Alessio Martinelli, argento di umiltà

di Danilo Viganò

Ha il colpo di pedale di quelli che lasciano il segno, che fanno male. Alessio Martinelli è il vice campione del mondo su strada della categoria juniores, un argento conquistato sotto la pioggia di Harrogate nello York­shire, in Gran Bretagna. Un argento inatteso, ma meritatissimo - un argento guadagnato, non un oro perso, è bene sottolinearlo - come lui stesso ha voluto precisare una volta messa al collo la medaglia. Martinelli è stato l’unico ad opporsi alla dittatura degli americani nella prova da Richmond ad Harro­gate, lunga 148,5 chilometri. vinta da Quinn Simmons (passerà prof con la Trek Segafredo) che è scattato a 33 km dall’arrivo e ha fatto il vuoto. Ai meno 19 l’attacco di Martinelli, che a sua volta ha staccato tutti mettendosi all’inseguimento di Simmons. Una rincorsa che prima ha dato futti, con Martinelli tornato a 30 secondi, e poi ha visto lo statunitense trionfare con 56” di vantaggio.
«Non ci crederete, ma che ci fosse in fuga un corridore americano non lo sapevo. Credevo li avessimo ripresi tutti quando siamo rientrati sulla fu­ga dei cinque. Mi sono accorto di Sim­mons leggendo il suo nome sul di­splay luminoso quando sono passato sotto l’arrivo - racconta Martinelli -. Poi, la conferma l’ho avuta anche da Cassani che in salita mi ha incitato a non mollare. Ho dato tutto quanto avevo in corpo, ma riuscire a raggiungere Simmons era impossibile».
Strada facendo Martinelli ha scoperto che era la sua giornata, che non sentiva la catena, che scattare in salita era di rigore.
«Potevo rischiare di saltare per aria, ma sono andato a tutta, fino all’arrivo. Quel giorno sul circuito inglese mi sono sentito un leone. La sera prima avevo dormito tranquillamente, senza pensieri e programmi rivolti alla corsa. Pronti via, sempre davanti, con i migliori, a tirare per i miei compagni, a faticare per la causa azzurra. Ho chiuso  al secondo posto, bagnato fradicio, stanco ma felice della mia prestazione. Ha vinto il migliore, il più degno del titolo».
Il valtellinese Martinelli è un altro prodotto della multidisciplinarietà: ha gareggiato nel Cross Country tra i Gio­vanissimi dapprima con l’Unione Spor­tiva Bormie­se, poi con il Team Pro­tek Dalla Bona-Damiani di Tovo Sant’Agata, in provincia di Son­drio: è quindi passato alla strada tra gli allievi del Team F.lli Giorgi, nel 2016, mostrando subito attitudini per le cor­se in salita.
«Da juniores di primo anno ho cambiato allenatore, ora mi segue Omar Bel­tram che mi ha fatto crescere e che devo ringraziare moltissimo. Il mio obiettivo quest’anno era il Giro della Luni­gia­na e sono arrivato secondo nella generale (dietro Andrea Piccolo, ndr), poi quando è arrivata la convocazione abbiamo deciso di tirare dritto e alla fine è arrivata una medaglia d’argento al mondiale».
Per Martinelli il 2019 è stato un anno eccezionale: nove vittorie tra cui le na­zionali del Roero e Loria, la San­drigo - Monte Corno e la quarta tappa del Gi­ro della Lunigiana. Corre per il Team F.lli Giorgi, società bergamasca di Torre de’ Roveri presieduta da Carlo Giorgi, diretta da Leone Malaga e dall’ex professionista Paolo Lanfranchi. Il prossimo anno passerà Under 23 con il Team Colpack. 
«Ci tengo a ringraziare tutti ma proprio tutti, dalla mia squadra di club che è stata come una famiglia, importantissima in ogni situazione, ai miei compagni di squadra con i quali abbiamo condiviso successi e delusioni con umil­tà e passione. Un ringraziamento particolare lo devo alla Nazionale, al commissario tecnico Rino De Can­dido che ha creduto nelle mie possibilità e mi ha permesso di far parte della spedizione azzurra in Gran Bretagna. Vado a chiudere questa stagione con tanti bellissimi ricordi ed emozioni davvero fantastiche. L’anno prossimo mi attende il salto di categoria tra gli Under 23. Il sogno è naturalmente passare professionista ma so bene che  il cammino è ancora lungo e faticoso».
Ragazzo semplice, dai modi garbati Martinelli è nato a Sondalo, a due passi da Sondrio, il 26 aprile 2001. Abita nel comune di Valdidentro ai piedi del Passo Foscagno in direzione Livigno, sotto lo sguardo imponente del ghiacciaio della Cima Piazzi, che propone tra le attrazioni più interessanti la Val Viola tra itinerari di grande bellezza paesaggistica, circondata da vette che superano anche i 3.000 metri. Con la squadra del paese le prime pedalate, in salita naturalmente. Papà Fulvio fa l’idraulico, mamma Raffaella la parrucchiera. Nicola, il fratello maggiore, ha gareggiato nelle categorie giovanili e ora studia Giurisprudenza all’Uni­ver­si­tà Bicocca di Milano. Alessio, invece, è al quinto anno all’Istituto professionale statale, indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica all’Istituto Pinchetti di Ti­rano.
Il prossimo obiettivo, naturalmente, in­seguirà il diploma di maturità prima di concentrarsi al 100% sul ciclismo e sui sogni di gloria. La strada è lunga, dice Mar­ti­nelli, ma intanto - dopo l’argento mondiale - è tracciata. E sicuramente porta lontano.

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