Non sarà solamente il Tour Down Under a catalizzare l’attenzione degli appassionati in questo primissimo scampolo di stagione. I suiveur più attenti (e curiosi) avranno infatti notato che, quasi in contemporanea con la corsa che inaugurerà il calendario WorldTour in Australia, la sempre più internazionale carovana del grande ciclismo sarà di scena anche in Asia dove, dal 19 al 23 gennaio, animerà la prima edizione del Bajaj Pune Grand Tour.
La gara, pur non avendo chiaramente lo stesso richiamo dell’appuntamento aussie e neppure la stessa qualità in termini di partecipanti, merita comunque di esser tenuta d’occhio in quanto, come hanno fatto intendere gli organizzatori, rappresenta il tentativo della nazione indiana di riguadagnare, a tredici anni dall’ultima manifestazione internazionale ospitata sul proprio suolo (il poco fortunato Tour de India), spazio e considerazione all’interno di un movimento, quello del ciclismo su strada, sempre più propenso ad allargare i suoi orizzonti.
Con questa intenzione, l’India e in particolare il distretto di Pune si sono messi al lavoro per approntare un evento di più giorni di stampo globale che potesse coinvolgere squadre e atleti da tutto il mondo riportando l’attenzione degli addetti ai lavori su un’area del pianeta dalla (finora) limitata tradizione ciclistica.
La missione, come dimostrano le 29 squadre e i 171 atleti provenienti da 5 continenti e 34 nazioni diverse che lunedì si schiereranno al via del prologo di 8 chilometri disegnato tra le vie di Pune, da questo punto di vista è riuscita e marca, stando a quanto dichiarato dal responsabile della corsa e prefetto del distretto di Pune Jitendra Dudi, “l'arrivo dell'India come nuova potenza nel circuito ciclistico professionistico”.
“Siamo pronti a organizzare una gara che può fungere da un nuovo benchmark globale per l'UCI Asia Tour e rappresenta un momento cruciale per Pune e per l'India. È un motivo d’orgoglio disputare questa manifestazione per Pune che, in questa maniera, può rivendicare la sua identità originaria di “capitale della bicicletta” ha spiegato Dudi.
“Per noi non si tratta di ospitare semplicemente una gara di ciclismo ma di creare un'eredità per Pune e l'India. In questo ci ispiriamo ai 120 anni di tradizione del Tour de France. La partecipazione record che abbiamo registrato per il Bajaj Pune Grand Tour rafforza ulteriormente la nostra convinzione che l'India possa ora aspirare ad avere il proprio “Pro Tour” in futuro”.
Per arrivare a quest’ambizioso traguardo diventando un punto fermo del calendario professionistico (in Asia e non), la strada da fare è ancora tanta e molto, ragionando in ottica futura, dipenderà da come la manifestazione saprà elevare qualità e reputazione, ma intanto i primi incoraggianti passi sono stati fatti con gli organizzatori che hanno investito oculatamente sia sul coinvolgimento della comunità locale (3000 è il numero dei volontari che saranno complessivamente impegnati nei prossimi giorni) che sulle infrastrutture (sono 500 i chilometri di strada asfaltati per la corsa nello stato del Maharashtra) e il reclutamento di corridori e squadre internazionali.
Da questo punto di vista, spiccala presenza di alcune tra le migliori compagini Continental in circolazione (su tutte la cinese Li Ning Star, la malese Terengganu Cycling Team e la belga Tartelletto-Isorex) e soprattutto quella della Burgos Burpellet BH, formazione ProTeam spagnola che, sfruttando i tre volte campioni nazionali di Grecia e Mongolia Georgios Bouglas e Jambaljamts Sainbayar e il fresco campione africano Merhawi Kudus, andrà a caccia di nuovi preziosi punti UCI per rimpolpare il proprio bottino (gli iberici vantano già 393 punti) nel ranking a squadre 2026, un altro aspetto questo che, negli anni avvenire, potrebbe convincere nuove e più importanti rappresentative a imbarcarsi per l’India centrale e inaugurare qui il proprio calendario.
LE TAPPE
Prologo, 19 gennaio: Pune-Pune (8 km, dislivello 52 metri).
Tappa 1, 20 gennaio: Mulsi-Maval Miles (91.8 km, dislivello 956 metri)
Tappa 2, 21 gennaio: Maratha Heritage Circuit (109.15 km, dislivello 1466 metri)
Tappa 3, 22 gennaio: Western Ghats Gateway (137.07 km, dislivello 820 metri)
Tappa 4, 23 gennaio: Pune Pride Loop (99.15 km, dislivello 560 metri)
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.