Come sta messo il ciclismo, adesso che è cominciata una nuova annata? Sta messo così: c’è una mezza dozzina di movimenti ispiratissimi e virtuosissimi che si dicono tutti pronti a sbaraccare, rifacendolo di sana pianta. Ormai ha più volontari al capezzale il ciclismo che la foca monaca. Il panda rode d’invidia. La cosa più tragicomica: tra i gruppi investiti dalla nuova missione salvifica c’è persino l’Uci, che convoca gli stati generali per uscire dall’unico stato in cui lei stesso ci ha ficcati, lo stato comatoso. Ma certo, bisogna risistemare il pollaio, affidiamolo alle capaci sgrinfie della faina…
Sono proprio curioso di vedere dove tutto questo fermento di rivoluzioni e di riforme ci porterà. Per esperienza, so che più missionari si mettono all’opera, più la missione è confusa e pasticciata. Ma non bisogna eccedere con il pessimismo: ciascuno ha diritto di giocarsi le sue carte, conviene vedere a che gioco stanno giocando. Con una piccola postilla che riguarda tutti quanti: non resta molto tempo, il paziente è in condizioni critiche, rischiamo di perderlo.
In attesa del grande cambiamento, non posso tacere l’ultima vergogna perpetrata ai danni del povero degente. Nei giorni di Natale, ho fatto il mio giro in libreria, alla ricerca di regali. Ad un certo punto mi sono imbattuto in un’idea molto curiosa, ideale per un paio di amici miei: il volume gigante con tutte le prime pagine storiche della Gazzetta. Bello, mi sono detto: li regalo a quei due. E due ne ho presi. Mentre ero in coda alla cassa, però, mi sono soffermato a guardare la copertina, che per le specifiche dimensioni definirei copertona. Nel disegno stilizzato, rappresentati tutti gli sport più popolari, e anche quelli meno popolari, tipo i tuffi. Tutti meno uno: il ciclismo. Ho guardato e riguardato, credendo di vederci poco, ma purtroppo la colpa non era mia: la Gazzetta, la madre naturale del ciclismo italiano, ha escluso e rinnegato la sua creatura. Un delitto orrendo, che grida vendetta. Nel mio piccolo, ho camminato a ritroso e sono andato a rimettere i due libri sullo scaffale d’origine, cambiando idea sui regali. Purtroppo, ho cambiato un po’ idea anche sulla Gazzetta.
Ci sono segni dei tempi che valgono sostanza. Questo, per me, lo è in modo atrocemente efficace. Persino alle fermate dei metrò c’erano enormi tabelloni pubblicitari che lanciavano l’iniziativa editoriale, con la copertona senza ciclismo bene in evidenza. Io non la voglio fare tanto lunga, perché non sono interessato a guerre contro il giornale rosa: lì, tra parentesi, ho tanti amici e colleghi che stimo, come persone e come giornalisti. Non è dunque per la solita, idiotissima questione di invidie e di concorrenza che sollevo la questione. Lo faccio perché si tratta proprio della Gazzetta. Da tutti mi sarei aspettato uno sfregio del genere, mai dalla “Gazzetta”: proprio lei, che il ciclismo l’ha lanciato, l’ha allevato, l’ha reso grande, e ultimamente sta pure cercando di rilanciarlo, ispirando il famoso manifesto dei cinque giornali autorevoli d’Europa. Amici rosa, proprio un bell’inizio. Prima di lanciare nuovi manifesti, io avrei cambiato quelli appesi in metrò. Così, tanto per essere credibili, tanto per dimostrare nei fatti che davvero tenete ancora molto al ciclismo.
Sinceramente mi sono chiesto più volte le ragioni dello scandalo. Ho trovato solo due possibili cause. La prima: la Gazzetta considera il ciclismo talmente impresentabile da temere che la sua presenza in copertina possa deturpare l’iniziativa editoriale. In questo caso, mi chiedo come si possa ancora credere nel futuro del ciclismo, se il suo giornale organizzatore per primo se ne vergogna. Non volendo accettare questa spiegazione, ho preferito cercarmene un’altra, la seconda: si tratta semplicemente di una svista. Sul momento ci ho sperato. Poi però mi ha assalito una mostruosa malinconia: se persino la Gazzetta si dimentica bellamente del ciclismo, significa davvero che la crisi è spaventosa. Secondo me, dimenticarsi è molto peggio che vergognarsi.
Un grave lutto ha colpito il ciclismo veneziano in seguito alla scomparsa del mitico Adriano Salviato, componente la squadra francese “Follis” e compagno di grandi campioni e tra loro Nino Defilippis e Renato Giusti. Aveva 90 anni, era nato a...
Lo trovo quasi inevitabile, dici Arione e pensi a Fizik. Sbaglio? Il nome della parte, ovvero l’iconica sella Arione, indica il tutto, ovvero Fizik, il marchio che la lancio oramai nel lontano 2003. Ci siamo, la nuova Arione è tornata e...
Se fa festa Jonny, un po’ di festa la fa anche Matteo Milan al termine della quarta tappa dell’UAE Tour 2026. Il più piccolo dei fratelli, passato professionista quest’anno con la Groupama FDJ United, ha chiuso con un eccellente 3°...
La seconda tappa della Vuelta a Andalucia Ruta Ciclista Del Sol, la Torrox-Otura di 138, 6km, porta la firma di Ivan Romeo che, grazie a un attacco ottimamente portato a due chilometri dall’arrivo, è andato a imporsi davanti ad Andreas Leknessund (Uno-X...
Se c’era ancora qualche dubbio sulla condizione della sua mano, Jonathan Milan ha dato oggi le risposte definitive e inappellabili. All’UAE Tour 2026 il friulano ha centrato il suo terzo successo stagionale, nonché il terzo nella corsa emiratina dopo i...
Volata di forza di Jonathan Milan nella quarta tappa dell'UAE Tour 2026, la Fujairah - Fujairah di 182 km. Il friulano della Lidl Trek completa alla grande il lavoro di squadra centrando la terza vittoria in stagione davanti al britannico Ethan...
Non ci sono dubbi sul fatto che, mettendo la firma sul nuovo contratto triennale con la Decathlon CMA CGM, per Daan Hoole, a gennaio, si sia aperto un nuovo capitolo della carriera. Dopo quattro anni (i primi tra i...
Rosso Corsa vuol dire massima tecnica, tessuti migliori e soluzioni votate alle massime performance per eccellere in gara, un marchio di fabbrica per Castelli oggi interamente proiettato nel gravel con due nuovissimi capi: Unlimited Speedsuit e Unlimited PRO 2 Jersey. Si tratta di due...
È cominciata con il piede sbagliato l'avventura di Tiesj Benoot con la Decathlon CMA CMG. Durante la preparazione invernale, il belga ha sofferto di dolori alla schiena che lo hanno costretto ad interrompere il suo programma di allenamento. A seguito...
Puoi avere tutte le risorse che vuoi, ma per realizzare qualcosa di solido e concreto, poi, ci vogliono costanza, pazienza, visione e passione. Gli Emirati Arabi Uniti è ormai 15 anni che hanno deciso di investire sul ciclismo e la...