DONNE | 16/02/2017 | 08:01 Lisa Morzenti, bergamasca di Pedrengo, è stata una delle giovani protagoniste del 2016 del ciclismo italiano. Vincitrice del titolo di campionessa continentale contro il tempo a Plumelec; medaglia d’argento - sempre a cronometro - ai Mondiali di Doha ad ottobre; preziosa compagna di Elisa Balsamo nel trionfo iridato, Campionessa Italiana nella cronosquadre con Eurotarget - Still Bike e seconda classificata nella classifica dell’Oscar TuttoBici. Ora la 19enne lombarda è pronta al debutto nella massima categoria, difenderà i colori di Astana Women’s Team.
Lisa, dopo un 2016 incredibile tra le Junior, ti attende il grande salto. E’ un sogno che si avvera? «Sì, certamente. Sin dalle prime gare tra i Giovanissimi ho sperato di vivere questo momento. Ogni anno mi sono impegnata cercando di raggiungere il traguardo di poter correre tra le Elite un giorno».
A che età hai iniziato a correre? «Avevo nove anni, ero G3. La mia prima squadra è stata il Gi-Effe Fulgor di Seriate».
Chi ti ha fatto avvicinare al ciclismo? «Mio papà è un super appassionato, pratica ciclismo come Amatore - Cicloturista. E’ stato lui che ha trasmesso la passione a tutti in famiglia: oltre a me anche mio fratello Diego ha corso fino agli Under 23, mentre la mia sorellina Marta è Esordiente nel G.S.C. Villongo».
Ti ricordi la tua prima bicicletta da corsa? «Sì, una vecchia bici in acciaio, aveva ancora i cambi al telaio. Era blu, con la scritta della squadra e il nastro del manubrio multicolore».
Fino ad oggi quali sono i risultati che ricordi con più piacere? «Sicuramente la vittoria al Festival Olimpico della Gioventù Europea (EYOF) in Olanda nel 2013 è l’esperienza più bella che ho fatto fino ad ora. Ma anche il Mondiale e l’Europeo del 2016 sono indimenticabili, risultati inaspettati e forse per questo bellissimi».
Un corridore a cui ti ispiri? «Sono cresciuta col mito di Pantani però se devo pensare a un corridore che ho visto gareggiare a cui m’ispiro dico Cancellara, probabilmente anche perché si avvicina in parte alle mie caratteristiche tecniche».
E tra le ragazze, un tuo punto di riferimento in gruppo? «Quando ero piccola nella Bergamasca si parlava molto di Rossella Ratto, otteneva risultati molto importanti e quindi mi ispiravo a lei. Nelle ultime esperienze con la Nazionale ho avuto modo di conoscere meglio Bronzini e Guderzo, sono delle vere leader: aiutano e consigliano noi giovani. Le stimo molto».
Hai un amuleto, un portafortuna che tieni con te quando corri? «Sì, quando corro porto con me la foto del mio prozio che è venuto a mancare nel 2010, per me era come un nonno. Ci teneva molto al fatto che io praticassi ciclismo, quindi quando corro è sempre con me».
Che studi hai fatto? «Ho frequentato l’istituto professionale per i Servizi Commerciali Galli di Bergamo».
Quando non sei impegnata con la bicicletta come passi il tuo tempo libero? «Cerco di dedicarlo agli affetti: esco con mia sorella, vedo gli amici e il mio ragazzo».
Appassionato di ciclismo anche lui? «Segue il ciclismo. Da poco ha comprato anche lui la bici da corsa e mi sostiene al massimo così come tutta la mia famiglia».
Hai un cantante preferito, uno che non può mancare nella tua playlist? «Sicuramente Max Pezzali, lo adoro. Quando sono andata al suo concerto ho provato un'emozione indescrivibile».
Il tuo libro preferito? «Leggere non è proprio la mia passione. Sul mio comodino non tengo libri ma le foto di quando ero piccola, un quadretto con il ritaglio di giornale che mi ha regalato il mio ragazzo dopo la vittoria al Campionato Europeo e il modellino di una moto: una Harley Davidson in miniatura».
Film preferito? «Rocky V. È un film che mi dà tantissima motivazione, voglia di impegnarmi al massimo in tutto quello che faccio, e poi la colonna sonora è stupenda».
Piatto preferito? «Non ne ho uno in particolare, mi piacciono molto i carboidrati: pasta, pizza e lasagne».
Vacanze, al mare o in montagna? «E’ difficile esprimere una preferenza: se vado spesso al mare poi mi manca la montagna e viceversa. La prossima meta però vorrei che fosse Santo Domingo, mi sto già organizzando».
Prima però c’è da pensare alla nuova stagione: come ti stai preparando a questa avventura tra “le grandi”? «Sto facendo le cose con calma, cercando di guardare le ragazze più esperte per imparare il più possibile».
Astana Women’s Team è uno dei top club a livello mondiale ed ha una forte matrice italiana. Come sei stata accolta nella tua nuova squadra? «Sono stata accolta benissimo, è un bellissimo team con persone molto disponibili e non fa mancare nulla. Mi ha colpito l’organizzazione: noi atlete dobbiamo solo pensare a pedalare, a tutto il resto ci pensa la squadra».
Come è strutturato il tuo programma gare: sai già quali saranno i tuoi impegni nella nuova stagione? «È tutto da valutare in base alla mia condizione e quella delle mie compagne. Prenderò parte alla Vuelta Valenciana e quello sarà un test per capire come procedere con la stagione».
Quali obiettivi ti poni per il 2017? «Cercherò di imparare il più possibile, fare esperienza e aiutare la squadra. Sarà sicuramente un anno utile per gettare le basi per il futuro».
Parliamo un po’ di maglia Azzurra: nel 2016 la Nazionale ha regalato a tutti gli appassionati momenti indimenticabili. Cosa si prova a rappresentare il proprio paese ai campionati continentali e ai Mondiali? «È il sogno di ogni atleta. Personalmente sono orgogliosa di aver avuto l’opportunità di coronarlo al meglio nel 2016 salendo sul podio sia agli Europei e ai Mondiali; è qualcosa di magico e bellissimo».
In questa stagione svolgerai un programma particolare per essere ancora protagonista con la Nazionale? «Non so ancora».
Un sogno nel cassetto per la tua carriera? «Partecipare ad una edizione dei Giochi Olimpici».
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