SLONGO. «UNA SQUADRA DA PLASMARE»

PROFESSIONISTI | 30/01/2017 | 08:38
Vincenzo Nibali e compagni hanno ormai cominciato la stagione con le insegne del Team Bahrain Merida. Il preparatore dello Squalo e head coach del nuovo team Paolo Slongo ci racconta programmi e preparazione del siciliano che sta lavorando per un 2017 all’altezza di quanto ha già vinto finora.

Quanto ti stimola questa nuova avventura?
«Moltissimo. Il lavoro è raddoppiato ma il bello di partire da zero è che si può dare la propria impronta. Davanti a noi ora abbiamo un foglio bianco sul quale dal canto mio imprimerò tutto ciò che ho imparato dai tempi della Li­quigas, passando per la Cannondale fi­no all’Astana, cercando di migliorarci sempre, anche alla luce degli errori del passato. Sono felice di rimettermi in gioco con uno staff d’eccellenza. Do­po il mini ritiro di novembre che mi è servito per raccogliere i pri­mi dati su cui andare a lavorare, nei giorni scorsi abbiamo effettuato test su strada e di laboratorio, come quello del consumo di ossigeno con l’ergometro SRM e Cosmed. Visto che la squadra annovera tanti giovani e atleti per me nuovi, è importante avere un quadro di parametri completo per programmare gli allenamenti che permettano a ognuno di arrivare pronto agli appuntamenti cerchiati di rosso».

Come hai trovato i ragazzi?
«Cink, che arriva dalla mtb, è un buon corridore; Moreno ha un buon motore; Bonifazio e Colbrelli hanno margini di crescita. La squadra ha atleti esperti a cui si chiede di essere presenti e ragazzi che mi stimolano molto per quanto riguarda l’allenamento, perché finora non hanno lavorato al cento per cento e possono dare molto di più. Son­ny è chiamato a fare il salto di qualità nelle corse che contano, Niccolò è un altro talento che si è perso per strada e senza un velocista di riferimento potrà avere i suoi spazi, lo spagnolo Cortina ha davvero dei buoni valori, lo sloveno Per, che nel 2016 ha vinto il Fiandre tra gli Under 23, è un corridore già ben strutturato... Insomma sia­mo riusciti a mettere insieme un bel gruppo».

La preparazione di Vincenzo è cambiata rispetto al passato?
«L’anno scorso non ha mai staccato più di due tre giorni e non si era concesso ferie, dopo la Vuelta aveva il dente av­velenato ed ha voluto rimanere concentrato fino a Il Lombardia, quest’anno invece dopo l’Abu Dhabi Tour è stato in vacanza e si è concesso un po’ di meritato relax. Si è dilettato con la mtb più che in passato, a casa non è andato spesso in palestra, ma al ritiro è stato costretto a farlo dal sottoscritto (sorride, ndr). Sta continuando a seguire la dieta proteica chetonica che avevamo già sperimentato l’anno scorso, per il resto non ci sono grandi novità, per lo meno in questa prima fase. Qualcosa cambierà più avanti, ma in linea di massima ripercorreremo il percorso della stagione scorsa».

Passando gli anni, bisogna allenarsi sempre di più?
«Il volume di lavoro anno dopo anno cresce, inoltre io cerco di modificare sempre la forma degli allenamenti per stimolare il ragazzo e andare a lavorare sulle fibre che per la natura del corridore tendiamo a trascurare. Al di là di quanti “lunghi”, allenamenti in soglia, fuorisoglia svolgiamo conta come li facciamo. Se per esempio l’anno scorso abbiamo svolto salite forza resistenza a un tot di pedalate, in questa stagione cercheremo di mantenere un altro rit­mo e di svolgere lavori più da velocista, come le partenze da fermo. Questo in linea di massima, poi ovviamente si aggiusta il tiro man mano, valutando in cosa pecchiamo e in cosa possiamo ec­cellere».

Dopo San Juan dove vedremo Vincenzo?
«Il gruppo di Nibali correrà il Gp di Lar­ciano e la Tirreno-Adriatico. Sulla San­remo abbiamo ancora un punto di do­manda, di certo a seguire ci aspetta un blocco di lavoro in altura prima di presentarci al Tour of Croatia che abbiamo preferito al Tour of the Alps perché è una corsa più lunga e ci offrirà un terreno ideale per la rifinitura in vi­sta del Giro d’Italia. Questo programma è a discapito di Amstel, Frec­cia e Liegi ma visto che la corsa rosa sarà esigente fin dalle prime tappe (la quarta propone l’arrivo in salita sull’Etna, ndr) abbiamo preferito concentrarci sull’appuntamento delle tre settimane e non mettere troppa carne al fuoco rischiando alla fine di non portare a casa nulla. Ri­spetto all’anno scorso abbiamo deciso di pianificare il calendario di gare e ritiri in modo di avere più giorni di recupero dopo l’altura, prima di tornare in corsa, così che non succeda di subire gli effetti conseguenti alla quota come accaduto a Vincenzo quest’anno al Trentino e alla Liegi. Abbiamo previsto una settimana post altura per riprenderci ed essere sempre competitivi una volta attaccato il numero sulla schiena».

L’obiettivo dichiarato per il 2017 è il #Giro100.
«Il Giro del Centenario con la tappa che arriva nella sua Messina è ovviamente il primo grande interesse per l’anno nuovo. Ci faremo trovare pronti. Dopo la corsa rosa, in cui dovrà arrivare al top per difendere la maglia rosa, dovremo valutare bene il prosieguo della stagione. Ci penseremo e valuteremo con calma se andare al Tour, alla Vuelta o quali altre corse affrontare ancora. Con un corridore di valore come Vin­cenzo, dobbiamo arrivare al top e dare il massimo negli appuntamenti che ci prefiggiamo. Sarà importante partire bene già dalle prime corse e fa­re le cose fatte bene pure noi dello staff. Abbiamo tutti voglia di metterci in gioco per portare la Bahrain Merida ad essere tra le migliori squadre al mondo».

Giulia De Maio, da tuttoBICI di gennaio
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