Editoriale

di Pier Augusto Stagi

FOTOGRAFIE. Quale immagine mi resta di questo 2024 che sta per andare in archivio? Tante, diverse, alcune sbiadite e altre nitidissime. Le più belle portano la firma di Tadej Pogacar e Remco Evenepoel, lo sloveno protagonista assoluto dall’inizio alla fine di questa magnifica stagione, dalla Strade Bianche al Lombardia, con quel mondiale pazzesco che potrà essere ricordato come una delle follie tattiche più intense dai tempi della Cuneo-Pinerolo di Coppi, e il belga che si è fatto d’oro a Parigi con una doppietta da capogiro e di rara bellezza. C’è anche qualcosa di italiano, grazie a Jonathan Milan, che è il nostro Oscar 2024 al pari della regina del ciclismo femminile tricolore Elisa Longo Borghini. Per il friulano undici vittorie su strada, tappe al Giro e maglia ciclamino, oltre a quella iridata su pista arricchita da un record del mondo sui 4 km da paura con il tempo di 3’59”153 alla media di 60, 2 km/h. Per la piemontese il secondo Fiandre, il primo Giro, l’ennesimo bronzo mondiale per il settimo sigillo nell’Oscar al pari della Luperini. Sono il nostro orgoglio, il nostro presente e i semi più belli e fertili capaci di alimentare e accrescere in questo periodo di maggese la terra italica a caccia di nuove ambizioni. Ma non sono le uniche immagini.

LA BORRACCIA. Tra le fotografie che archivio nell’album del mio cuore c’è quella della borraccia, da non confondere con quella scambiata tra Coppi e Bartali (6 luglio 1952) - che poi in verità era una bottiglia - scattata da Carlo Martini, il fotografo dell’agenzia Olympia di Milano. La borraccia in questione è quella di Tadej Pogacar, che nella tappa del Monte Grappa al Giro l’ha porta al giovane tifoso (Mattia Scaldaferro, di anni 12) a bordo strada. Se proprio vogliamo c’è anche quella del cinque dato sempre da Pogacar ad un piccolo tifoso. Uno scatto di Luca Bettini che immortala Pogacar nel gesto del “give me five” a un bimbo di sei sette anni. Belle immagini per uno sport che ha un’altra immagine.

NUMERI. Tra le fotografie che terrò nel mio cuore, ci sono i numeri pazzeschi che tuttobiciweb ha fatto registrare quest’anno. Per la serie: Pogacar vince troppo e toglie interesse. Sì, come no. Al Tour abbiamo sfiorato i 2 milioni di lettori, nell’anno abbiamo abbattuto il muro dei 14 milioni, contro i 10 milioni e 900 mila di un anno fa. Tra i segnali più belli e confortanti ci sono le mie pagelle declinate al femminile: lettissime, mai come in questo anno. A conferma che le ragazze non sono l’altra faccia della medaglia, ma sono molto più semplicemente medaglia.

