TUTTOBICI | 08/02/2016 | 07:56 NO LOGO. Spero proprio che la bicicletta possa essere insignita di Nobel per la pace. Spero proprio che la campagna “Bike the Nobel” lanciata dal programma di Rai Radio2 “Caterpillar”, che in seguito a una raccolta firme arrivata in tutto il mondo possa andare a buon fine per un buon fine. La scelta del programma è stata quella di affidare alla bravissima Paola Gianotti la consegna delle adesioni raccolte. Duemila chilometri, da Milano fino a Oslo in bici. Tappa dopo tappa. Città dopo città, Paola ce l'ha fatta, è arrivata con le sue firme e il suo entusiasmo. Un gesto semplice, ma carico di significati. Andare in bicicletta da Milano a Oslo è stato un atto di rispetto per l’ambiente; un gesto di pace verso la comunità. Paola - che è seguita e incitata anche da noi di tuttobiciweb e alla partenza di Milano è stata anche personalmente accompagnata dal nostro Marco Pastonesi - è giunta a destinazione come da programma: ora dobbiamo solo pazientare e attendere di sapere se questo magnifico mezzo di locomozione, pensato e disegnato da Leonardo, sarà o meno insignito da questo immenso riconoscimento. Insomma, viva la bicicletta, viva Carterpillar e viva Paola. Detto questo, una piccola tiratina di orecchi alla Gianotti e a chi ha reso possibile questo progetto mi tocca. Nessuno come il sottoscritto sa che per vivere occorre avere sponsor. Anche Paola, per questa nobile causa verso il Nobel, ha bisogno di sostegno e non solo morale. Quindi me ne guardo bene dal dire che questa iniziativa doveva restare lontano dalle sponsorizzazioni, difatti non lo dico. Ma pedalare verso il Nobel con una bici Cinelli, l’ho trovato una caduta di stile. Almeno la bicicletta doveva restare inviolata. Sulla maglia poteva anche starci il mitico marchio Cinelli dell’amico Antonio Colombo, ma visto che si pedala per far ottenere alla bicicletta, a tutte le biciclette della terra, un simbolico premio Nobel era il caso di pedalare verso Oslo con una bicicletta anonima: no logo per tutti i loghi in tutti i luoghi. È vero, la causa vale molto di più di una caduta di stile, ma di caduta si è trattato. LA PROSSIMA VUELTA. Il Giro d’Italia superato dalla Vuelta? Sotto l’aspetto organizzativo neanche per sogno, sotto quello sportivo anche. Se un anno fa sulle nostre strade Contador si è trovato a dover lottare solo e soltanto contro un malandato Aru, che in pratica ha di fatto bloccato Mikel Landa, rivelatosi il vero antagonista dello spagnolo, quest’anno la musica si preannuncia diametralmente opposta. Nibali, che punta al grande bis rosa, dovrà fare i conti con diverse gatte da pelare, ad incominciare proprio da Landa, che al Giro verrà con una maglia nuova - quella del Team Sky - e nuovi obiettivi. Per proseguire con Valverde, Uran, Majka, Dumoulin, tanto per citarne solo alcuni. Insomma, il cast quest’anno c’è ed è di assoluto valore. La sfida non sarà né scontata né tantomeno banale. Per la Vuelta, che avrà tra gli zebedei anche le olimpiadi di Rio, sarà per la prossima volta.
