BRAMBILLA e POZZATO: «Nizzolo ha meritato questa maglia».

PROFESSIONISTI | 26/06/2016 | 17:34
In conferenza stampa Gianluca Brambilla e Filippo Pozzato raccontano il loro dispiacere per la vittoria sfiorata ma ammettono con grande sportività le grande azione di Giacomo Nizzolo che gli è valsa il titolo di Campione d'Italia.

«Avevo sentito voci diverse su questo percorso così un pomeriggio dopo il Giro d'Italia sono venuto qua a vederlo di persona. Dopo la corsa rosa ho continuano ad allenarmi e a "fare la vita". Oggi nella mia testa c'era di partire forte nella parte più dura dello strappo e tirare dritto fino alla discesa, non è andata proprio come immaginavo perchè è scattato Gatto e in discesa Giacomo è rientrato davvero forte. In volata era impossibile vincere, io sono uno scalatore, lui un velocista, per spuntarla io lui doveva forare o cadere (sorride, ndr). Complimenti a lui che ha tenuto in salita, questa maglia se l'è più che meritata. Prossimi impegni? A Rio purtroppo non andrò, Cassani nel ritiro dei giorni scorsi mi ha dato le sue motivazioni. Rientrerò alle corse a San Sebastian, quindi sarò a Burgos, disputerò la Vuelta, per finire la stagione con Giro del Piemonte e Lombardia» racconta il portacolori della Etixx Quick Step, che si deve accontentare dell'argento.


«Sapevo di stare bene, dopo il Giro ho tenuto duro perché proprio Nizzolo mi aveva raccontato che il tracciato era adatto a gente come noi. Sono contento di questo podio, insieme a Vincenzo Gianluca e Giacomo al Giro sono i ragazzi che hanno tenuto in alto i colori italiani, sono due bei giovani della nuova generazione. Io oggi ci credevo, mi dispiace ma ho preso lo strappo troppo dietro, con i miei compagni non ci siamo capiti benissimo, poi volevo partire all'ultimo chilometro, ma non volevo portar dietro tutti su di loro rischiando comunque di essere battuto da qualcun altro. Hanno corso davvero bene, Giacomo in particolare che sullo strappo invece di difendersi ha attaccato. Complimenti a lui, la merita tutta» conclude Pozzato, salito sul terzo gradino del podio.


da Darfo Boario, Giulia De Maio

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