ARU. «In Algarve le sensazioni giuste». GALLERY

PROFESSIONISTI | 22/02/2016 | 15:35
Fabio Aru è tornato dal Portogallo con il sorriso sulle labbra: «L'Algarve si è rivelata una gara molto bella e proficua. Cinque tappe impegnative e allenanti, come si dice in gergo. C'è stata tanta battaglia, ho potuto testarmi e sono soddisfatto delle risposte che ho avuto, così come del secondo posto alle spalle di Contador nella frazione di ieri. Alberto è un grande, è il mio idolo: abbiamo avuto modo di confrontarci sui programmi, ci siamo dati appuntamento al Catalogna e al Giro dei Paesi Baschi. Lui è un mito perché riesce ad essere sempre concentrato, vedrò di imitarlo e di far bene in Catalogna, per quello che sarà il mio prossimo test».

Il campione sardo della Astana ha incontrato la stampa a Sesto San Giovanni in occasione della consegna di una automobile personalizzata presso la sede di Sesto Autoveicoli: «È una Audi A6 TDI Ultra, una macchina sportiva, sicura e comoda: c'è spazio per le biciclette... D'altronde non sono amante delle auto da corsa, preferisco la comodità. E mi inogoglisce il simbolo del cavaliere dei quattro mori che campeggia sulle fiancate: lo sento mio e mi fa piacere mostrarlo. E a proposito di quattro, su quest'auto ci sono i quattro cerchi del logo Audi, ne manca uno per il sogno olimpico...: farò di tutto per trasformare questo sogno in realtà».

Poi si torna a parlare di ciclismo: «Mai come quest'anno i grandi sono partiti subito forte: ho sempre pensato che i campioni debbano cercare di essere protagonisti lungo tutto l'arco della stagione e mi sembra che ci stiamo riuscendo. Io adesso mi riposo qualche giorno, poi andrò ad allenarmi a Tenerife prima di rientrare, come detto, in Catalogna e proseguire la mia strada verso il Tour de France».


a cura della redazione di tuttobiciweb.it
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