Gatti & Misfatti
Caro direttore, così impari

di Cristiano Gatti

Caro direttore Stagi, considera questi Misfatti come uno sbocco di bile, diretto da un lettore imbufalito contro il suo direttore di fiducia. Tema: il blog. Cioè quello spazio che sul tuo sito tuttobiciweb hai aperto ormai da tempo, come tutti quan­ti del resto in quest’epoca di comunicazione elettronica. Che cosa sono qui a dirti? Una cosa semplice ed elementare: esprimo tutta la mia gioia nel constatare che ultimamente ti sta creando problemi e grattacapi. Lasciatelo dire, dal più pro­fondo del cuore: ti sta benissimo. Te la sei cercata, adesso te la gratti. Spero che tut­te le polpette avvelenate entrate nel blog re­cen­temente, dalle ca­lun­nie alle falsità, dagli insulti al­le carognate, ti rovinino la vita e il fegato. Così finalmente capirai una cosa fondamentale: che la libertà e la libera espressione so­no cose sa­cre, ma che proprio per questa loro intrinseca sacralità non possono finire tra le mani di quattro scemi.

Tanto per essere chiari: il blog, cioè lo spazio aperto in cui chiunque può esprimere le proprie opinioni, è di per sè un’idea bellissima e nobilissima. Il problema è che la no­bilissima idea frana subito nella sua pratica realizzazione: a trasformarla in una follia è questa simpatica trovata dell’anonimato. E qui, caro direttore, ti ri­chiamo a tanti discorsi che ci sia­mo fatti in tanti anni di discussioni: sempre viva il confronto, anche asprissimo e feroce, delle libere idee, pur­chè ciascuno se ne assuma la responsabilità. L’abbiamo sempre pensata allo stesso modo, è una fede cieca che ci ha sempre legati, in fondo è il vero fondamento del successo di tuttoBICI: ben venga qualunque espressione, an­che la critica più pesante, purché abbia una paternità. Non è il ca­so di scomodare Voltaire e l’Illu­mi­nismo, con il loro sublime dog­ma di battersi fino alla morte per difendere la libertà di chi la pensa diversamente, ma qualcosa del genere va sempre ricordato. Che pizza il pensiero unico, che noia quando siamo tutti d’ac­cor­do. Sempre viva la sana palestra delle opinioni. Sempre viva tut­to­BICI. Purchè nessuno ciurli nel manico.

Ma è qui che ti richiamo alla questione: mi vuoi spiegare che c’entrano i blog con tutto questo? Sento dire - ti sento dire - che è bello lasciare libero spazio ai lettori. E come no. Però piano con questo mito dei lettori. I lettori sono sacri, guai a chi li tocca: ma se fanno il piacere di metterci la faccia. Con nome, cognome e in­dirizzo. Lo sai come la penso: so­no disposto ad ascoltare il critico più feroce, riconosco ai Bul­ba­rel­li e ai Cas­sa­ni il diritto sacrosanto di non guardarmi più in faccia per i ri­lievi che rivolgo, ma dall’altra parte ci deve sempre essere il fondamento minimo della lealtà. Una faccia. Un indirizzo. Un no­me e un cognome.

Ma guardalo, il tuo geniale blog, caro direttore. Lo vedi? Ha le penose sembianze di una cloaca. Di una sputacchiera. Di un vomitatoio. Un luogo sordido e ributtante dove chiunque riversa le sue schifezze peggiori. Sempre, rigorosamente, tassativamente ano­ni­me. Pos­so­no dire di te e di me che siamo due pedofili disgu­sto­si. In­se­gna­no a Ivan Basso e ad Armstrong come si sta al mon­do, dicono che Verbruggen e Di Rocco sono farabutti, possono tranquillamente in­sinuare che Riccò sia pure ma­niaco sessuale. Di più: scrivono apertamente che i giornalisti so­no tutti venduti, meschini, servi, gentaglia prezzolata che non dice mai la verità. Dicono che i direttori sportivi sono tutti ladri ed evasori fiscali. Salgono sul pulpito e distruggono tutti con una facilità mortifera. Tanto, chi ne ri­sponde? Spiegano a noi giornalisti che cosa sia il coraggio, questi cuor di leone. Noi, che co­mun­que rispondiamo in tribunale di ogni nostra singola parola. Loro però sono i giganti della li­bertà. Sì, scomodano proprio que­sta parola enorme: loro sarebbero i cavalieri della libertà e della verità. Gli unici che abbiano il co­raggio di dire le cose co­me stanno. Loro, che coraggiosamente si chiamano Jacky 15, Pip­poYoghi, Ursula 3000, Gen­gis Khan e Superminkia.

