L'ORA DEL PASTO. Rivolta rosa

DONNE | 23/03/2016 | 08:32
Il Giro Rosa è anche un uomo, un uomo solo al comando, ma circondato, sostenuto e soccorso da tanti amici, e il suo nome è Giuseppe Rivolta. Non ha la maglia bianca e azzurra, come quella della Bianchi di Coppi, ma amen, va bene anche in giacca e cravatta, in maglione e polo, andrebbe bene anche così com’è, un sentimentale che deve coabitare con la ragione, un romantico che deve far quadrare i conti, un idealista che deve disciplinarsi con l’organizzazione.

Rivolta – solo Pier Augusto Stagi, forte di una collaudata amicizia, osa chiamarlo Beppe – è nato il 12 giugno 1950, giorno in cui Annibale Brasola regolava Guido De Santi e Renzo Soldani nella Campobasso-Napoli, penultima tappa del Giro d’Italia, il primo conquistato da un corridore straniero (ma: “Non ci sono stranieri nel ciclismo”, tuonava Gianni Brera, direttore della “Gazzetta dello Sport”), lo svizzero Hugo Koblet. A Sovico, in Brianza, oggi – come recita un adesivo sul cartello stradale – comune deberlusconizzato, ieri – e ancora - strada provinciale numero 6, da Monza a Carate, dove il papà Rivolta portò il figlio Giuseppe sulla canna della bicicletta a veder passare il Trofeo Baracchi. “Vidi Fausto Coppi – ricorda Giuseppe – e fu una folgorazione”.

Elementari e medie, poi le serali, perché la mamma voleva che studiasse, ma il papà pretendeva che lavorasse, così Giuseppe accontentò tutti e due, di giorno lavorava nell’azienda paterna, impianti idraulici ed elettrici, e di sera studiava, fino a diplomarsi perito elettrotecnico. Da lì in poi, soltanto lavoro. E quando il padre morì, Giuseppe, a 30 anni, si scoprì disperato nel tentativo di occuparsi anche di gestione e organizzazione. Senza immaginare che proprio gestione e organizzazione sarebbero diventate, con il tempo, e con il ciclismo, un piacere, una soddisfazione, forse un’antica nascosta vocazione.

La sua prima bici era normale, eppure con quelle si ingaggiavano sfide e gare con gli amici. “E vincevo”. La bici rimase una passione repressa, un amore soffocato, un connubio nascosto finché Luisa, sei mesi dopo il matrimonio, per Natale, gli regalò una Motta, nel senso di Michele Motta, un grande di Lissone, non Gianni, l’eroe di Cassano d’Adda. Era il 1975. “E fu la sua rovina”, confida Giuseppe alludendo a Luisa, “perché a quel punto la passione esplose”. Tant’è vero che Giuseppe fece tutto e di tutto: da cicloamatore a socio, e sempre più su, del neonato Velo club Sovico, poi direttore di corsa, dirigente nazionale, direttore di organizzazione di gare come la Coppa Agostoni e il Trofeo Bernocchi, ma anche staffettista in moto. Sua la Settimana Tricolore in Brianza nel 2001. E a lui, il primo maggio – un giorno tradizionalmente santificato per il riposo - del 2002, telefonò l’allora presidente federale Giancarlo Ceruti, per affidargli un bel lavoro: il Giro d’Italia donne, 10 giorni in luglio, pronti-via.

Da allora, Rivolta ha preso in mano, fra le braccia e soprattutto nel cuore, il Giro Rosa. Dice che “lo vivo anno per anno”, sostiene che “ha meno di quello che merita”, anche se aggiunge che “è cresciuto e continua a crescere”, poi confessa che “a sentire Colnago che lo sponsorizza per tre anni, e a sentire la Rai che lo manda in onda insieme con il Tour de France, mi commuovo”, e confida che “il mio desiderio è aggiungere, ogni anno, qualcosa di speciale”. Nel 2016 sarà il Mortirolo: “Già fatto, però da Monno, invece stavolta da Mazzo”. Quando scatta la tappa e lui sale – Giorgio Albani come punto di riferimento: tranquillità ed eleganza - in ammiraglia, Rivolta dice che “il più è fatto, ma il bello deve ancora venire, poi l’imprevisto c’è sempre, la mia filosofia è prevenire più che assicurare”.
Sì: il Giro Rosa è anche un uomo. E il suo nome è Giuseppe Rivolta.