IMMAGINE SFUOCATA. In questo anno che volge al termine, ci restano anche i cartellini gialli e rossi di prova, che andranno in vigore con il nuovo anno. Due gialli nella stessa gara fanno 7 giorni di squalifica, con tre in 30 giorni due settimane di stop, con sei un mese. Con otto probabile pena ordalia in pubblica piazza. L'ha annunciato a Riva del Garda David Lappartient, presidente dell'Unione Ciclistica Internazionale (lascerà a marzo se eletto alla guida del Cio), agli organizzatori dì tutto il mondo riuniti dal Gs Alto Garda di Giacomo Santini e Maurizio Evangelista, anima e corpo del Tour of The Alps, manifestazione ormai assurta a qualcosa di più di una corsa, visto che si è fatto anche laboratorio di pensiero, perché un pensiero ce l’hanno, oltre a idee su dove andare e come. L’Uci vorrebbe anche limitare le radioline, che fino a prova contraria sono e restano strumento di sicurezza: ricordiamo la tragedia di Muriel Furrer ai mondiali di Zurigo, la giovane svizzera rimasta per ore in agonia in un bosco senza che nessuno si accorgesse di nulla. Non una bella immagine.
L’Uci vorrebbe introdurre anche un “salary cap”, senza nemmeno prendere in considerazione un “salary floor”, un minimo di spesa. In compenso è allo studio un sistema di assegnazione punti che riguardi tutte le discipline. Ne ha parlato la nostra Francesca Monzone su tuttobiciweb con il dirigente dell’UCI Peter Van den Abeele. Così pista, mountain bike, ciclocross, gravel, ma anche gli e-sports, potrebbero dare punti che, uniti a quelli conquistati su strada, inciderebbero nel ranking mondiale. Oltre a creare uno stato di confusione totale, questa scelta costringerebbe i team ad allargare la rosa dei corridori, che già è pazzesca, visto che un team di World Tour ha già quattro squadre: maschile, femminile e due “Devo”. L’aspetto positivo? È probabile che anche pista e fuoristrada acquisterebbero maggior valore e visibilità, ma i costi lieviterebbero a dismisura, rendendo il ciclismo uno sport al limite della sostenibilità economica. Di contro, la penso esattamente come Patrick Lefevere, il Ceo della Soudal-Quick Step di Remco Evenepoel: «Non si può paragonare una corsa di un'ora con una tappa del Delfinato. E poi che si fa? Si danno dei punti anche ai corridori della Sei Giorni? Non mi sembra un sistema efficace. Ci sarebbe poi da capire quanti corridori potrebbero esserci in squadra. Oggi ne abbiamo 30, ma se dovessimo inserire ciclocrossisti e pistard, a quanti corridori arriveremmo?». Una fotografia nitida, di una situazione ancora parecchio sfuocata.

Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Due punte per l’Alpecin-Premier Tech e che punte! Sabato all’Omloop Nieuwsblad, al fianco di Van der Poel ci sarà Jasper Philipsen. Il belga, terzo all’Omloop e primo alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne lo scorso anno, ha dimostrato di poter davvero dare il massimo...


Dopo la vittoria di una Continental e quella di una devo esulta una Professional italiana al Giro di Sardegna!Dusan Rajovic (Solution Tech Nippo Rali) si aggiudica la terza tappa, la prima dedicata "ufficialmente" ai velocisti. Secondo Davide Donati (Red Bull Rookies) che...


A Musanze c'e' gloria per l'israeliano Itamar Einhorn, che conquista il suo secondo successo personale ed Ii quarto di squadra: la sesta frazione del Tour du Rwanda finisce con uno sprint a ranghi compatti, come previsto. A completare il successo...


Svelato il percorso della 117^ edizione della Milano-Sanremo presented by Crédit Agricole, in programma per il prossimo 21 marzo. Confermata Pavia come sede di partenza, con arrivo in Via Roma a Sanremo dopo 298 km, nove in più rispetto all'edizione...


Si sta rivelando quantomai efficace la vera e propria corsa contro il tempo intrapresa da Mads Pedersen per tornare a spillarsi il prima possibile il numero sulla schiena e poter prender parte ad almeno qualcuna delle classiche del Nord,...


Ci ha visto giusto chi ha incastonato ai Tropici un muro da Fiandre. Il resto lo ha fatto Tadej, aggiungendo Il suo ennesimo numero d’alta scuola sulla breve, sconnessa e soprattutto terribile. La storia, recente ma vivida per rimandi iridati,...


Con un annuncio piuttosto sorprendente, arrivato a oltre un mese dall’inizio del calendario agonistico 2026, l’UAE Team Emirates-XRG ha comunicato l’estensione contrattuale fino al 2028 e, soprattutto, il passaggio immediato nella rosa World Tour di Luca Giaimi. Classe 2005...


Si è svolta in un clima di autentico entusiasmo la presentazione ufficiale della stagione 2026 del Team Autozai Contri, un appuntamento che ha riunito atleti, famiglie, sponsor, istituzioni e appassionati per inaugurare il nuovo anno sportivo e condividere visione, obiettivi...


Demi Vollering mancava al Giro Women dal 2021, 5 anni in cui è cambiato veramente tutto. In quell'edizione l'atleta olandese aveva 25 anni ed era già l'erede designata di Anna Van Der Breggen che quella corsa l'aveva vinta per la...


La Visma-Lease a Bike non potrà contare su Wout Van Aert nel weekend di apertura delle Classiche in Belgio, ma il direttore sportivo Grischa Niermann è ottimista e pensa che nel fine settimana tutto potrà accadere. Il team olandese punterà...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024