LIBRI | 13/09/2016 | 07:37 La seconda edizione del Memorial dedicato all'azzurra Chiara Pierobon - l'appuntamento riservato al settore femminile svoltosi a Noventa di Piave, in provincia di Venezia e riservato alle Open, Junior, Allieve ed Esordienti - è stata l'occasione per presentare il libro dal titolo "La Bici Rosa - Viaggio nel Ciclismo Femminile con le Campionesse di Ieri e di Oggi" realizzato da Marco Morando. L'opera, che si compone di 230 pagine scritte amore e passione da chi sta a cuore il settore, è edita di Tagete e rappresenta, come ha spiegato l'autore, un viaggio nel mondo del Ciclismo femminile, con le campionesse di ieri e di oggi. "Il lungo cammino di emancipazione faticosamente iniziato a metà Ottocento e proseguito a inizio del Novecento con le imprese della più cocciuta delle pioniere, la celebre Alfonsina Strada - ha spiegato Morando - non si è ancora concluso; la visibilità è scarsa, raramente si giova della diretta televisiva, cosa che accade solo in occasione delle Olimpiadi e dei Mondiali (facendo registrare oltretutto uno share altissimo); anche i giornali raramente scrivono due righe se non in occasione di appuntamenti importanti come quelli sopra citati; anche per altre corse di rilievo, come il Giro d’Italia Femminile, che è la più importante corsa a tappe del mondo, non è previsto un apposito spazio per tutta la durata della competizione. La vita sportiva delle atlete, che provengono da ogni parte del mondo, è di quelle toste, pari a quella dei colleghi maschi. Tuttavia i compensi sono ridicoli e inimmaginabili". "Eppure - ha proseguito l'autore - qualcosa si sta muovendo, il Movimento si sta ingrossando, di ciclismo femminile se ne parla e soprattutto le atlete veramente forti che possono firmare grandi imprese non sono più la scarna decina di 30 anni fa: oggi sono almeno 50-70, che possono far saltare il banco. La speranza è che celebri marchi si affianchino a Colnago (dal 2016 approdato al Giro Rosa), esigendo una visibilità sempre maggiore". L'opera, inoltre, affronta le problematiche che affliggono il Ciclismo femminile e riunisce, in una sorta di salotto virtuale due celeberrimi organizzatori di corse (Brunello Fanini e Giuseppe Rivolta) e dieci campionesse del passato e del presente (Elisa Longo Borghini, Elena Cecchini, Fabiana Luperini, Dalia Muccioli, Katarzyna Niewiadoma, Luisiana Pegoraro, Edita Pucinskaite, Valentina Scandolara, Daniela Veronesi e Marianne Vos) alle quale sono state formulate molte domande anche nell’ottica di capire che cosa si possa fare concretamente per aumentare la visibilità di questo bellissimo sport. "Il volume - ha sottolineato l'autore, definito anche 'lo scriba del ciclismo' - ha una struttura circolare, si parte con la partenza della corsa in linea donne al Campionato del Mondo di Ciclismo su strada 2013 in Toscana, e si chiude con la vittoria di Marianne Vos, l’indiscussa regina dei tempi moderni, che taglia il traguardo di Firenze da dominatrice, al termine di una gara spettacolare, con un altissimo share". "La Bici Rosa" è articolato in due parti: quella dedicata al Ciclismo femminile e quella prettamente storica. "Dopo il paragrafo sulla lenta emancipazione femminile nel ciclismo - ha spiegato Morando - scorre il racconto di nove gare importanti del territorio nazionale, che si sono svolte dal 2014 al 2016; convinto sostenitore del legame ciclismo-turismo, descrivo anche se sinteticamente gli aspetti turistici del territorio prescelto. E’ poi la volta delle dodici interviste, la prima delle quali è quella con Fabiana Luperini, grandissima campionessa e primatista assoluta delle vittorie al Giro d’Italia (ben cinque). Fra le atlete anche tre straniere di valore assoluto, che rappresentano epoche diverse (Edita Pucinskaite, Marianne Vos e Katarzyna Niewiadoma)". "L’ultima parte del libro – ha osservato - è definita storica ed è il racconto della nascita della mia passione per il Ciclismo, dall’età di 6 anni e mezzo, quando il mio idolo era il lussemburghese Charly Gaul, in poi. E’ un susseguirsi di episodi, curiosità, aneddoti, ricordi che accompagna l’evoluzione della trasmissione del ciclismo, prima alla radio e poi in tv con mezzi sempre più sofisticati. La mia passione è tanta al punto che, dopo una delle tante interviste e chiacchierate con Paolo Bettini, feci una notte un sogno spassoso: la partecipazione al prologo del Giro d’Italia, che naturalmente vinsi e indossai la Maglia Rosa!”. “Tante pillole di passione che si susseguono una dopo l’altra – ha concluso Morando - finché sul finire delle quali ricompare l’olandese Marianne Vos in uno stralcio divertentissimo dell’intervista realizzata in un albergo di Castagneto Carducci, lo stesso dove 20 anni prima avevo intervistato Marco Pantani". E' un'opera interessante che suscita interesse e simpatia tra i lettori. Le fotografie sono in massima parte dello stesso Marco Morando, integrate da quelle di Giuseppe Baiocco (opportunamente segnalate), che ha concluso l'autore, "hanno consentito di completare il libro nel migliore dei modi". Francesco Coppola
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