LE STORIE DEL FIGIO. MITICO "PICIO". GALLERY

STORIA | 03/01/2017 | 08:18
Per tutti, in quella fetta della Romagna con viva e perdurante passione ciclistica attorno a Faenza, è noto con il soprannome di PICIO. E’, all’anagrafe, Giovanni Calderoni, sessantasette anni (compiuti, vuole rimarcare), residente nella piccola frazione di Reda dell’esteso territorio comunale faentino. La notorietà ciclistica di Picio non è comunque limitata alla zona di residenza ma, grazie alla passione e all’impegno organizzativo che riserva alla Coppa Caduti di Reda, una classica per la categoria Under 23 e Élite, è estesa. Infatti, la manifestazione e gli organizzatori godono di peculiare credito presso le più importanti squadre della categoria che, anno dopo anno, rivivono e rinsaldano i rapporti – sportivi e pure d’amicizia – con la RÔDA REDA, la società organizzatrice presieduta da Danilo Costa, con Picio, specialissimo e prezioso tuttofare, riferimento di prima importanza, e i loro collaboratori. Una società che organizza anche raduni di vario genere. 

Per meglio comprendere la realtà e le peculiarità della manifestazione c’è da contestualizzare, come si usa dire oggi, territorio e personaggio. Il termine personaggio è sicuramente antitetico all’essere di Picio. Questo lo vedremo dopo. Perché “Picio”? Egli stesso riferisce che è dall’età di cinque anni che è così chiamato, in famiglia e fuori. Probabilmente una sorta di vezzeggiativo dialettale che si abbina e riferisce a “piccolo” mentre un’altra interpretazione tende a individuarlo come un grosso e grasso pulcino o pollastro, termine tratto dal romagnolo, poiché Picio è sempre stato grosso nella complessione fisica, in ogni età. In effetti, il rapporto fra le misure verticali e quelle orizzontali di Picio premia soprattutto quelle orizzontali. Non se n’è mai fatto assolutamente e comunque un problema, neppure quando gli è stato riferito che il suo soprannome, in altre parti d’Italia, ha un significato non lusinghiero.

La Coppa Caduti di Reda, nata nel 1946, è stata in calendario fino al 1951 e, da qui, una lunga sosta. La ripresa è nel 1982 e, anno dopo anno, è diventata un appuntamento di prima importanza in Romagna e pure nel territorio nazionale. Va in scena nel mese di aprile, il percorso è classico, circa centocinquanta chilometri, uno più, uno meno con sette strappi da superare. Sono il Monte Carla (da superare due volte), Monticino, Vernelli, Monte Brullo, San Biagio Antico, disposti sui rilievi della prima cintura appenninica romagnola delle colline faentine. Sono zone suggestive, piacevoli, con strade talvolta ad andamento altimetrico nervoso, secco, sebbene con altitudine poco elevata. E’, infatti, conosciuta come la corsa dei “sette strappi” (sëtt strëpp in romagnolo) o anche come il “Fiandre di Romagna”. Per quest’ultima definizione i diritti d’autore vanno riconosciuti a Oscar Pirazzini, appassionato direttore sportivo, amico e per molti anni sempre a fianco di Giancarlo Ferretti, altro amico di Picio. L’albo d’oro della manifestazione propone nomi di vincitori, poi protagonisti di buon rilievo nel professionismo. Si può ricordare, fra vari altri, Fabiano Fontanelli, “enfant du pays”, Cristian Moreni, Leonardo Bertagnolli, Mauro Da Dalto, Matteo Montaguti, altro romagnolo, Elia Viviani, oro nell’omnium alle recenti Olimpiadi in Brasile e la recentissima doppietta consecutiva del trentino Andrea Toniatti (2015-2016), dapprima in maglia Zalf-Fior e poi con quella della Colpack.

E’ un appuntamento, ambito e atteso, che raduna al via l’eccellenza della categoria che apprezza i tratti distintivi della gara che privilegia e contempera, in armonica coesione, ad alto livello, la sicurezza in gara, le caratteristiche del tracciato, la passione peculiare dell’ambiente, il proverbiale senso dell’ospitalità romagnola e l’atmosfera generale propria della Coppa Caduti di Reda. Nel 2017 sarà la 42^ edizione della gara che richiama lungo il percorso, un gran numero di spettatori e i molti protagonisti del ciclismo emiliano-romagnolo, con speciale riguardo ai vari primattori, di diverse epoche, della zona, tutti anche amici di Picio.

La sicurezza in corsa è un aspetto curato al massimo in questa gara con l’apporto del G.S. Progetti Scorta di Silvano Antonelli che estende la sua amichevole collaborazione con Picio pure in altri ambiti come anche per la redazione di queste note, mentre la direzione di corsa è svolta da Raffaele Babini, altro amico di vecchia data di Picio. E’ posta specifica attenzione sia alla sicurezza attiva, quella in corsa, sia a quella passiva, lungo il percorso.

