MATTIA CATTANEO: «LA PRIORITA' È LA SICUREZZA»

PROFESSIONISTI | 28/03/2016 | 14:26
Non è tipo che alza la voce, figuriamoci in momenti come questi. Mattia Cattaneo ci risponde al telefono proprio mentre è sull’aereo che lo riporterà in Italia nel pomeriggio. Un brevissimo messaggio prima di spegnere tutto. «Non ricordo nulla – dice Mattia a tuttobiciweb.it -. Ricordo solo che eravamo in fila indiana, sul bordo strada, stavamo limando come dei pazzi. Poi ad un certo punto abbiamo trovato del fango e la ruota di qualche bicicletta è scivolata via e siamo caduti come dei birilli. Per qualche minuto ho perso conoscenza. Meno male che avevo il casco, altrimenti non sarei qui a raccontarla. Ho perso conoscenza per qualche minuto, quando mi sono ripreso ho solo visto la moto per terra e tanta concitazione. Una cosa però penso di poterla dire: la moto doveva essere molto vicina. Noi eravamo a tutta, in un tratto di strada in falsopiano in discesa, procedevamo a tutta velocità in fila indiana a bordo strada, e la se la moto ha preso il ragazzo doveva essere davvero moto vicina. Forse troppo».

Mattia domani sarà operato a Monza, per ridurre la frattura all’ulna del polso destro. Venti giorni di fermo, per poi riprendere con gli allenamenti. «Sono scosso per quanto è successo al povero Antoine Demoitié. Queste sono cose che devono far riflettere e, soprattutto, non devono succedere più. Pensa che per dieci minuti, nella concitazione del momento, i miei tecnici, Scirea e tutto lo staff Lampre Merida, pensavano che quello grave ero io. Hanno vissuto dieci minuti di terrore. Ma questo non toglie nualla alla gravità della cosa. Gli organizzatori devono capire che ci vogliono meno mezzi in corsa e gente più preparata nella guida. La sicurezza in corsa è la vera priorità del nostro sport».

a cura della redazione di tuttobiciweb.it
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COMMENTI
Troppe moto
28 marzo 2016 15:35 luki
Ma quando gli organizzatori si decideranno a concedere meno accrediti a tanta gente che seguono le corse solo per fare casino. Si vedono più moto che biciclette.
Giornalisti e fotografi e cineoperatori che infilano le loro maledette macchine quasi nei raggi e negli scarpini dei corridori per che cosa poi?
Sono ormai troppi gli incidenti causati da questi incoscienti.
Le corse in bici devono essere di bici e non di moto.
Se certe cose capitassero da noi si griderebbe allo scandalo, invece Francia e Belgio nessuno fiata.
Poi ci scappa il morto e non si riesce neppure a sapere di chi è la colpa!!!!

Motociclisti................
28 marzo 2016 18:40 9colli
Da quanti ce ne sono, sopratutto senza l'adequata esperienza, sembra una mandria di cavalli allo stato brado, quindi senza controllo.

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