SAN JUAN. MASNADA E L'EMOZIONE DEL DEBUTTO

PROFESSIONISTI | 24/01/2017 | 07:13
Fausto Masnada ci racconta l'emozione del suo debutto tra i professionisti. Il giovane bergamasco della Androni Giocattoli ieri ha attaccato il suo primo dorsale nella massima categoria alla Vuelta a San Juan in Argentina. Il neopro' diretto da Gianni Savio, che l'anno scorso in maglia Colpack si era aggiudicato tre corse di prestigio nel mondo dilettantistico come il Giro del Medio Brenta, la Firenze Mare e il Giro del Valdarno si presenta al grande pubblico rispondendo alle nostre domande.

Il ghiaccio è rotto. Come è andata?
«Ieri al via ho provato tanta emozione, il cambio di categoria è il sogno di tutti i giovani ciclisti. È stata una frazione semplice ma da pelle d'oca per me, poi ci si è messo quel finale complicato e quella curva non segnalata che ha fatto andare fuori strada almeno metà gruppo. Avevo già fatto esperienza l'anno scorso da stagista con la Lampre, ma da ieri ho iniziato sul serio. Con l'anno nuovo, tutto è cambiato. Sono fiducioso, mi sento pronto al salto».
Quali sono le tue aspettative per il primo anno tra i grandi? «Punto a far bene, nelle mie possibilità. Non so ancora come è la mia condizione rispetto agli avversari, ho tanto da imparare, ma con la squadra quest'inverno abbiamo lavorato bene, io e i miei compagni faremo del nostro meglio per raccogliere il più possibile».

Che impressione ti ha fatto finora l'Argentina?
«Per me si tratta del primo viaggio intercontinentale. Tra i dilettanti si corre soprattutto in Italia, mentre ho già capito che tra i pro' i viaggi anche lunghi sono all'ordine del giorno. È proprio un altro mondo, ti confronti con il ciclismo di ogni parte. Non amo le temperature elevate che abbiamo trovato qui, ma viaggiare è stupendo. Adoro conoscere città nuove e culture diverse dalla nostra».

Raccontaci come hai scoperto il ciclismo.
«Ho iniziato a correre a 6 anni, da G1, la passione per la bici mi è stata trasmessa da un amico. Dopo due gare lui ha smesso e io ho continuato. Dagli inizi alla categoria junior questo sport per me è stato un gioco, poi per quanto mi piaceva è diventato un impegno sempre più importante finchè non è diventato un lavoro a tutti gli effetti. Tra alti e bassi sono arrivato fin qui. In tasca nel frattempo mi sono messo il diploma da perito elettrico. Nel tempo libero mi piace leggere. In Argentina però non mi sono portato nessun libro, mi concentrerò sul roadbook della gara. In questi giorni si pedala e basta».

da San Juan, Giulia De Maio
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