Dopo un’edizione svoltasi interamente nella contea di Troms, l’Arctic Race of Norway si appresta a riabbracciare i territori della contea del Nordland. Nel 2026 infatti la breve corsa a tappe norvegese, in programma dal 13 al 16 agosto, tornerà ad animare le strade della regione amministrativa che due stagioni orsono hanno fatto da sfondo alla vittoria di Magnus Cort.
L’anno scorso invece, a imporsi nella gara di ciclismo su strada più a nord del mondo svoltasi tra Harstad e Tromsø, è toccato al neozelandese Corbin Strong che con una vittoria di tappa e due secondi posti ha fatto sua la maglia gialla (ispirata al sole di mezzanotte) davanti a Tom Pidcock e al nostro Christian Scaroni, ormai diventato un habitué della manifestazione scandinava viste le sue tre apparizioni consecutive oltre il Circolo Polare Artico.
Non è ancora noto se il prossimo agosto l’azzurro dell’XDS-Astana sarà nuovamente al via della corsa che in due delle sue ultime tre edizioni l’ha visto salire sul podio ma, qualora optasse per schierarsi ai nastri di partenza, sicuramente troverà un percorso in grado, specialmente nelle due giornate conclusive, di esaltare le sue caratteristiche.
La partenza, con una frazione che attraversando l’isola di Langøya porterà il gruppo da Evenes e Myre, sarà appannaggio dei velocisti ma già il giorno successivo le cose inizieranno a farsi molto più insidiose e interessanti. Da Bø ad Andenes infatti, lungo una strada che è considerata tra le più scenografiche di Norvegia e dell’Europa intera, i corridori saranno chiamati a misurarsi con tre settori gravel (elemento questo proposto per il terzo anno consecutivo) per un totale di 13,6 chilometri di strada bianca che potrebbero scompaginare le carte in tavola e che, certamente, obbligheranno i favoriti a tenere gli occhi bene aperti.
Quest’ultimi poi saranno chiamati definitivamente allo scoperto nella terza tappa che, dopo la partenza da Stokmarknes e un tragitto lungo il perimetro dell’isola di Hadseløya (una delle tre isole principali che compongono l’incantevole e rinomato arcipelago delle Vesterålen), metterà i big di fronte alla salita più dura dell’intera corsa, quella di Storheia: qui, lungo i 3500 metri di ascesa all’11% di pendenza media che nel 2019 arrisero a Odd-Christian Eiking, chi vorrà puntare al successo finale non potrà nascondersi.
Qualora però, come spesso è accaduto nella storia della corsa norvegese, i distacchi tra i primi della graduatoria dovessero essere limitati, a decidere i giochi sarà la frazione conclusiva che, salutata Sortland ed esplorata brevemente la regione di Ofoten, si concluderà a Narvik (sede dei Mondiali di sci alpino del 2029) con un’erta finale di 2300 metri all’8,6% che metterà insindacabilmente la parola fine alla contesa.
“Non vedo l'ora di dare il benvenuto ai corridori in quest’avventura viaggio mozzafiato ma impegnativa che si terrà quest'estate” ha dichiarato l’ex vincitore di tappe al Tour e alla Vuelta (nonché commentatore per TV2 Dag Otto Lauritzen.
“È sempre bello tornare nel nord della Norvegia e toccare con mano la sua calda atmosfera. Ho partecipato a gare ciclistiche in tutto il mondo, ma non ho mai vissuto nulla di simile all'Arctic Race of Norway” ha commentato entusiasta il campione norvegese su strada 1984, pronto nuovamente a vivere da vicino quella che è una delle corse più belle al mondo.
LE TAPPE
Giovedì 13 agosto — Tappa 1: Evenes – Myre, 181,7 km
Venerdì 14 agosto — Tappa 2: Bø i Vesterålen – Andenes, 179,2 km
Sabato 15 agosto — Tappa 3: Stokmarknes – Storheia Summit, 142,5 km
Domenica 16 agosto — Tappa 4: Sortland – Narvik, 190,8 km
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