PARACICLISMO. Gli azzurri incantano gli studenti

INIZIATIVE | 08/04/2016 | 14:25
Era nella Foward operational base (Fob) "Dimonios" a Farah, in Afghanistan. Un militare esperto, carabiniere del gruppo paracadutisti "Tuscania" di stanza a Livorno, incaricato di addestrare la locale polizia afghana e non nuovo a missioni all'estero.  E' il carabiniere Loreto Di Loreto, 35 anni, di Castel di Sangro, che, il 28 gennaio 2012, mentre era in missione, è rimasto ferito in un incidente stradale, nel ribaltamento del mezzo Lince sul quale viaggiava in torretta, insieme ad altri 4 commilitoni. Ha subito gravi lesioni alla colonna vertebrale: ora è su una carrozzella. Ed è nella Nazionale di ciclismo paralimpico.

La sua è una delle storie raccontate, questa mattina, a Francavilla al Mare (Ch), nell'incontro  avuto dagli azzurri del paraciclismo con gli alunni delle scuole medie Masci e Michetti. L'iniziativa – in diretta streaming su Abruzzolive.tv - rientra tra quelle organizzate in questi giorni, in occasione del terzo ritiro della Nazionale nella cittadina adriatica. Tanti i ragazzi che, armati di bandierine tricolori, hanno accolto i campioni, giunti al palasport con bici ed handbike.

E' stato l'atleta Pierpaolo Addesi a fare gli onori di casa con il suo sodalizio Team Addesi Cycling. Presenti l'assessore allo Sport del Comune di Francavilla, Rocco Alibertini, che ha portato i saluti dell'amministrazione civica; il team dei tecnici e dei preparatori e gli atleti: da Alex Zanardi a Vittorio Podestà, Luca Mazzone, Francesca Porcellato.

E poi il commissario tecnico Mario Valentini. “Questa Nazionale – ha esordito Mauro Marrone, presidente Fci Abruzzo – è il fiore all'occhiello; onore e gloria della Federazione... Quante medaglie ha vinto fino ad oggi, e da oggi promette di fare ancora meglio... Nella nostra regione la Nazionale è di casa. Loro ci insegnano che, nella vita, ci sono valori più importanti di altri...”.

Il ct Valentini: “La disabilità è un problema di tutti, ma a volte non ti accorgi che esiste. Questi sono atleti eccezionali, con storie eccezionali”. Tante le domande poste dagli studenti, incalzati dal giornalista Paolo Durante, che ha moderato l'iniziativa. Andata avanti tra commozione ed applausi.

E poi, a conclusione, “assalto” dei ragazzi ad Alex Zanardi, un po' il simbolo di una Nazionale tra le più forti in assoluto. Tra autografi e selfie, Zanardi si è soffermato a chiacchierare con gli studenti, fino a che, dopo la foto di gruppo, è scivolato via con la sua handbike. Le Olimpiadi di Rio? “Ci sto lavorando – ha detto Zanardi -. Me le voglio godere, e quindi farò tutto con calma. Sperando di agguantare un buon risultato, una bella vittoria. E sono oltremodo orgoglioso di poter contribuire a rendere ancora più grande questa Nazionale: la mia esperienza e la notorietà acquisita per le mie vicende personali possono e devono essere una bandiera per avvicinare maggiormente le persone al mondo del paraciclismo. Come la mia, in questo gruppo – che è ormai una famiglia -, ci sono tante storie da raccontare e che speriamo vengano prese come esempio per non arrendersi mai nella vita”.

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