IL GIOCATTOLO SI È ROTTO. Mi spiace tantissimo che l’Androni Giocattoli Sidermec di Gianni Savio sia rimasta fuori dal Giro. Mi spiace perché Savio è uno di noi, un veterano del nostro sport, un uomo che per il ciclismo ha fatto tanto e sono convinto che possa fare ancora molto. Mi spiace per l’amico Mario Androni, persona mite e riservata, che ama questo sport in maniera incondizionata, con disincanto e la purezza di un bimbo. Certo, non fa beneficienza, crede in quello che fa e ha sempre pensato che il ciclismo fosse e sia uno sport molto buono per farsi conoscere nel mondo a prezzi ragionevoli. Però anche lui si aspettava qualcosa di più. Pensava di valere una “wild card” per il Giro. Era certo che la serietà e il rigore potessero pagare. Pensava fossero un valore. Si sbagliava. In molti si sono scagliati contro Mauro Vegni, il direttore della “corsa rosa” al quale è spettato il delicato compito di fare delle scelte e sappiamo benissimo tutti che quando si è chiamati a scegliere… Molti appassionati hanno mosso appunti sull’opportunità o meno di chiamare la Southeast, vincitrice sì della Coppa Italia, ma - come recita il regolamento - con il diritto di correre la corsa rosa solo e soltanto a condizione che non ci siano problemi di tipo etico, economico e fianziario. Rcs Sport ha sempre l’ultima parola, e se è vero come è vero che l’Androni ha avuto due casi di positività, è altrettanto vero che anche la squadra di Citracca ne ha avuto uno: Carretero. E se vogliamo dirla tutta, dovremmo anche sottolineare il fatto che negli ultimi tre anni di casi ce ne sono stati diversi: da Mauro Santambrogio a Danilo Di Luca passando per Matteo Rabottini. In più, quel Venezuela insolvente che dalle maglie dell’Androni è passato su quelle della Southeast. Chi è stato beffato e per questo ha denunciato il fatto a tutti gli organi competenti (Uci e Cio) è stato punito, chi ha preso in carico questa sponsorizzazione non ha patito alcun tipo di contraccolpo. Infine, all'Androni, squadra affiliata in Italia, come Bardiani e Nippo Vini Fantini, è stato preferito un team che per l'ennesima volta ha cambiato società di gestione dall'Italia è tornato all'estero: in Irlanda. Sia ben chiaro, sono contento per Citracca, ma vorrei dire che il problema non è Mauro Vegni, bensì l'Unione Ciclistica Internazionale. C’è un organo che è deputato a controllare e valutare ogni singola squadra. C’è una società come la Ernest Young che quando vuole spacca il capello in due e in passato l’ha fatto senza reticenze. Qui ci troviamo di fronte ad uno sponsor insolvente e nessuno sente il dovere di proferire verbo. In questo caso il team di Citracca ha avuto senza colpo ferire la sua bella licenza. Di Carretero non sappiamo più nulla, della questione Venezuela a quanto pare interessa poco più di niente, quindi per quale ragione Mauro Vegni avrebbe dovuto lasciarli alla porta? La Southeast a tutti gli effetti è in regola. Per i signori dell’Uci non c’è nulla di anomalo o irregolare. Quindi ha forse ragione Mario Androni: il giocattolo si è rotto. E temiamo di sapere anche chi è stato.
Pier Augusto Stagi, editoriale da tuttoBICI di febbraio
E' proprio vero, quì un team serio è stato trattato a pesci in faccia e si sono calpestate una montagna di regole, soprattutto quelle del buon senso. Io non sono neanche per perdonare troppo RCS e Vegni (Androni lo fa per non creare grossi problemi futuri a Savio), tutti gli attori devono tenere un comportamento chiaro ed inequivocabile ed i gesti di cannibalismo sugli sponsor, non sono belli ma ci possono pure stare, quello che non ci può stare è che si ritenga affidabile il contratto di sponsorizzazione che fa riferimento ad uno sponsor inadempiente. Ma in che mondo viviamo? Pensiamo di poter attirare così nuovi sponsor nel ciclismo italiano? La FCI che posizione prende in tutto questo casino?
Signori, se non si cambia si muore e non ne beneficerà nessuno!
8 febbraio 2016 11:13BARRUSCOTTO
SIAMO NEL PAESE DELLE POLEMICHE CHIUNQUE RESTA FUORI NATURALMENTE GLI DISPIACE AELLE GARE WORLD TOUR DEVONO PARTECIPARE SOLO I TEAM WORLD TOUR SE VOGLIAMO FARE UN CICLISMO D'ELITE LE PROFESSIONAL DEVONO FARE UN BEL CALENDARIO PROFESSIONAL COME NEL CALCIO TUTTE VORREBBERO FARE LA SERIE A MA C'E ANCHE LA B
androni
8 febbraio 2016 11:16baro
MANDII essendo un appassionato mi dispiace moltissimo che sia rimasta fuori L ANDRONI GIOCATTOLI non solo perche ci sono dei miei compaesani che corrono per qesto team. E" una cosa vergognosa che rispetta la situazione politica del momento. le squadre italiane minori all estero sono tagliate fuori dai giochi e in italia sono privilegiati i team stranieri anziche qulli italiani ... BENE AVANTI COSI E POI CI LAMENTIAMO CHE NON CI SONO SPONSOR ..!!!!!
