Franzoi promette: appuntamento a Roubaix e poi a Treviso 2008

| 31/01/2007 | 00:00
Non dormirà sugli allori Enrico Franzoi, la medaglia di bronzo dei mondiali di ciclocross, disputati domenica scorsa in Belgio. Già domani, raggiungerà i compagni di squadra del team Lampre Fondital, in ritiro a San Vincenzo (LI). Un risultato, il 3° posto al mondiale, che lo rende felice, ma che in fondo, non lo sorprende più di tanto. «Mi aspettavo un buon risultato - confessa il corridore veneto -. Mi ero preparato bene ed alla fine la medaglia di bronzo vale per me quasi come una vittoria anche se, in certi momenti della corsa, ho pensato pure di vincere». Un risultato in grado di trasmettergli maggiore fiducia nei propri mezzi e di farlo guardare con ottimismo verso il mondiale di Treviso del prossimo anno. Enrico conosceva già il circuito iridato di Hooglede-Gits, avendoci disputato lo scorso anno, una prova di Coppa del Mondo della specialità. «Si rivelò un percorso difficile, anche a causa della pioggia che aveva reso il tracciato molto fangoso. Sapevo che alla fine il circuito sarebbe risultato selettivo». Franzoi non teme il maltempo, additandolo addirittura come suo alleato, in grado di rendere i percorsi più duri e per questo, adatti alle sue caratteristiche. «Se fosse piovuto di più, sarebbe stato forse ancora meglio. Col passare degli anni, sento di apprezzare sempre di più il fatto di procedere in corsa con la bici in spalla». Un ragazzo che crede fermamente nella specialità e che tiene a ribadire il suo amore per questa disciplina, nonostante lo scorso anno fossero affiorate alcune voci che lo volevano un pochino più propenso a concentrarsi sulla strada e a declinare maggiormente i suoi impegni verso il ciclocross. «Forse certe mie affermazioni sono state travisate - tiene a puntualizzare -. La scorsa stagione, dovendo disputare una corsa a tappe di tre settimane, ho dovuto tirare il fiato e recuperare le energie. Per preparare Treviso 2008 seguirò un altro percorso. Partirò magari più piano, per ritrovarmi al top nel mese di gennaio». Treviso, la sua terra. Il sogno iridato che potrebbe diventare realtà. «Un percorso, quello delle Bandie, bello e durissimo. Penso addirittura che a gennaio possa rivelarsi ancora più difficile rispetto a quello che si è visto il 4 novembre scorso». L'altro sogno di Enrico invece, si chiama Parigi-Roubaix. «Un obiettivo che mi sono posto già da quest'anno. Una corsa che ho già disputato nelle ultime due stagioni. Ho visto che posso far bene e voglio prepararla al meglio». Il debutto su strada, è previsto per metà febbraio con la Ruta del Sol. La stagione proseguirà poi con la Parigi-Nizza e con le classiche del pavè. A quel punto, un meritato riposo per riprendere con il Delfinato a giugno, preludio della partecipazione al Tour de France. Roberto Sardelli
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