Editoriale

DALL’ALTRA PARTE DEL CIELO. Il futuro è donna, anche perché quello maschile è sulle ginocchia per via dei costi eccessivi. Il ciclismo femminile è un pianeta tutto da scoprire, e se con la riforma del 2020 molti manager di team Professional dovessero trovarsi in difficoltà per questioni di budget, state pur certi che non guarderanno alle Continental, ma al ciclismo femminile, che a livello commerciale interessa moltissimo, e consentirebbe di restare nel grande giro del World Tour, quindi nel ciclismo di vertice, ma dall’altra parte del cielo.

PROMESSE & SANZIONI. Siamo ormai alle porte di una nuova stagione. Manca poco e si torna in sella, anche se i corridori lo sono già da qualche settimana. L’Uci programma e progetta, nel pieno rispetto delle proprie funzioni. Anzi, il suo presidente, David Lappartient, si sta adoperando per allargare la propria “vision” e la propria “mission”: non solo squadre e competizioni, ma anche bicicletta e mobilità urbana, visto che vuole essere in prima fila anche in questo processo.
Il Presidente ha anche promesso di risolvere le sovrapposizioni delle gare nel calendario. La più importante a maggio, tra Giro d’Italia e Giro di California, che ha portato via tanti campioni alla corsa rosa. Lappartient ha fatto sapere di aver già parlato con Rcs Sport e che in queste settimane, prima di Natale, incontrerà anche gli organizzatori americani: dalla stagione 2020, il progetto è posticipare il Giro di una settimana (nel 2019 scatterà l’11 maggio, nel 2020 potrebbe essere il 16), e anticipare il California (nel 2019, dal 12 al 18 maggio: nel 2020, ipotesi dal 3 al 9, ndr).
Ha promesso di varare nel 2020, con l’avvio della nuova riforma del professionismo, una sola classifica, che terrà in considerazione tutte le corse principali: Grandi Giri, Monumenti e classiche. È probabilissimo che si arrivi a stretto giro di posta al blocco dell’uso delle radioline (io resto convinto che almeno un paio di corridori per squadra debbano continuare a tenerle per ragioni di sicurezza) e dei misuratori di potenza (in un colpo solo fanno bene allo spettacolo e sistemano gli amici di Velon, i quali perdono uno strumento di vendita appetibile alle tivù: quello dei dati sensibili).
Dalla prossima stagione, poi, saranno inasprite le sanzioni per quei corridori che si renderanno protagonisti di comportamenti irriguardosi o violenti: dal fare la pipì davanti al pubblico, al lancio di borracce in gruppo, passando per scie prolungate, insulti e mani tolte dal manubrio e via elencando e delirando. Chi sgarra, la pagherà carissima: sia dal punto di vista economico che disciplinare. Se il nostro povero Gianni Moscon è già stato preso di mira, dal prossimo anno tutti saranno messi sotto la lente d’ingrandimento. In bicicletta bisogna essere forti e vincenti, ma soprattutto corretti. Non mancheranno le polemiche e i ricorsi: gli studi legali stanno già festeggiando.

FORZA VESUVIO. Ve la ricordate la consigliera comunale della Lega Nord al Comune di Como Donatella Galli? Quella che postò nel 2015 sul suo profilo Facebook una scritta “Forza Etna, Forza Vesuvio”. La “signora”, rigorosamente tra virgolette, fu denunciata da un avvocato napoletano. E a Monza un giudice la condannò a 20 giorni di reclusione (pena sospesa) e ad un simbolico risarcimento danni di un euro. Bene, la signora Donatella Galli in Corte di Appello è stata assolta. E sapete perché? «Perché il fatto non sussiste». Cioè, scrivere «Forza Etna, forza Vesuvio» non è reato. Per la nostra giustizia non è un comportamento discriminatorio.
Ma non è tutto. Recentemente un giudice ha assolto un ragazzo reo di aver sputato in faccia ad un poliziotto nel corso di una manifestazione. Sì, assolto per la «particolare tenuità del gesto». Due anni sono stati necessari per arrivare al pronunciamento. Questo per dire che cosa? Che la società civile fatica a darsi regole di civiltà e lo sport - con tutti i suoi problemi - pare essere sempre più anacronistico e fuori dal mondo.
Vi ho parlato dei nuovi provvedimenti che l’Uci ha deciso di prendere dal prossimo anno su indicazione della sua Commissione Etica. Inasprimento di pene e sanzioni per quei corridori che terranno comportamenti non idonei. Lo sport dovrebbe formare i nostri giovani. Si dice anche con solenne retorica: è palestra di vita. Ma se poi una volta scesi di bicicletta e saliti in macchina, ci si ritrova in una giungla dove un “Forza Etna” o uno sputo un faccia vengono scambiati e considerati dai nostri giudici come un evviva per Vincenzo Nibali o un semplice problema di costipazione, anche lo sport perde la sua funzione educativa. Forse un “Forza Etna e un Forza Vesuvio”, accompagnato da un tenue e innocente sputo, dovrebbe essere indirizzato a qualche parruccone che siede nei nostri palazzi di giustizia, così, tanto per vedere l’effetto che fa. Sono sicuro che non lo catalogherebbero come “un caso che non sussiste”. In ogni caso, Buon Natale e buon anno. Ne abbiamo bisogno.

Pier Augusto Stagi

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