SORRISI INTELLIGENTI

TUTTOBICI | 21/12/2016 | 08:04
Porto qui di seguito tre esperienze molto personali per cercare di spiegare come, a parere sempre mol­to personale, il ciclismo butta via occasioni di dialogo e visibilità, e dunque si butta via, in un mondo dove la comunicazione è elemento primario sia di sopravvivenza che di supervivenza (cioè tirare avanti e stare meglio di altri)
 
Prima esperienza
sezione “umorismo”

Ho per l’umorismo una autentica adorazione, che sia umorismo offertomi dagli altri o umorismo che scaturisca da me (e pazienza se mi rendo conto che è in fondo cosa umoristica già lo stesso credere di possedere ed “emanare” umorismo). Cerco l’umorismo nelle sue miniere dentro gli umani, nelle venature più o meno segrete di varie si­tuazioni, nella vita di tutti i giorni e pazienza se sorrido anche delle vessazioni insite nel trash dell’informazione, nell’ignoranza dei concorrenti ai quiz televisivi come alle contese elettorali. Ho proibito ai miei otto nipoti di prendermi sul serio, e per fortuna mi obbediscono. Penso che un sorrisino anche ino-ino possa distruggere cosacce ostili e valorizzare cosine amiche. Mi rifocillo continuamente con tan­te pubblicazioni sull’umorismo nello sport.

Offro qui due picchi di grande umorismo ciclistico, uno assoluto, uno relativo alla lingua italiana. Il primo quello di un racconto di Giovanni Mosca (sì, il pa­dre di) su un postino che re­capitava le lettere in un comprensorio di montagna, andando da un paesino all’altro sulla sua bici sgangherata, e che un giorno doveva consegnare una raccomandata inviata al grande campione ciclista che era al Gi­ro d’Italia.
La corsa partiva, per una tappa piena di salite, da un paesino dove il postino arrivò che era già data la partenza, e allora lui sulla sua biciclettaccia inseguì il gruppo, lo raggiunse, lo rimontò sino alla testa. Non vide il campione, gli dissero che era in fuga. E allora il postino staccò il gruppone e inseguì il campione, salendo e scendendo montagne, lo raggiunse, lo af­fiancò, gli porse la lettera, gli fece firmare in corsa la ricevuta e poi con alcune pedalate lo staccò e andò avanti, doveva ef­fettuare altri recapiti. Il secondo quello di un ciclista italiano che, vinta a sorpresa una cronotappa del Giro (era la fine degli anni ’50) alla radio annunciò suoi prossimi exploits: “Voglio staccarli adesso, voglio staccare an­che Baldini, anche Gaul, anche Bahamontes, Anquetil”.
Tutti qui a ridere, ma manco un cenno forte e stabile di umorismo culturalmente legato al ci­clismo, che al mondo dello spettacolo serve casomai per esercizi di satira facile, se non anche di commiserazione a forte impatto sentimentale (oh quei poveretti che sudano e sano di sudore, di pipì…).

Seconda esperienza
sezione “scienza”

C’è in noi ciclofili la paura di parlare di scienza applicata al pedalatore, per via del terrore di essere accusati di apostolato del doping. Eppure quando in convegni anche “alti” dico che se­condo me la demonizzatissima pozione di Lance Armstrong (l’uomo dal tumore grave ai te­sticoli, con metastasi, operazione, ritorno alle gare, sette Tour vinti di fila, donne e figli) do­vrebbe essere studiata, prodotta, diffusa, data a vecchi, bambini e malati, mi accorgo che dico qualcosa che fa comunque positivamente riflettere.

Terza esperienza
sezione “letteratura”

Il ciclismo ebbe ai suoi bei tem­pi una vasta letteratura, ma ultimamente è vissuto, almeno chez nous, di esercitazioni sul dramma di Pantani e basta. I massimi premi letterari riferentisi in Ita­lia a produzioni sportive raramente vedono opere sul ciclismo e dunque rarissimamente vedono premi da esse derivanti. Sembra quasi che il ciclismo ab­bia il pudore della propria grandezza letteraria, dei propri possibili agganci poetici e culturali.

