorientale, valutate tutte le possibili soluzioni di viaggio che, tuttavia, non garantivano la partenza dell’intera squadra in un’unica...


Ed ecco tornato Matteo Trentin, il trentaseienne di Borgo Valsugana che aveva chiuso il 2025 con la sua terza vittoria nella Parigi-Tours. Il trentino si fa trovare subito pronto nel weekend di apertura in Belgio: terzo nella Kuurne-Bruxelles-Kuurne, alle spalle...


Nella splendida cornice del Museo della Marineria di Cesenatico si è svolto,  venerdì sera, l’incontro promosso dal Comitato Regionale Emilia-Romagna della FCI insieme alla Commissione Regionale Direttori di Corsa, un momento di confronto concreto e partecipato dedicato al tema della...


Un Paese in strada per Il passaggio del Tour du Rwanda, settimana che alterna clamore e atmosfera degna in assoluto di un gran giro europeo. Si dira’ che Il Mondiale ha avuto come premessa irrinunciabile la manifestazione giunta nel 2026...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024