"Strano" questo articolo
8 febbraio 2016 18:16Fra74
del Dott. STAGI, sta a vedere che se UNO viene sollecitato, poi risponde a TEMA. Solo che il Dott. STAGI, il suo compitino lo assolve con un voto da 6-, eh già, perchè il Dott. Stagi non "affonda il colpo", si limita ad analizzare, superficialmente, la situazione, ma non domanda nè si pone l'interrogativo se il GIOCATTOLO è un GIOCO ancora SPORTIVO o se è uno STRUMENTO ECONOMICO? Più la seconda, dato che ha un certo risalto, una copertura mediatica e tanti RAPPORTI PERSONALI di un certo spessore.
Il Dott. Stagi non va a chiedere al Dott. Mauro Vegni l'importanza di certi inviti e di nuovi mercati! Perchè? Ecco, questa è la domanda che manca, Dott. Stagi, questo è il punto INTERROGATIVO. Perchè RCS ha premiato realtà ECONOMICHE più che l'aspetto SPORTIVO? Perchè il Giro è più importante, a livello economico della Vuelta, si, ma non a livello sportivo? Dott. Stagi, potrebbe osare di più, ma si limita. Voto 6-. Riprovi. Andrà meglio. E non aggiusti il GIOCATOLLO. Non ci riuscirà nemmeno Lei.
Francesco Conti-Jesi (AN).
Gianni Savio deve essere invitato per forza al Giro!
8 febbraio 2016 19:59pietrogiuliani
Intanto vorrei fare un plauso a Stagi che è stato l’unico giornalista serio che ha avuto il coraggio di parlare apertamente di questa situazione davvero paradossale. Io credo che il Team Androni meriti un posto al Giro. Questo dovrebbe essere un sacrosanto diritto per una squadra di questo calibro. La storia di Gianni Savio infatti parla da sola. Solo pochi altri come Reverberi e Fanini (che comunque da anni ha visto bene di allestire un team Continental) hanno oggi una così importante e longeva tradizione. Però al suo posto invitano altri team con qualità minori e zero personalità. In questo modo sarà sempre più difficile vedere squadre professional italiane…quindi che senso ha andare avanti e spendere un sacco di soldi se poi non si è più tutelati da certe organizzazioni...a questo punto meglio davvero affiliarsi come continental.
Quanti i peccati 2015
8 febbraio 2016 21:17pagnonce
Purtroppo i beccati 2015 sono stati più di uno.Meditate e controllate vol addetti ai lavori.Solo con precisione si può eliminare una esclusione.
8 febbraio 2016 21:26IngZanatta
Io non trovo scandaloso che sia stata scelta la Southeast anzichè la Androni, piuttosto che sia stata invitata la Gazprom, assolutamente priva di corridori di spicco, a parte l'acquisto dell'ultima ora, Kolobnev, comunque macchiato anche lui da squalifica in passato.
Tutto secondo pronostico
9 febbraio 2016 00:42paciacca
Caro Dottor Stagi non mi aspettavo che Lei scrivesse altro.
Mi scusi se sono sincero...... ma che fosse di parte si era capito da tempo! Che lei avesse una simpatia per una squadra ed antipatia per un’altra lo sapevano anche i muri!
Fin qui tutto normale, nessuno glielo impedisce, anche se nelle vesti di direttore di una rivista specializzata dovrebbe essere superparte. Non entro nella vicenda sponsor perché credo che nessuno ( interessati a parte ) sappia le cose come veramente stanno!
Lei parla di Doping , ma dice mezze verità. Le cose diciamole complete ,non le mezze verità o quello che fa comodo a supportare le nostre tesi. Una domanda ma Carlos Galviz fino al 31 dicembre 2015 con chi era tesserato????? Lei fa i nomi del passato. Bene, le faccio una seconda domanda . Si ricorda la classifica del Campionato Italiano 2015?? Se non erro è stato squalificato un atleta che , guarda caso, se non erro tre anni orsono era stato squalificato per aver saltato per un "disguido" un controllo a sorpresa. Poverino dicevan tutti…. Rientrato e preso. Qualche dubbio allora viene...... Si ricorda il nome di questo atleta e che maglia vestiva all’epoca.
Noi tifosi possiamo anche essere partigiani…… gli addetti ai lavoro un po’ meno……
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