PREMI | 09/04/2017 | 09:40 A Davide Cassani la 19^ edizione dell'«Appennino d'Oro». La consegna del prestigioso riconoscimento al commissario tecnico degli Azzurri è avvenuta ieri sera , nel corso della cena di gala, alla vigilia della 78^ edizione del Giro dell'Appennino in programma oggi.
Si tratta del premio istituito dall' U.S. Pontedecimo che viene assegnato ad uno sportivo che ha contribuito a rendere grande la gara. Cassani è decisamente tra questi in quanto ha partecipato a ben nove edizioni, senza però mai riuscire a tagliare per primo il traguardo. Il miglior risultato, nel 1988 quando fu secondo sulla Bocchetta e quarto all’arrivo.
«L’edizione che ricordo con maggiore piacere è quella del 1989 – racconta Cassani - l’Appennino era prova unica per il campionato nazionale, con Moreno Argentin correvamo nella Gewiss, quel giorno eravamo chiusi nella morsa della squadra di Gianni Bugno la Chateau D'Ax, nonostante questo Moreno riuscì ad avere la meglio, l'anno seguente fummo ancora insieme con la maglia dell'Ariostea». L'artefice di quel successo fu proprio Cassani, non a caso Argentin lo volle con sé sul palco al momento della premiazione.
E' poi spesso tornato a Pontedecimo in qualità di commentatore tecnico della Rai e infine quale commissario degli Azzurri. Nella corsa in programma oggi la nazionale italiana guidata da Marco Velo schiera una squadra di Under 23 capitanata dal professionista Manuel Senni (BMC). «Il calendario nazionale degli Under è sempre più ridotto – continua Cassani – la presenza dei giovani a queste gare rappresenta pertanto un'ottima occasione per fare esperienza e nel contempo farsi notare dai vari direttori sportivi».
La presenza del commissario tecnico della nazionale è stata l'occasione per fare il punto sullo stato di salute del nostro ciclismo. «Nelle prime classiche della stagione, in modo particolare alla Milano – Sanremo, i risultati non sono stati dei migliori, al Giro delle Fiandre siamo però riusciti a metterci in mostra con diversi corridori, sono fiducioso anche per la Parigi – Roubaix, un fatto è certo la concorrenza straniera è sempre più agguerrita».
Oggi al Giro dell'Appennino è prevista la partenza di 139 corridori in rappresentanza di 18 squadre, tra queste cinque Professional, sedici Continental e due Nazionali (Italia e Russia). «La globalizzazione del ciclismo – conclude Cassani – finisce per penalizzare storiche corse del calendario nazionale che purtroppo non vedono ai nastri di partenza i campioni e la squadre più conosciute, credo che il modo migliore per salvaguardarle è quello di concentrarle in precisi periodi della stagione al fine di incentivare la partecipazione».
Oggi tra i favoriti i russi della Gazprom Rusvelo che schierano il vincitore della passata edizione Sergey Firsanov e Alexander Foliforov e gli uomini dell'Androni Sidermec di Gianni Savio con in testa Egan Gomez Bernal, Mattia Cattaneo e Marco Frapporti. Attesa per il rientro alle corse di Damiano Cunego (Nippo Fantini), già vincitore nel 2004 e 2011, dopo la caduta avvenuta a gennaio alla Vuelta de San Juan dove riportò la frattura della clavicola.
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