Tre riferimenti biecamente personali (spero almeno che il lettore abbia gradito lo spazio ben maggiore riservato all’umorismo) per dire di quelle che se­condo me sono occasioni grosse perdute di illuminare meglio il ciclismo, di sdoganarlo da tanti luoghi co­muni, su tutti quello pietistico per cui il ciclismo deve commuovere, anche sino al pianto, chi lo segue, così come deve far soffrire chi lo esegue. Urgono intelligenti sorrisi per non essere seppelliti da crasse risate del volgarissimo sport attuale dello spettacolo e del denaro, urge un orgoglio di natura anche scientifica dopo avere pagato tanto per doping eccetera, urge una anche sfrontata iniziativa culturaletteraria per il giusto omaggio alla virtù poetica intrinseca del no­stro sport.
Facile dirlo. Impossibile farlo?

Gian Paolo Ormezzano, da tuttoBICI di dicembre
Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Lo sviluppo dei giovani ciclisti e il supporto ai talenti emergenti per raggiungere il loro pieno potenziale rimangono al centro dell'attività della Caja Rural-Seguros RGA. Grazie al team di sviluppo della Caja Rural-Alea che passano al professionismo, nel corso degli...


Monaco, Francia, Andorra e Spagna formano il grande stadio a cielo aperto della Vuelta: proteggere l'ambiente circostante è responsabilità di tutti. La Vuelta 26 attraversa Monaco, Francia, Andorra e Spagna, passando per alcuni dei paesaggi e delle aree naturali...


Ultima tappa francese della Vuelta 2026 e primo arrivo in salita in odor di Pirenei: si disputa oggi la terza frazione, la Gruissan - Font Romeu di 167 km con 2.660 metri di dislivello. per seguire il racconbto in diretta...


Ieri la seconda tappa della Vuelta di Spagna ha regalato emozioni forti e colpi di scena, in particolare grazie all'attacco di Wout van Aert e alla reazione immediata di Tadej Pogacar, attuale detentore della maglia rossa. La corsa ha evocato...


Ieri Tadej Pogacar ha dimostrato ancora una volta il suo straordinario talento sul palcoscenico della Vuelta di Spagna, partecipando a un emozionante finale nella seconda tappa. In un intenso duello a due con Wout van Aert. Il campione sloveno ha...


Inizia con un beffardo secondo posto la trasferta in terra panamense della Solution Tech NIPPO Rali. Nel Gran Prix Panama di 142 chilometri infatti, primo dei tre impegni in America Centrale per il team italiano (in gara il 27...


Straordinaria Italia! Il ciclismo azzurro si conferma superpotenza della pista e sbanca i Mondiali juniores a Heusden-Zolder (BEL). Era difficile pensare di poter far meglio dello scorso anno in Olanda, quando la spedizione raccolse sei titoli iridati e 13 medaglie....


Un bel traguardo quello raggiunto in questi giorni da Franco Biagini dirigente storico del ciclismo toscano e presidente da anni della Ciclistica San Miniato-S.Croce. Franco oggi con lo stesso impegno e passione nel ciclismo, dopo aver svolto attività con le...


Avete presente quei cartelli multidirezionali presenti a Capo Nord o a Rovaniemi, quelli che indicano le distanze da Roma, Buenos Aires e via viaggiando? No, questa volta, qui a Les Carroz ed in tutta l’Hauite Savoie si tratta di traiettorie...


I ragazzi del Pool Cantù – Sovico – GB Team sono stati assoluti protagonisti del Giro delle Tre Province che si è svolto da giovedì a domenica in Emilia. Articolata su quattro tappe, la competizione riservata alla categoria Allievi si...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra