SAVIO. «UNA SENTENZA CHE SARÀ IMPUGNATA»

GIUSTIZIA | 27/03/2017 | 18:55
Riceviamo e pubblichiamo questa nota di Gianni Savio in merito alla decisione della Corte d'Appello Federale.

Prendo atto, sconcertato e allibito, della sentenza della CAF - che andrò a impugnare - ove mi si commina una sospensione di tre mesi riguardante il corridore Patrick Facchini. Ribadisco di non aver mai violato alcun regolamento né sportivo né etico-morale e infatti nel fascicolo processuale non vi sono prove o indizi contrari alla mia lealtà.

Con il mio Legale Avvocato Giuseppe Napoleone abbiamo concordato di ricorrere al Collegio di Garanzia del CONI, non appena depositate le motivazioni.


Tengo comunque a precisare che le altre altrettanto assurde accuse che mi sono state mosse dalla Procura Generale del CONI, relative ai casi Mammini e Malaguti, non hanno trovato accoglimento nella sentenza della CAF che ha respinto la richiesta di inibizione per diciotto mesi nei miei riguardi.


Ritornando al caso Facchini, ecco l’esatta esposizione dei fatti: a fine 2012 - quando il nostro organico per la stagione 2013 era ormai completo - mi interpellò il corridore Patrick Facchini, dicendomi di essere interessato al passaggio al Professionismo nella nostra squadra. Risposi che le risorse economiche destinate all'ingaggio di corridori erano ormai esaurite e quindi non avrei potuto assumere nuovi atleti. Il Signor Facchini mi disse che il consorzio Valli del Chiese sarebbe stato interessato a sostenere una sponsorizzazione coinvolgendo anche una azienda importante quale la BM GROUP e aggiunse che un funzionario del Consorzio avrebbe voluto conoscermi in quanto interessato a promuovere il loro marchio attraverso il mondo del Ciclismo. Mi recai nella sede del Consorzio e - preso atto del loro reale interesse a una promozione pubblicitaria - iniziai una trattativa che si concluse con un accordo di sponsorizzazione, sia con il Consorzio sia con la BM GROUP, per la presenza dei due marchi sulle maglie ufficiali di gara nella stagione 2013. Il funzionario del Consorzio e il dirigente della BM GROUP caldeggiarono l'ingaggio del corridore Patrick Facchini e io accettai perché il corridore era in possesso delle qualità sportive per passare professionista, avendo vinto alcune corse di prestigio del calendario dilettanti.

Intendo altresì precisare che l’integrazione istruttoria disposta dalla CAF, attraverso l’escussione del Legale Rappresentante della BM Group e del Presidente del Consorzio Val di Chiese, è stata completamente a me favorevole. Infatti, a specifica domanda dell’Avvocato Napoleone su quale fosse la finalità della sponsorizzazione, i due testi hanno confermato che la stessa era mirata alla promozione pubblicitaria attraverso il ciclismo e, nel dettaglio, attraverso la nostra squadra.

Gianni Savio


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COMMENTI
Gianni sono con te!
27 marzo 2017 20:08 Girobaby
Chi ti conosce sa benissimo che per passare con te ci vogliono i risultati e soprattutto il punteggio ,tutto con regolare contratto,ed io ne so qualcosa,i mezzi corridori li lasci agli altri! E i risultati parlano chiaro! !!Fatti forza e sappi che sei uno dei pilastri del ciclismo mondiale. Grande Principe!

Under
27 marzo 2017 21:46 gaspy
Scusate ma qualcuno mi spiega la differenza tra pagare per correre e portare degli sponsor che caldeggiano la tua presenza in squadra?
Non nascondiamoci dietro una foglia, se sei forte e promettente fanno a gara per prenderti, non credo che Alaphilippe Kwiatkowsky Quintana ecc. hanno pagato o portato sponsor!!

Girobaby
28 marzo 2017 02:05 Bastiano
Ritengo Savio importantissimo per il settore ma che da lui come da altri, inclusa qualche World Tour, non si paghi per correre se si è scarsi, non è corretto dirlo. Si possono fare le liste di chi paga per correre, basta vedere i corridori iscritti in corso d'opera da ogni team e quelli che hanno un curriculum non proprio irresistibile e tutto ci sarà chiaro. Proprio perché Gianni è una persona che di ciclismo capisce fin troppo, possiamo facilmente immaginare che per tanti, l'ingaggio coincide con l'arrivo degli sponsor.
Il problema dovrebbe essere un altro, non può essere reato sportivo, vendere un lusso a chi lo vuole acquistare, sia tramite sponsor che tramite "donazione".
Se così fosse, la Continental che addirittura vivono anche senza sponsor, come pensiamo si reggano in piedi?

