Da sinistra, Amedeo Colombo, Ernesto Colnago, Carmine catsellano e Alcide Cearto
Storia e attualità si uniscono...
Ed ecco la bici di Fausto Coppi
Interviste a bordo lago per Vincenzo Nibali
Nibali con i padroni di casa dello Yacht Club e con Gianni Torriani
Vincenzo sul palco con Pier Bergonzi de La Gazzetta dello Sport
Scorrono le immagini dedicate allo Squalo
L'intervento di Ercole Baldini
Mauro Vegni al microfono di Pier Bergonzi
Mauro Vegni premiato da Carmine Castellano e Carlo Cavenaghi
Giorgio Squinzi sul palco
Giorgio Squinzi con la moglie, dottoressa Adriana Spazzoli, premiato da Ernesto Colnago, Ercole baldinie Marco Torriani
Carla De Martino consegna i Cuori d'argento a Mauro Colombo e Antonio Molteni
PREMI | 30/09/2016 | 18:00 Miglior vigilia, Il Lombardia non poteva avere: nella sede dello Yacht Club - Canottieri Lario di Como è stato assegnato il 19o
Premio Internazionale Vincenzo Torriani a Vincenzo Nibali, vincitore di
Giro d'Italia (2013, 2016), Tour de France (2014), Vuelta a España
(2010) e dell'edizione 2015 de Il Lombardia; Giorgio Squinzi,
amministratore unico di Mapei e Presidente del Gruppo 24ore, e Mauro
Vegni, Direttore del Giro d'Italia. Il Premio internazionale Vincenzo
Torriani, nato nel 1998 su iniziativa della Associazione Emilio De
Martino, ricorda l’organizzatore del Giro d’Italia e di molte altre
corse e celebra l’opera di personaggi impegnati nella tutela e nella
promozione dei valori del ciclismo.
NIBALI. Al microfono di Pier Bergonzi vice direttore de La Gazzetta dello Sport, il campione siciliano confida: «Mi sarebbe piaciuto essere al via domani, ma è facile per tutti capire che la mia condizione non può essere quella necessaria per affrontare una gara così dura cone Il Lombardia, dopo l'infortunio di Rio. Nomi per domani? Dico Chavez, Aru e Bardet».
E ancora: «Sono molto orgoglioso di ricevere un premio tanto prestigioso dedicato ad un personaggio come Vincenzo Torriani che purtroppo non ho conosciuto, ma del quale ho solo sentito parlare. Vorrei però ricordare qui anche un altro grande personaggio, siciliano come me: Candido Cannavò».
Mentre scorrono le immagini della sua carriera, Vincenzo aggiunge: «Ho notato che non ci sono immagini di Rio: ho fatto di tutto per dimenticare, accantonare e voltare pagina. Purtroppo è accaduto, restano la rabbia, l'amarezza e la delusione. Il futuro? Mi aspetta una nuova avventura, una... ripartenza. Sta nascendo un gruppo molto solido e da parte mia ho nuovi stimoli e tanta voglia di fare bene. Dove sarò il prossimo 5 maggio? Spero che Mauro faccia un bel Giro adatto a me...».
Ed è una bella sorpresa non solo per Vincenzo, ma per ututti i presenti, che a consegnargli il Premio Torriani sia un grande come Ercole Baldini.
VEGNI. Il palco accoglie poi Mauro Vegni che esordisce con un omaggio a Torriani: «Lui è stato il Patron e di patron ce n'è stato uno solo, tutti gli altri sono solo dei "semplici" direttori del Giro d'Italia. E io sono molto felice di ricevere questa sera un premio che lo ricorda. Ed è un premio che voglio dedicare a tutti coloro che da anni lavorano con me per il bene del Giro».
E sulla prossima corsa rosa: «Sarà un Giro d'Italia vero, con il quale abbracceremo l'intero Paese: toccheremo ben 16 regioni su 20. E sarà un Giro tutto italiano, ad eccezione di una decina di chilometri... Sarà un Giro che ricorderà e racconterà e spero ovviamente appassionerà con le imprese dei campioni».
A premiare il direrttore del Giro, sono chiamati il suo predecessore Carmine Catsellano e l'ex amministratore delegato di RCS Sport Carlo Cavenaghi.
SQUINZI. Ed ecco il terzo protagonista della serata, il numero uno di Mapei Giorgio Squinzi. «Non ci può essere lavoro senza arte. La lirica e il ciclismo sono arte» è il suo primo pensiero. «Oggi siamo alla vigilia del Lombardia e ricordo benissimo l'edizione del 1959 i cui raccolsi la borraccia del mio campione preferito, Fausto Coppi, in viale Jenner a Milano. Al Vigorelli avrebbe vinto Darrigade, era il Lombardia del gesto dell'ombrello rivolto dalla Dama Bianca a Magni... Al passaggio, Coppi gettò la borraccia e io la raccolsi. Poi la persi in occasione di un trasloco, ma qualche anno fa gli amici de Le Vele me ne hanno regalata una uguale, sempre appartenuta al Campionissimo. Ho anche la Bianchi di scorta di Coppi del 1949, montata con il Simplex».
E aggiunge: «Questa sera mi piace ricordare Franco Ballerini e voglio ringraziare Ernesto Colnago: ero il più invidiato della Brianza, avevo delle bici bellissime. Le più belle. Il corridore che avrei voluto nella mia squadra? Senza dubbio Nibali. E consentitemi anche di ricordare Aldo Sassi: chissà, con lui forse sarei anche potuto tornare nel ciclismo...».
A premiare il dottor Squinzi, affiancato dalla moglie la dottoressa Adriana Spazzoli, il figlio di Vincenzo Torriani, Marco, con Ernesto Colnago ed Ercole Baldini.
La notte intanto è calata su Como e sul Lago, l'aria di vigilia si fa sempre più frizzante, è già tempo di pensare a domani. E di concentrarsi sul mitico Lombardia.
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