STORIA | 01/10/2016 | 09:32 L’Eroica è lucine nella notte, luce dell’alba e lucciole la sera, è raggi di ruote e di sole, è cinquemila ciclisti illuminati. L’Eroica è un’enciclopedia di biciclette, vecchie e stravecchie, vecchissime ma invecchiate bene, antiche e antecedenti, antelucane e antenate, anticipatrici e antistanti.
Se L’Eroica fosse una danza, sarebbe charleston e twist, tango e surf, anche blues e milonga. Se fosse un corridore, sarebbe più Degano che Girardengo, più Malabrocca che Coppi, più Partesotti che Gimondi. Se fosse un film, in bianco e nero. Se fosse una fotografia, un dagherrotipo. Se fosse musica, di tutto. Ma L’Eroica è strade minerali, orizzonti pittorici, borghi cinematografici. E’ baffi a manubrio, sorrisi rotondi, polpacci pelosi. E’ maglie di lana, occhiali da motociclista, tubolari a tracolla. Tutto sul palmer di una mano.
L’Eroica sono le borracce di Marcello Murgia, i libri di Vittorio Anastasia, le miniature di Corrado Monfardini, le parole fluminensi e i pensieri torrenziali di Giancarlo Brocci, e poi tutte quelle Legnano e Bianchi, Maino e Raleigh, restaurate e ristorate, restituite alla strada maestra di vita e di viti e anche, da queste parti, di vite e vitigni.
L’Eroica è anche degli eroici che si misurano sui tornanti dello Stelvio o sul drittone della Capanna Bill, che si cimentano nel Sellaronda o si avventurano sul Manghen, che si allenano nel traffico di Milano, nei pericoli di Roma, nei vicoli di Genova, nei viali di Firenze, nei canali di Venezia, che si perdono consapevolmente in Puglia e volontariamente in Sicilia.
L’Eroica è Gaiole trasformata in un paese dei balocchi, delle fiabe e delle meraviglie, è Chianti e il Chianti, è Montalcino superba, è Monte Sante Marie pietrosa, è castagni e casali, è lecci e Lecchi.
Perché L’Eroica è un po’ il Natale, ma un po’ anche l’Epifania e, perché no?, la Pasqua dei corridori, una festa di famiglia, da fare con i tuoi o con chi vuoi, a suo modo perfino un Fineanno e dunque un Capodanno, da ricominciare a forza di pedali. L’Eroica sarà domani, ma era già ieri ed è anche oggi. E ha vent’anni. Ventosi e vintage.
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