Van der Poel, l'olandese volante punta al Mondiale

di Francesca Monzone

Dopo un Giro d’Italia da grande protagonista, Ma­thieu Van der Poel vuole guardare al futuro, quello scritto con i colori dell’iride su fondo bianco, per cercare di dimenticare un Tour de France corso nell’ombra e finito con un ritiro, ben diverso da quello dello scorso anno, dove in giallo aveva reso omaggio al nonno Poulidor. La bici di  Mathieu è rimasta ferma dieci giorni dopo la Grande Boucle, gli serviva un periodo di vacanza per far riprendere il fisico e liberare la mente, andando alla ricerca di qualcosa che potesse ravvivare il suo spirito.
Dopo il Tour, il campione della Alpecin-Deceuninck non ha voluto parlare di quanto accaduto alla Grande Boucle e per capire qualcosa in più abbiamo dovuto arrivare al 24 agosto, quando l’olandese ha partecipato alla Druivenkoers-Oversijse. La bici di Van der Poel, come detto, è rimasta ferma per molti giorni dopo il suo ritiro al Tour de France, poi la sua preparazione è ripresa gradualmente: quando ha visto che il solo allenamento iniziava ad annoiarlo, ha deciso che per trovare nuovi stimoli doveva tornare a  gareggiare.
Van der Poel al Giro è stato straordinario attore di entusiasmanti battaglie con Biniam Girmay, ma è proprio alla corsa rosa che forse qualcosa non ha funzionato e che potrebbe aver compromesso il suo Tour. Il ventisettenne olandese si era già lamentato della carenza di forma all’inizio del Tour de France, ma solo negli ultimi giorni ha voluto raccontare cosa era successo.
«Penso che qualcosa non abbia funzionato quando ho fatto l’allenamento in altura dopo il Giro per preparare il Tour. Non mi sentivo come avrei dovuto, forse il mio corpo si stava ancora riprendendo dagli sforzi compiuti e non si era adattato a sufficienza all’altura. Se fai un allenamento in quota do­po un grande giro, devi calcolare bene i tempi di recupero: se sbagli la tempistica, il tuo corpo potrebbe uscire da quel periodo di lavoro in quota in  condizioni peggiori. Non sono proprio sicuro che la causa sia questa, ma ho l’impressione che la mia condizione non ottimale vada ricercata proprio in quel lavoro in altura». 
Van der Poel è un vero campione: do­po aver capito cosa non ha funzionato, non si è lasciato vincere dalla situazione ma ha reagito guardando avanti, alla ricerca di nuove opportunità. Questo suo atteggiamento lo abbiamo già po­tuto apprezzare quando, finita la stagione, bloccato dai postumi della caduta alle Olimpiadi, aveva deciso di prendersi un lungo periodo per guarire bene.
Il suo ritorno alle gare nel 2022 è stato del tutto inaspettato, perché improvvisamente, al termine di un allenamento, aveva comunicato la sua partecipazione alla Milano-Sanremo, non una corsa qualunque, ma una Classica Monu­men­to che sfiora i 300 chilometri.
Mathieu si è presentato a Milano dicendo che non cercava un risultato e che quella gara doveva essere vista come un test o un allenamento lungo. L’olandese però in gara non è mai an­dato solo per fare presenza ed è così che in quella Milano-Sanremo, che doveva essere un semplice allenamento, Van der Poel ha conquistato il terzo posto. E per questa nuova ripartenza il nipote del grande Raymond Poulidor punta al Mondiale australiano, dove vuole ottenere la vittoria.
«Ovviamente dobbiamo capire perché le cose sono andate storte, ma poi dobbiamo guardare avanti e fissare nuovi obiettivi».
All’Europeo del 14 agosto Mathieu non ha partecipato, consapevole del fatto che era troppo presto per lui, mentre i Mondiali che si terranno a Wollongong potrebbero essere l’occasione giusta per concludere la stagione nel modo in cui aveva programmato.
«Spero di essere al massimo della for­ma in Australia. Sto rientrando in mo­do graduale, non voglio forzare e pen­so che questo sia il modo migliore per arrivare al Mondiale nella giusta condizione».
Van der Poel è un corridore che non si risparmia, non lo fa in gara e neanche quando deve prepararsi per un appuntamento importante: lo scorso 24 agosto ha partecipato alla Druivenkoers-Oversijse e, dopo aver corso in gara 192 chilometri, ne ha fatti altri 65 per rientrare a casa.
«Uno dei motivi per cui scelgo queste gare è la vicinanza con casa, così posso tornare in bicicletta» ha commentato.
Quel giorno Van der Poel è arrivato 35° alla Druivenkoers Ove­rijse, a 50 secondi dal vincitore Matis Louvel. La gara non era facile e a rendere più complicato il suo rientro alle corse, ci ha pensato una foratura, che ha fatto per­dere tempo all’olandese.
«Non è andata male, purtroppo però ho avuto una foratura nel momento più difficile della gara. La macchina ha impiegato del tempo per arrivare e ho dovuto utilizzare molte energie per rientrare in gruppo. Senza quella gomma a terra, il risultato sarebbe sta­to sicuramente diverso».
Le sensazioni dell’olandese sono sta­te buone ed è certo che il Mon­diale potrà viverlo da prota­goni­sta. Alla Druivenkoers l’olandese della Al­pecin Deceuninck ha spiegato che un allenamento senza gare non è abbastanza stimolante e per questo aveva deciso di tornare alle corse.
«A lungo andare l’allenamento senza gare diventa un po’ senza scopo, per questo ho sentito l’esigenza di tornare a gareggiare. Quando ho deciso di correre alla Druiven­koers, l’ho fatto con l’intento di incontrare dei corridori forti, con i quali avrei potuto facilmente misurare il mio stato di forma. Sono stato a lavorare molto in palestra nelle ultime settimane, ma servono le corse per capire se si è a buon punto o se bisogna sistemare ancora qualcosa».
Van der Poel è sempre critico con se stesso, ma riguardo questa stagione è convinto che i risultati positivi ci siano stati.
«Ho fatto un Giro d’Italia molto bello nel quale ho indossato la maglia rosa. Certamente il Tour non è andato come avevamo ­immaginato, ma non credo che la mia stagione vada vista in modo negativo».
Van der Poel nel 2022 ha ottenuto ri­sultati importanti come la vittoria al Giro delle Fiandre e il terzo posto alla Milano-Sanremo. «Ho fatto una buona primavera e per il Tour, penso che siamo partiti con una condizione fisica non adatta. Ora penso solo a correre bene e voglio essere pronto per il Mondiale».
Gli allenamenti adesso si intensificheranno e ci saranno altre gare. Mathieu non vuole sbilanciarsi troppo ma su Wollongong è molto ottimista.
«Il Mondiale è comunque un obiettivo. È ancora molto lontano ma di certo non andrò in Australia solamente per correre. Per il momento sono sulla strada giusta, adesso dobbiamo contnuare a lavorare, adattare i programmi ai piani di lavoro e arrivare al top in Australia. Per lasciare un segno».

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