Marco Pastonesi
Copyright © TBW
COMMENTI
Bravo
23 marzo 2016 10:37 geo
Che piaccia o non piaccia certe manifestazioni sportive esistono per merito di una persona: tanto merito a loro però così non va bene!
Mi auguro che la federazione non ci metta solo la faccia ma anche il supporto non solo verbale a chi ci mette la vita per organizzare queste gare.
Vorrei una gestione manageriale del ciclismo, non casereccia come lo è oggi. Diritti televisivi in pacchetto con vincoli precisi che impegnino a dare visibilità alle gare minori ecc ecc.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
In casa Alpecin-Premier Tech anche Jasper Philipsen ha vinto la Milano-Sanremo: è successo nel 2024, grazie all’aiuto del compagno di squadra Mathieu van der Poel. Quell’anno la vittoria del fiammingo arrivò quasi inaspettata, ma adesso è nella lista dei favoriti...


Si corre oggi la 117a Milano-Sanremo, che apre la stagione delle classiche Monumento. La partenza è da Pavia per il secondo anno di fila: il via alle 10 da piazza della Vittoria, arrivo in via Roma a Sanremo dopo 298...


Ampio e di altissimo livello anche il campo delle contendenti alla lotta per il successo nella Milano-Sanremo Women, che l'anno scorso ha visto Lorena Wiebes imporsi in Via Roma. La campionessa nazionale olandese, che potrà contare sul supporto di Lotte...


Bikeflip, marketplace specializzato nella compravendita di biciclette usate e ricondizionate, componenti e abbigliamento da ciclismo, è un’assoluta certezza nel panorama europeo della ciclabilità. La piattaforma si conferma un punto di riferimento per gestire in sicurezza l’intero processo di vendita, dal pagamento...


Già il nome vale l’intero pomeriggio: la MuraTona. Una maratona letteraria, orale e oratoria, per Gianni Mura, il Dottorone (così lo chiamava affettuosamente il suo alter ego Carletto Pierelli), giornalista e scrittore che al ciclismo ha regalato le cronache più...


Cinque partecipazioni alla Milano-Sanremo dal debutto nel 2020, quando arrivò 12° a 2” dal vincitore Van Aert. Poi quinto nel 2022 a 2” da Mohoric, quarto a 15” da Van der Poel nel 2023, terzo nel 2024 alle spalle di...


Tra le tante novità del Giro del Belvedere 2026, in programma come sempre a Pasquetta, lunedì 6 aprile, c’è il debutto della Tudor Pro Cycling U23. La "cantera" del team Professional elvetico, ma con struttura paragonabile agli squadroni del World...


Dopo le ottime performance di domenica scorsa con il doppio podio di Mattia Arnoldi e Thomas Martinelli, Team ECOTEK Zero24 ritorna a gareggiare ad Altivole (TV) e a Cassanigo di Cotignola (RA) domenica 22 marzo. Si inizia alle ore 12.30,...


Melegnano si prepara a ospitare gli atleti e i tecnici delle trenta squadre che il prossimo 6 aprile gareggeranno nel Gran Premio del Perdono – Trofeo Makecasa. Organizzata dall’Unione Ciclistica Sangiulianese, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Melegnano e la...


Un'altra big molto attesa dà forfait per la Milano-Sanremo Donne di domani: Marianne Vos non prenderà il via perché è tornata a casa per stare con la sua famiglia dopo aver ricevuto la notizia che le condizioni di salute di suo padre...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024