Editoriale

di Pier Augusto Stagi

VENTUNO GIORNI. Il tempo del cambiamento è di 21 giorni, un po’ come il Giro e il Tour. Tre settimane per vincere, stupire e cambiare anche opinioni. È una teoria, la cosiddetta “Regola dei 21 Giorni” attribuita al dottor Maxwell Maltz, un chirurgo plastico che osservò che i suoi pazienti impiegavano circa 21 giorni per abituarsi alla loro nuova immagine corporea dopo un intervento chirurgico.
È il tempo del cambiamento, che scuote e sconvolge, che muta non solo chi corre e vince, come Tadej Pogacar, ma anche chi osserva e ammira. Al Giro tutto bene, perché «non c’era nessuno», il pensiero comune. Al Tour un po’ meno, perché se fai tanto di vincere a ripetizione non importa che in precedenza l’abbiano fatto anche gli altri - Merckx e Hinault tanto per dire -, ma soprattutto non va bene che lo faccia lui, un ragazzo della generazione Z di soli 25 anni: viene preso come un gesto di lesa maestà “ai nostri tempi” andati, un gesto irriguardoso nei confronti dei nostri idoli giovanili: ma come ti permetti, Merckx è Merckx e che nessuno osi sovrapporre le cose. Poco importa che lo stesso Cannibale sia il primo a dire al pari di Hinault: sì, Tadej è fatto davvero della nostra pasta, non solo ci assomiglia un sacco, ma è per certi versi anche meglio di noi.
E così, in questo cambiamento ci sono anche le mutazioni di pensiero e d’opinione di chi, sulla base di tempi tutt’altro che affidabili (ora, forse, con Strava e una scientificità molto più collaudata e riconosciuta è sicuramente possibile), grida allo scandalo: non è possibile! Ma che tempi sono questi, vanno contro ogni logica fisiologica! Non è possibile migliorare tempi di 26 anni fa? Forse il problema era allora, non oggi.
Ventun giorni per cambiare pensiero e opinioni, per proteggere i bei tempi andati, “quei nostri tempi” che sono un tempo ragazzo, adolescenziale e giovane e poco importa che anche oggi si viva il nostro tempo, che è quello di Pogacar, ma anche di Vingegaard e Evenepoel e che personalmente mi piace un sacco e considero a tutti gli effetti mio, con tutto l’affetto e l’amore nutrito per Gimondi e Bugno, Pantani Basso e Nibali. Questo è ancora il mio tempo, il nostro tempo, nonostante si sia gioito allora per Panatta e Thoeni, Gros e Tomba, Valentino Rossi e Klaus Di Biasi, Cagnotto padre e figlia, Federica Pellegrini e i fratelli Abbagnale, Mennea, Sara Simeoni e Paolo Rossi: il tempo di ieri, che non mi priva del tempo di oggi.

RECORD SU RECORD. C’erano otto corridori italiani e nessuna squadra di casa nostra, ma nonostante tutto il Tour si è rivelato un successo pazzesco per il nostro sito, che ha raccolto un numero di visite spropositato, che mai nella nostra storia ventennale abbiamo registrato. Al Giro avevamo registrato 1 milione e 274 mila visitatori, al Tour abbiamo sfondato il muro del milione e mezzo, totalizzando quasi due milioni di visitatori.
C’erano solo otto corridori italiani e nessuna squadra italiana, ma la passione per il ciclismo non è venuta meno, anzi è stata amplificata da una sfida strepitosa tra questi tre magnifici interpreti del ciclismo di oggi che rispondono al nome di Tadej Pogacar, Jonas Vingegaard e Remco Evenepoel.
Era da tempo che non si sentiva parlare di ciclismo nei bar e nelle piazze, tra gente che generalmente di ciclismo non parla. Un po’ come avvenuto con Marco Pantani, che era stato capace di carpire l’attenzione anche di mamme, zie e nipoti grazie al suo incedere mani sotto al manubrio non appena la strada saliva sotto i pedali. Il ciclismo sport popolare è tornato ad essere universale con uno dei ragazzi più vincenti di sempre, capace di sbriciolare record e avversari e ricomporre la storia riscrivendola di sana pianta capitolo per capitolo. È solo all’inizio: dategli tempo.

Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Al Tour de France, è scoppiato il caso  Philipsen: prima la squalifica, poi il dietrofront della giuria, grazie al tempestivo intervento di Philip Roodhooft, team manager dell’Alpecin – Premier Tech.  Per alcuni minuti Jasper Philipsen è passato dalla soddisfazione per...


La favola della Uno-X Mobility al Tour de France continua. Dopo aver vestito la maglia gialla con Torstein Træen e aver animato la prima parte del Tour de France con fughe e attacchi, la formazione norvegese ha vissuto la giornata...


Soren WAERENSKJOLD. 10 e lode. Secondo a Bordeaux, oggi a Nevers si supera con una volata pazzesca. Lunga, lunghissima, potente, potentissima. Un colpo di gran classe di questo ragazzo norvegese di 26 anni, che coglie oggi il primo sigillo della...


Scalatore cercasi per la Nazionale e il Ct Marino Amadori sabato sarà al Giro della Valle d’Aosta in partenza domani da Passy, in Francia, con una cronoscalata che intende mettere in fila chi vuol fare la corsa: 10, 5 km...


Soren Waerenskjold scrive una pagina di storia e strappa un record quasi trentennale a Mario Cipollini. Il 26enne norvegese della Uno-X Mobility ha vinto la tappa più veloce della storia del Tour de France pedalando da Vichy a Nevers alla...


Nuova volata di gruppo al Tour de France e prima affermazione in carriera sulle strade della Grande Boucle per Søren Wærenskjold. Dopo il secondo posto di Bordeaux, il velocista norvegese della Uno-X Mobility ha centrato il colpo grosso sul traguardo...


Il mondiale di calcio, che sta vivendo i suoi ultimi atti negli Stati Uniti, è arrivato anche al Tour de France. A portarcelo è stato Juan Ayuso che stamattina è salito sul podio del foglio firma sfoggiando una fiammante maglia...


Con la manifesta superiorità esibita nella prima metà di Tour de France e i quasi quattro minuti già inferti al suo primo inseguitore in classifica generale, Tadej Pogacar ha messo solidissime basi per la conquista della quinta Grande Boucle...


Per tutti un attacco a 38 chilometri dalla fine sarebbe stata una follia ma non per Christian Bagatin che oggi nella quinta tappa del Tour of Magnificent Qinghai ha fatto una vera e propria impresa. In una delle giornate più...


È stata presentata ieri sera nella prestigiosa location dell’Azienda Vitivinicola Vill’Arquata di Adro (Brescia), la seconda edizione di Strade e Muri del Vescovado. La manifestazione, dedicata al ciclismo giovanile, interessa e unisce le strade e gli appassionati delle province di Brescia...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra