CPA. Ecco come ci siamo mossi contro i freni a disco

TECNICA | 18/04/2016 | 14:56
Con questo comunicato stampa il CPA intende rispondere a tutti coloro, compresi i corridori, che ci chiedono cosa abbia fatto l’Associazione dei Corridori Professionisti per prevenire incidenti come quello occorso al corridore della Movistar Francisco Ventoso durante la Paris Roubaix, ferito gravemente da un freno a disco durante una caduta.

“CRONACA DI UN RISCHIO ANNUNCIATO..”
E’ durante la corsa Parigi-Nizza 2015 che il delegato del CPA Pascal Chanteur nota un’inquietudine tra i corridori per i test sui freni a disco programmati dall’UCI a partire da quella stessa corsa.
Molti corridori, anche se non tutti, temono per i rischi connessi ai freni a disco (rischio di bruciature e ferite), non ritengono giusto che alcuni corridori li utilizzino ed altri no e lamentano i problemi dei cambi ruote neutri.
Il CPA comincia a dibattere il problema all’interno dell’associazione: ci sono pareri contrastanti ma si decide all’unanimità che i corridori devono entrare nella discussione su questo tema. Le associazioni nazionali raccolgono i pareri dei corridori e trasmettono all’UCI, durante un primo contatto con il responsabile della commissione materiali, attraverso il segretario del CPA David Chassot, questi dati.

Nel frattempo, in seguito anche ai numerosi incidenti della stagione 2015, il CPA ottiene di far parte della Commissione Sicurezza e il vice presidente Pascal Chanteur, insieme a David Millar, nel corso di queste riunioni di ottobre/novembre, sottolinea nuovamente i problemi legati all’utilizzo dei freni a disco durante le corse su strada.

Vista la chiara intenzione dell’UCI di voler continuare la sperimentazione, nonostante i numerosi campanelli d’allarme, il CPA scrive una lettera all’UCI in cui mette in guardia sui rischi per la sicurezza dei corridori derivati dall’uso dei freni a disco e fa presente che i corridori non sono stati consultati sulla decisione di fare dei test in corsa. Nella stessa occasione il CPA chiede di avere un proprio rappresentante alla Commissione Materiali.

Il CPA invia anche una lettera all’AIOCC in cui ricorda le responsabilità degli organizzatori in caso di incidenti per i corridori dovuti all’utilizzo dei freni a disco durante le loro corse. Qui, ancora una volta il CPA elenca i problemi connessi con i test sui freni a disco e ricorda perfino che le assicurazioni potrebbero rifiutarsi di coprire eventuali incidenti.

L’UCI risponde diplomaticamente di aver preso atto delle lettere e accetta che un membro del CPA faccia parte della Commissione Materiali in qualità di osservatore.
Il CPA comunica anche alla stampa la sua contrarietà all’utilizzo dei freni a disco: in questo comunicato stampa del mese di dicembre dice di voler svolgere un sondaggio tra i corridori da consegnare all’UCI in modo che vengano tenute inconsiderazione le loro opinioni.
In tutte le commissioni dell’UCI in cui si dibatte il problema dei freni a disco, nonostante il CPA sottolinei sempre i rischi ad essi connessi, non si fa alcun passo indietro sulla decisione di continuarne la sperimentazione.
Il CPA non ha mai voluto opporsi al progresso tecnologico ma ha sempre anteposto la sicurezza dei corridori e il loro diritto ad esprimere il loro parere su questo tema.
Non si può negare che molti corridori fossero ufficialmente favorevoli a questa sperimentazione ma il CPA riteneva che occorresse fare un sondaggio anonimo per avere il loro parere senza costrizioni da parte di sponsor (i fabbricanti di biciclette) e teams.

Visto che l’UCI va avanti con il suo programma, il CPA decide di attendere la fine delle “Classiche” in cui i freni verranno testati, per svolgere un’inchiesta precisa e anonima sui corridori.
Il resto è cronaca di questi giorni: l’incidente al corridore Francisco Ventoso durante la Paris Roubaix, una delle corse scelte per la sperimentazione, secondo una modalità che si era sempre temuta e che si è verificata!

Il CPA scrive una lettera all’UCI chiedendo l’immediata sospensione dei test sui freni a disco. Per fortuna oggi anche la Commissione materiali e l’AIGCP sono dello stesso parere.
L’associazione dei corridori professionisti ritiene un peccato che le sue sollecitazioni vengano ascoltate dopo il verificarsi di un incidente. Il CPA si augura di poter continuare a lavorare con tutti gli stakeholders verso il progresso di ogni ramo del nostro sport. Ma a una sola condizione: la SICUREZZA dei corridori.
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COMMENTI
18 aprile 2016 20:16 foxmulder
Mah... Io a sta storia che le ruote in carbonio con il bagnato non frenano...
Le ruote giuste con i pattini giusti frenano come una ruota in alluminio, cioè molto poco quando la strada è molto bagnata. Ed è un bene, perchè, frenassero di più, le coperture perderebbero facilmente l'aderenza. Questo il mio pensiero. Certo non sono un professionista, ma un po' di acqua l'ho presa, anche scendendo con ruote in carbonio dal Giau o dal Duran...

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