CICLISTI PUFFI. Colpa delle magliette cinesi

SOCIETA' | 03/01/2016 | 20:57
In principio, la paura: quelle strane macchie blu sul petto hanno fatto subito pensare ad una strana malattia, una di quelle sconosciute ai più.
Vedersi il torace colorato con una strana sostanza blu dopo una pedalata sulle Murge, nella Foresta Mercadante, non è certo stata una sorpresa gradita per due ciclisti baresi.

Poi, i consigli. Qualche familiare ha suggerito che il fatto poteva essere un fenomeno legato all’ossigenazione, oppure l’effetto di un pesticida inalato durante la passeggiata nei boschi. Altri hanno scelto strade più fantasiose...

Quindi la decisione. Il fatto è che le macchie blu di sparire proprio non ne volevano sapere e allora l’unica soluzione è stata quella di recarsi al Pronto soccorso del Policlinico di Bari, dove sono stati accettati forse con codice bianco o verde.
I medici li hanno visitati per capire quelle macchie da cosa potevano essere state causate e di quale malattia rara i due ciclisti fossero affetti.

Ed ecco la verità. Alla fine c’è voluto l’intervento di un tossicologo dell’Università di Bari per svelare l’arcano. I due ciclisti indossavano maglie blu di fabbricazione cinese (ancora da accertare se recavano il marchio CE) e chissà con quali sostanze chimiche vengono trattati i tessuti e quali effetti possono provocare sulla pelle... La sostanza, è stato accertato, non è nociva, ma provoca disturbi alla pelle.
Ed ora i “ciclisti puffi”, passato lo spavento, stanno decidendo se presentare denuncia.
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