Io la penso come Gaspy
28 marzo 2017 06:39 mdesanctis
Non commento la sentenza e non attacco Savio ma la foglia di fico degli sponsor "fittizi" c'è da sempre in molti sport. Poi, come al solito, noi del ciclismo siamo sempre i primi a scoperchiare la pentola (come sul doping) così gli altri sport, che fanno esattamente allo stesso modo, potranno dire: "il ciclismo, dove si paga per correre. Noi invece siamo puliti" come dicevano: "ciclismo, sport di doping. Noi tutti puliti"... Persino nel calcio quelli scarsi pagano, rigirando una parte dell'ingaggio alle società.

Girobaby
28 marzo 2017 08:04 piuomeno
Infatti, nel corso del 2015 fu ingaggiato tal Nicola Testi. Grandi risultati e gran punteggio dove? Raccontiamole giuste per piacere.
Maurizio

Gaspy
28 marzo 2017 08:14 piuomeno
Credo che la differenza sia puramente una questione legale, non "morale". I nomi che hai citato, certamente non hanno avuto bisogno di sponsor, ma sono certo che un esercito di atleti con risultati prestigiosi e punteggi di tutto riguardo hanno dovuto rinunciare al professionismo per non averlo (lo sponsor) e non essersi piegati a richieste economiche. Questo momento del ciclismo italiano ne è il risultato.
Maurizio

girobaby
28 marzo 2017 08:42 tempesta
Se lui e il pilastro del ciclismo come tu dici, buona notte .

Sono fatti. ...
28 marzo 2017 09:27 Girobaby
Io parlo per esperienza personale, con Gianni Savio fatti tutto secondo le regole, anche perché se non sei un corridore, non puoi correre un Giro d\'Italia, corsa che Savio con il suo Team nei suoi 35 anni di carriera ha fatto. Quando mi porti uno che ha pagato per passare professionista in un giro D\'Italia o in un altra gara di spessore, fa letteralmente ridere. ..In altre squadre ci sono casi di corridori che sono passati professionisti pagando o senza soldi o mantenuti dai paparini...credimi vengono derisi alla grande alle spalle, sia dagli altri corridori sia da chi sta al di fuori. Ai tempi miei si passava con almeno 100 punti ottenuti nei dilettanti. ....Nel caso di Gianni Savio è da escludere, almeno che non abbia un forte corridore colombiano dalle doti indiscusse fra le mani. Vedesi le infinite tappe nei grandi Giri che ha vinto in passato con valorosi corridori. Chi sparla Gianni Savio è solo per invidia, da un team manager così non si può solo che imparare. Guardate altrove dove in certe squadre fanno letteralmente ridere. ...

realisti
28 marzo 2017 22:23 siluro1946
Se avessimo 33 gradi di giudizio avremmo 33 sentenze diverse. Nel calcio un Gheddafi ha giocato in serie A, per merito?, nel motociclismo e nell'automobilismo è la norma pagare per avere una moto o una vettura in dotazione all'inizio della carriera del pilota, si racconta che anche nel Golf e nel tennis è abbastanza diffuso il dover pagare per partecipare ad alcuni tornei, non mi sembra che nessuno si sia mai scandalizzato per tutto questo.
E' mai possibile che solo nel ciclismo si debba esacerbare ogni cosa? Ma che appassionati sono questi signori sempre pronti a piantare rogne?

29 marzo 2017 00:16 FrancoPersico
Ricordate la Franzoni? Ancora oggi si dichiara innocente. Lei era davvero convinta di esserlo. PUNTO

siluro1946
29 marzo 2017 08:40 piuomeno
ammesso e non concesso che Gheddafi è stato tesserato in serie A. Forse s'è allenato con quelli di serie A. Non ho notizia sia stato titolare in alcuna partita se non amichevole o di nessun interesse. Gli altri sport non credo siano da confrontare col ciclismo. Sport ove chi merita guadagna ( premi, sponsor ) chi non merita se ne torna a casa.
Io sono un appassionato di ciclismo e vorrei veder maggior meritocrazia al vertice di questo sport. Nel ciclismo giovanile ammiro la passione e l'agonismo oltre all'ambiente sano e formativo, nelle categorie agonistiche ( juniore ed under ) ammiro i talenti che vorrei poi trovare a rappresentare il "nostro meglio" nei professionisti. Purtroppo non sempre avviene e questo, da appassionato, mi spiace non poco.
Maurizio

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