PROFESSIONISTI | 08/02/2016 | 11:27 Ieri sul podio è salito Francesco Gavazzi, secondo a Donoratico; oggi ci salgono tutti, i corridori della Androni Sidermec, per la presentazione ufficiale del team. Franco Pellizotti e Francesco Chicchi sono i corridori più esperti e quotati di una squadra che allinea Marco Bandiera, Marco Benfatto, Egan Bernal, Giorgio Cecchinel, Tiziano Dall'Antonia, Marco Frapporti, Francesco Gavazzi, Alberto Nardin, Luca Pacioni, Daniele Ratto, Mirko Selvaggi, Alessio Taliani, Rodolfo Torres, Serghei Tvetcov e Davide Viganò. Unico assente, Rodolfo Torres che, dopo le buone prestazioni al Tour de San Luis, è rientrato in Colombia per partecipare ai campionati nazionali che si svolgeranno nel prossimo fine settimana.
Una presentazione allegra con un filo di tristezza, perché la mancata convocazione per il Giro d'Italia aleggia su tutta la manifestazione. È Alessandro Fabretti, caporedattore di RaiSport, a presentare un team che quest'anno ha scelto una via molto italiana. E proprio Fabretti apre la presentazione chiamando Savio a parlare proprio della mancata partecipazione al Giro d'Italia. «Intendo rinnovare i complimenti ai ragazzi che hanno partecipato a San Luis e poi a coloro che hanno corso ieri a Donoratico - spiega Gianni Savio -: poche ore prima della cronosquadre in Argentina abbiamo avuto la notizia della mancata convocazione. Ho parlato ai ragazzi insieme a Giovanni Ellena, ho chiesto loro di fare una grande crono e siamo arrivati all'ottavo posto. I ragazzi hanno capito e reagito. Amarezza e delusione le abbiamo messe subito da parte, come nostra abitudine. Torniamo alla Tirreno-Adriatico, che abbiamo vinto in passato con Michele Scarponi, e parteciperemo alla Sanremo, correremo in tanti Paesi del mondo e lo faremo con l'obiettivo di essere protagonisti sempre».
E ancora: «Mi ha fatto piacere ricevere la solidarietà di tanti tifosi sui social, sui siti e sulle strade. Grazie ai nostri sponsor - che ci hanno sostenuto anche alla luce del fatto che il Venezuela non ha ancora onorato il suo contratto con noi per il 2014 - abbiamo trovato la forza di continuare a batterci su tutti i terreni». Enzo Ghigo, presidente della Lega Professionisti, aggiunge: «Porto innanzitutto il saluto del presidente federale Di Rocco. Come Lega cerchiamo di tenere in alto il movimento ciclistico italiano che resta uno dei più riconosciuti del mondo. Mi fa piacere sottolineare come Gianni abbia subito guardato avanti senza scendere sul campo delle sterili polemiche. Anch'io sento di dover ringraziare gli sponsor che sono italiani e in gran parte piemontesi, il che mi fa davvero piacere sul piano personale».
Pino Buda, patron Sidermec, porta la sua carica di energia: «Sento il dovere di impegnarmi e di partecipare a questa avventura. Questo per me è il trentacinquesimo anno di sponsorizzazione che faccio, purtroppo lo Stato ci vessa invece di aiutare questo nostro impegno». E nella tradizionale poesia che il simpatico imprenditore romagnolo ha dedicato alla squadra, il messaggio è chiaro: «Siate onesti, pensate alla maglia che indossate e alle aziende che investono su di voi. Potete raggiungere grandi risultati e reagire alla mancata wildcard per il Giro».
E finalmente si entra sul piano tecnico: «Abbiamo allestito una squadra omogenea - spiega Gianni Savio - che ha le caratteristiche per emergere su tutti i terreni. Abbiamo scalatori importanti, abbiamo un giovanissimo come Egan Bernal, che ha corso nella mtb nelle due ultime stagioni: io credo molto in lui e devo frenarlo per farlo crescere con calma. Abbiamo i velocisti guidati da Francesco Chicchi e atleti per le corse in linea come Francesco Gavazzi».
Parola a Giovanni Ellena: «Abbiamo corridori con caratteristiche simili, come Viganò, Gavazzi e Ratto, i ragazzi devono mostrarsi intelligenti. E già nei primi ritiri mi è piaciuto notare che si sia instaurato sin dal primo momento un ottimo rapporto tra i ragazzi. Bernal? Mi costringerà a rivedere il mio lavoro perché ha doti ma deve imparare davvero tutto, ci sarà molto da lavorare con lui. Pacioni? Per definizione è un velocista, ma secondo me può migliorare e diventare qualcosa di più».
BICI. «Per il secondo anno collaboriamo con Androni Sidermec - spiega Maurizio Canzi, direttore generale di Kuota -: una delle nostre missioni è quella di mettere i ragazzi nelle condizioni ideali per fare il loro lavoro al massimo livello. Abbiamo accolto la richiesta della squadra di fornire i misuratori di potenza, siamo riusciti ad incrementare la qualità del prodotto grazie anche alla collaborazione di fornitori come DedaElementi e Vittoria».
MAGLIA. «Abbiamo iniziato una bella collaborazione con il team Androni Sidermec - spiega Giovanni Alborghetti, titolare del Maglificio Rosti -, ci hanno manifestato subito l aloro soddisfazione e speriamo di continuare ad offrire loro un prodpotto all'altezza della sitiuazione».
CHICCHI. «In Androni Sidermec ho trovato una grande famiglia e spero di continuare a vincere con questa maglia, quest'annio e magari anche l'anno prossimo, perché il mancato invito al Giro d'Italia mi ha fatto venire voglia di continuare...».
TALIANI. «Mi aspetto un salto di qualità e soprattutto una maggiore costranza di rendimento. Voglio dimostrare le mie doti di scalatore, soprattutto nelle corse estive che sono quelle più adatte a me».
GAVAZZI. «L'obiettivo è quello di tornare alla vittoria che mi manca ormai da tre anni. Ieri la squadra è stata fantastica, purtroppo ho sbagliato io a fare la volata, ma vogliamo riprovarci sin da domenica a Liagueglia».
RATTO. «Per me sarà un anno decisivo: è il sesto anno e ho raccolto poco finora. Spero di poter dare il mio contribiuto perché secondo me siamo la squadra italiana più forte». E Gianni Savio, sorridendo, annuisce: «Credo che Daniele abbia ragione...».
SELVAGGI. «È il mio primo anno in Italia dopo otto anni di corse all'estero, quindi sono determinato a cercare di fare bene, affrontando un calendario nuovo. Voglio contribuire alla crescita e al successo di questa squadra».
PELLIZOTTI. «Sono felice di esser ancora qua e non nascondo che mi dispiace non poter affrontare il Giro. E chissà che come Chicchi anch'io non decida di correre un altro anno. Dovunque andremo cercheremo di affrontare le corse e speriamo che anche al Giro dispiaccia di non avere al via una squadra come la Androni Sidermec. Obiettivi? Il Giro del Trentino può essere una chiave di volta della nostra stagione, anche in chiave Coppa Italia».
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