Giovanni Calderoni, rientriamo un po’ nell’ufficialità, per quasi quarant’anni, ha lavorato quale cantoniere per il comune di Faenza, sempre sulla strada, sempre disponibile. Per lo stato civile è un “signorino” impenitente, celibe, e vive con la sorella, nella sua Reda, la meritata pensione. E’ “ritirato dal lavoro” come professione ma è sempre attivo quale giudice di gara, una funzione che svolge da più di quarant’anni quando i folti baffi che gli ornano il viso, così come i capelli, erano neri, corvini. Ora sono candidi ma Picio è sempre in pista, o in strada (visto quello che è stato il suo lavoro), disponibile per i servizi, soprattutto fra i giovanissimi, categoria che vede come la linfa per il ciclismo. Un giudice equilibrato, comprensivo, con metodi e comportamenti adatti a coloro che, ancora bambini, si avvicinano alla bicicletta. E’ visto più come un nonno bonario che come un giudice e opera – soprattutto – con il buon senso, per l’insegnamento dello spirito sportivo di base insito nel regolamento e la crescita della passione per le due ruote, aldilà di certi tecnicismi che nella categoria (sono pur sempre bambini e bambine prima di tutto), hanno poca ragione d’essere applicati.

La sua massiccia figura, in sella alla bicicletta da viaggio nera oppure al “motore”, detto alla romagnola, in realtà un motorino di modesta cilindrata, avvolta nel tabarro nella stagione più fredda, cappello in testa, è inconfondibile lungo le strade faentine.
E’ sempre disponibile a collaborare con tutte le iniziative ciclistiche della zona. E Picio è sinonimo di garanzia d’affidabile passione e dedizione per il ciclismo, ciclismo in sicurezza, mai sopite nel tempo.

Con lui sono da ringraziare e ricordare altri, molti altri, giovani e meno giovani, che in varie zone d’Italia, magari con altri soprannomi, hanno operato, e continuano a lavorare, nel ciclismo, soprattutto in quello di base, imprescindibile passaggio per il futuro del nostro sport.
Grazie Picio.

Giuseppe Figini
Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Titolo cubitale, tre quarti di prima pagina e 10 pagine interne. Parte il Giro e la Gazzetta risponde “muscolarmente” con l’apporto dei suoi inviati. Restando alla “casa madre” Rcs, Corsera che inserisce il richiamo in alto nella prima pagina, dedicando...


Il team Tudor affronta il Giro con un duplice obiettivo, se da una parte c’è la classifica generale con Michael Storer, dall’altra c’è il desiderio di provare a vincere una tappa. La squadra svizzera ha deciso di schierare anche Luca...


Quali sono i passaggi più interessanti del regolamento del Giro d'Italia 2026? Sondando le 21 pagine del libricino che viene consegnato ai giornalisti (si scarica in digitale da qui) è possibile ritrovare per esempio tutte le indicazioni per tutelare i...


Prendete la Corretto Jersey, abbinatela ad un pantaloncino Espresso 2 ed il gioco è fatto: ecco a voi il Saturday Morning Skinsuit, il body che Castelli ha prodotto unendo le prestazioni offerte dai due prodotti appena citati. Sia chiaro, questo body non è il...


Ecco la maglia azzurra, una delle più ambite del Giro d’Italia: quella che premia il miglior scalatore. La classifica dei Gpm risale al 1933 ed è stata conquistata subito da Alfredo Binda, che fece doppietta con la maglia rosa finale....


Prima parte di stagione sfortunatissima per Eleonora Ciabocco: la caduta al Trofeo Binda le aveva provocato una commozione cerebrale che l'ha costretta a saltare le Ardenne. Tornata in gara alla Vuelta Femenina, la talentuosa atleta marchigiana della Picnic PostNL è...


La puntata di Velò andata in onda ieri sera su Rete8 è stata particolarmente interessante: si è parlato di Giro d'Italia,  di baby Giro d'Abruzzo Juniores e di tanto altro ancora con Luciano Rabottini, Riccardo Magrini,  Pierpaolo Addesi e Enrico Giancarli. Come sempre a fare il...


Il Giro d'Italia 2026 scatta con la Nessebar-Burgas, di 147 km. Una tappa pianeggiante con brevissimi saliscendi concentrati nel circuito di 22 km che verrà percorso due volte circa a metà tappa. per seguire il racconto in diretta dell'intera tappa a...


Lidl-Trek è lieta di annunciare l'ingresso nel team di Dirk Baldinger come Direttore Sportivo della squadra femminile. Il tecnico tedesco  porta una grande esperienza nel ruolo: come ciclista professionista, gareggiò nella massima categoria per quasi un decennio, partecipando a due...


Che l’Equipo Kern Pharma sia, sin dalla sua costituzione, una formazione decisamente a trazione spagnola non ci sono dubbi. La squadra di Juan José Oroz, diventata a tutti gli effetti una compagine professionistica nel 2021, ha sempre avuto nella...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024