Tranquillo, caro direttore: sono alla fine. Non mi ser­ve molto altro spazio. De­vo solo aggiungere una mia idea elementare, talmente elementare da sembrarmi superflua. Ep­pure, la ribadisco per evidente necessità. Questa: il blog avreb­be ra­gione di esistere soltanto se i suoi frequentatori, cosiddetti blogger, fossero riconoscibili. Se avessero un’identità. So­prattut­to, una di­gnità. Non mi stancherò mai di ammirare quei lettori che da quando esistono i giornali inviano le loro brave lettere, con lodi e critiche, rilievi e consensi, in un linguaggio ma­gari duro eppure sempre civile, conferendo al mezzo di comunicazione una vi­talità e una ricchezza inestimabili. Sempre però con una firma e un indirizzo per essere identificabili. Al massimo, quando rischiano l’in­co­lu­mità, chiedono gentilmente la formula “lettera firmata”. Una formula di protezione, niente a che fare con la formula vile e codarda dell’anonimato. Ec­co, questa è libertà vera. Que­sta è libertà seria. Questa è li­bertà ricca.

Mi dirai che nei blog non si può fare. E allora sai già come ti rispondo: al diavolo i blog e i blogger. Si chiu­de il blog e si mandano all’inferno i blogger. La democrazia e la libertà non corrono alcun pericolo, in assenza di questi vigliacchi da strapazzo. E se loro, come fan­no sempre, ti minacciano di non leggere più il sito, prega il tuo Si­gnore che mantengano la minaccia e che vadano a vomitare le loro porcherie altrove. Bisogna so­lo fe­steg­giarle, certe perdite. Quando il delinquente se ne va da casa nostra dopo una rapina, non è che ci sentiamo più soli. O tu sì?

Ps.Se permetti, mi porto anche un po’ avanti col lavoro. Siccome so che i cuor di leone cominceranno ad insultarmi dal loro vomitatoio, sempre e rigorosamente nascosti nell’anonimato, anticipo già da ora la mia più cordiale risposta: siete dei vermi.
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
L'HG Cross di Heerde, nei Paesi Bassi, incorona vincitori Ceylin del Carmen Alvarado e Joran Wyseure al termine di una giornata di grande spettacolo nel ciclocross internazionale. Tra le donne elite, la portacolori della Fenix-Premier Tech ha fatto valere tutta...


Si può considerare un esotismo fuori stagione l’assegnazione di così tante maglie tricolori, sette, il 24 ottobre, ma è veramente il caso di dirlo: meglio tardi che mai. La bella e partecipata rassegna dei campionati italiani assegna un ruolo quasi...


Ancora una volta è Elisa Longo Borghini a dettare legge. Sulle strade piemontesi di Piasco, nel Cuneese, la campionessa della UAE Team ADQ ha conquistato l'ottavo titolo italiano a cronometro della sua straordinaria carriera, chiudendo la stagione con l'ennesima...


Ancora Sud Africa sul tetto continentale. La campionessa africana 2026 si chiama Magda Nieuwoudt, ha 36 anni e arriva dalla gravel. Una vera prova di forza quella delle sudafricane Che piazzano seconda Lisa Bone e terza Tiffany Keep. A fare...


Nicolas Milesi concede il bis. A una settimana dal prestigioso successo nella Crono delle Nazioni di Les Herbiers, il bergamasco conquista anche il titolo italiano a cronometro della categoria Under 23 sulle strade di Piasco. l portacolori della Netcompany...


Arriva in Slovacchia la prima, attesa vittoria tra gli juniores di Alessio Borile. Il promettente friulano della Asd DP66 Pinarello si è imposto nel Gran Premio di Topolcianky, confermando tutto il suo talento in una prova di alto livello internazionale....


Bella vittoria internazionale per Lucia Bramati. La vicentina del FAS Airport Services Guerciotti Premac si è infatti aggiudicata la terza prova della Janev Cup per donne elite disputata a Rymarov, in Repubblica Ceca. Bramati ha dominato il confronto chiudendo...


Va al figlio d'arte Patrik Pezzo Rosola il titolo italiano a cronometro della categoria juniores. Sulle strade di Piasco, nel Cuneese, il veronese della Nordest Petrucci Assali Stefen ha offerto una prestazione impeccabile, coprendo i 19, 7 chilometri del...


Si chiude nel segno della maglia tricolore la stagione di Nicole Bracco. La cuneese della Società Ciclistica Cesano Maderno ha conquistato il titolo italiano della cronometro donne allieve sulle strade di Piasco, nel Cuneese, coprendo i 13 chilometri del...


L'apertura dei Campionati Italiani a cronometro di Piasco parla lombardo. A conquistare il titolo tricolore nella categoria allievi è stato il milanese Samuele Matteini del Team Aba Orobia Biassono, autore della miglior prestazione contro il tempo della giornata sui...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra