I VOTI DI STAGI. DEMARE CADE IN PIEDI. TUTTI GLI ALTRI A TERRA

PROFESSIONISTI | 19/03/2016 | 18:29
di Pier Augusto Stagi

Mauro VEGNI. 8. Non ho idea di cosa possa essergli passato per la testa quando gli hanno comunicato che ad Arenzano la strada era bloccata per una frana. Un’emergenza che il direttore del Giro, coadiuvato dai suoi fedelissimi, ha gestito alla grande, tanto da riuscire ad ottenere (non era così scontato, né tantomeno semplice bloccare Aurelia e autostrada A10) il via libera in un battibaleno, per bypassare la strada bloccata dai detriti. Poteva franare, ma tiene in piedi tutto. Applausi.

Arnaud DEMARE. 10. Franano pietre, franano corridori e così la corsa più indecifrabile di tutte, la più imprevedibile e aperta, diventa anche la più instabile. Cadute a raffica, fino alla fine, fino al traguardo. E’ una caduta finale che rimescola irrimediabilmente le carte, con uno sprint tanto palpitante quanto sconclusionato. Non ruba assolutamente nulla l’Arnaldo, questo talento del velocismo mondiale già campione del mondo under 23 a Copenaghen e argento da juniores. Va per le terre Gaviria, cade la catena a Bouhanni e Demare coglie l’attimo, incredulo e stranito come pochi. Davanti a lui un’autostrada, che porta il suo sogno ciclistico oltre i confini, 21 anni dopo il successo di Laurent Jalabert, nella vicina Francia. Giro o Tour? Farà il Giro. Applausi a questo ragazzo che ha il volto pulito dell’acqua di sorgente e un cognome che sa di mare.

Ben SWIFT. 7. Ancora un piazzamento, dopo il terzo ecco il secondo. Mastica amaro il britannico della Sky. La corsa gli si addice, e lui la sente come pochi. Il ragazzo sembra avere tutto per vincerla. La vincerà.

Nacer BOUHANNI. 7. Arriva lì, pronto a sferrare il colpo del KO, ma il pugile transalpino viene rallentato da una catena che all’improvviso cade e si “incricca”. Non prende a pugni nessuno: questo è il suo grande merito.

Fernando GAVIRIA. 7. Dice di non sapere cosa sia la Sanremo, ma gli basta arrivare lì, ad un passo dal traguardo per capire tutto, tanto da versare lacrime amare per la disperazione. È la stella nascente del velocismo mondiale, oggi è cadente: ma si rialzerà.

Peter SAGAN. 6. È quello che più di ogni altro viene condizionato dalla caduta di Gaviria, visto e considerato che se lo trova ad un certo punto, in quel punto, proprio sul più bello, in mezzo ai pedali. Peter alza gli occhi al cielo e quasi certamente non ringrazia né Gaviria, né tantomeno Nostro Signore.

Filippo POZZATO. 6. Sente la corsa, la sua corsa e fa di tutto per riconquistarla. Si nasconde il più possibile, in attesa di uno scatto sul Poggio di Cancellara che non arriva. Poi nella convulsa volata tira fuori un 8° posto che vale sempre qualcosa, anche se uno come lui vale sempre molto di più.

Sonny Colbrelli. 6. Deve restare nel vivo della corsa, e ci arriva vivo: tra i primi dieci. Missione compiuta.

Matteo TRENTIN. 6,5. Nel finale è tra i più pimpanti e reattivi di tutti. Poi entra in quel setaccio che porta in via Roma e alla fine riesce almeno a finire nella top ten. Non è poco.

Sacha MODOLO. 6. Perde Ulissi, coinvolto in una caduta sulla Cipressa, resta in corsa bene sul Poggio finché... cade, vittima di una sbandata che lo porta ad arrotarsi con Ponzi. Sfortunato.

Mirco MAESTRI. 8. Il neo-pro reggiano della Bardiani Csf si infila dentro alla fuga con altri dieci temerari. C’è da tenere vivo l’interesse con qualcosa che possa avere un senso di narrazione. Arrivano in riva al mare, con la consapevolezza di aver fatto la loro parte. Un bravo a tutti, in ordine sparso per chi non è andato a spasso: Gediminas Bagdonas (Ag2r La Mondiale), Serghei Tvetcov (Androni Sidermec), Jan Barta (Bora Argon 18), Adrian Hurek (CCC Sprandi Polkowice), Roger Kluge (IAM Cycling), Matteo Bono (Lampre Merida), Samuele Conti (Southeast Venezuela), Maarten Tjallingii (LottoNL Jumbo), Andrea Peron (Team Novo Nordisk) e Marco Coledan (Trek Segafredo).

Giovanni VISCONTI. 7. Rompe gli indugi tra sbadigli e corridori che cadono per terra come pere mature. Sulla Cipressa, quando mancano 23 km al traguardo, parte deciso dalle retrovie e viene seguito solo dal britannico Ian Stannard (7).

Daniel OSS. 7. Il rocker trentino della Bmc è protagonista di una bellissima azione lungo la discesa della Cipressa e con Fabio Sabatini (Etixx Quick Step) e Matteo Montaguti (Ag2r) si porta sulla coppia si testa Visconti-Stannard.

Mark CAVENDISH. 4. Non è in condizione e lo si vede, alla faccia di chi considera ancora la Sanremo una semplice corsa per velocisti. È per uomini veloci - quello sì, quello sempre - ma è per passiti veloci con grande condizione, con grandi dosi di resistenza, non solo con grandi ambizioni. Oggi, però, il ragazzo dell’Isola di Man è costretto ad arrendersi appena inizia la Cipressa: e si spegne la luce.

Andrea FEDI. 6,5. Pozzato lo manda in avanscoperta. Il ragazzo c’è e merita fiducia.

Vincenzo NIBALI. 6. Lo sapevamo noi e lo sapeva benissimo anche lui: in una Sanremo così asciutta, così assolata, così normale dove l’unica anomalia sono le continue cadute, il siciliano poteva fare ben poco. Lo fa in discesa, ma il suo attacco è telefonato. E gli altri rispondono. Al primo squillo.

Michal KWIATKOWSKI. 6,5. Ci prova prima di Nibali, con un allungo molto bello e molto efficace. In discesa poi fa davvero i numeri. Per andarlo a riprendere devono faticare non poco.

Jürgen ROELANDTS. 7. Osa come pochi, ed è lesto - ma anche fortunato - a chiamarsi fuori dalla caduta. Ottiene un terzo posto che è tanta roba.

Greg VAN AVERMAET. 6,5. Era tra i grandi favoriti della vigilia. È quello che meno delude, nonostante tutto.


Alexander KRISTOFF. 6. Nel finale convulso potrebbe fare molto di più e molto di meglio, visto chi è e cosa rappresenta per il ciclismo, ma in una volata così, dove tutti prendono rischi e sbandate, ci sono troppe ragioni per tutti per  recriminare. Anche per lui.

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COMMENTI
E Cancellara?
19 marzo 2016 20:06 LR
Mi interesserebbe anche il voto di Cancellara. Prestazione a due facce secondo me: da una parte era pronto a chiudere i buchi, ma dall'altra non attaccava (forse perché era troppo "braccato") e il suo mancato attacco ha condizionato la gara degli altri (Nibali, Pozzato, Sagan aspettavano lui).

Demare!!!
20 marzo 2016 12:37 Pinocchio
Caspita !!!!!Èhhh noo é vietato attaccarsi all ammiraglia non si fa così .. Dovevi rientrare con le tue forze ... Se era un italiano a farlo lo avrebbero ripreso da tutte le parti

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