LE STORIE DEL FIGIO. Odino, l'uomo del pari merito

STORIA | 15/12/2015 | 08:05
Ennio Odino, all’anagrafe Giuseppe Ennio Odino, è nato ad Alice di Gavi, in provincia d’Alessandria, l’8 giugno 1924. Di famiglia antifascista, partecipò alla Resistenza e fu l’unico sopravvissuto, un autentico “miracolato”, all’eccidio della Benedicta, località nel comune di Bosio, in provincia di Alessandria al limitare con quella di Genova, che causò la fucilazione di settantacinque partigiani. Odino si salvò perché ritenuto morto. Fu poi deportato a Mathausen e quella durissima esperienza l’ha raccontata nel suo libro, pubblicato nel 2008, “La mia corsa a tappe (N° 63783 a Mathausen)”. Era un tenace appassionato della bicicletta e dopo le terribili vicende belliche si dedicò con assiduità al ciclismo, conoscendo e divenendo amico, molto amico, di Fausto Coppi, quasi suo conterraneo, con il quale iniziò a collaborare anche aldilà delle corse, continuando altresì nel suo impegno per riaffermare i valori in cui credeva e che ha testimoniato nella Resistenza e nella solidarietà. Dopo l’esperienza ciclistica si trasferì a Bruxelles, dove sposò una signora belga e dal 1958 fu uno dei primi alti funzionari italiani della Commissione della Comunità Europea. Mantenne sempre con costanza i contatti con la sua terra d’origine tanto che, dopo la scomparsa avvenuta il 13 dicembre 2014, le sue ceneri sono nel cimitero di Tagliolo Monferrato (Alessandria), comune che gli conferì la cittadinanza onoraria. Il Giro d’Appennino l’ha ricordato e onorato in varie ricorrenze negli anni.

Torniamo al ciclismo, alle corse, dopo la premessa per inquadrare il personaggio e riportiamo il suo, invero scarno, palmarès ciclistico che lo visto gareggiare, quale “indipendente”, nel 1949 nella squadra dell’Enal Ansaldo Genova, nel 1950  con la S.C. Dall’Orso Genova e, nel 1951, sempre nella medesima formazione, fu accreditato di un 8^  posto p.m. (pari merito) nella Milano-Modena, 27^ p.m. nel Giro del Lazio, 52^ p.m. nel campionato italiano, 52^ nel Giro di Lombardia.

Una digressione è utile per specificare che nel passato, fino all’avvento del fotofinish, la formula pari merito era ricorrente negli ordini d’arrivo quando il giudice d’arrivo non era in grado di fissare l’esatta posizione di passaggio sulla linea del traguardo. Si tendeva a privilegiare l’individuazione della posizione che rientrava nei premi, di solito i primi quindici o venticinque, a seconda delle categorie, quando ci si riusciva e poi, per il resto, via con i p.m., magari seguendo l’ordine d’iscrizione.

Nel 1952 è tesserato come professionista, nella Bianchi ed è 9^, sempre p.m., nel Giro del Lago Lemano, 10^ nella Milano-Vignola, 37^ p.m. nella Milano-Sanremo e 41^ nel Giro dell’Appennino, per Odino è la corsa di casa.
Giuseppe Ennio Odino ci ha ricordato un episodio che il grande giornalista Mario Fossati raccontava in cerchie ristrette, quasi “off record”, con dovizia di particolari, emblematico dell’epoca.
 
Vigilia della Milano-Sanremo 1952, redazione della Gazzetta dello Sport nel palazzotto di Via Galilei, direttore l’avvocato Giuseppe Ambrosini. La redazione ciclismo, con i responsabili, esamina gli iscritti alla classicissima d’apertura. Allora era prassi che gli iscritti fossero, diciamo “vagliati”, dagli specialisti della redazione ciclismo che riferivano ad Ambrosini. Nell’elenco Bianchi figura Odino fra i partenti. I “titoli ciclistici” di Odino agli occhi critici degli esperti in materia della “rosea” non appaiono tali da fare meritare l’assegnazione del numero alla punzonatura a Odino e scaturisce la decisione d’informare la Bianchi affinché provvedesse alla sua sostituzione. Mario Fossati, all’epoca giovane giornalista della Gazzetta, non sempre riferiva nomi e cognomi degli “attori” della vicenda. I dirigenti Bianchi furono avvertiti degli intendimenti. Fausto Coppi e la squadra erano al solito albergo, l’Andreola di via Scarlatti, vicino alla stazione Centrale e la linea telefonica con via Galilei divenne ben presto rovente.
Coppi fa riferire, per contro, che la notizia è: “Coppi non corre la Sanremo”.

La distanza fra via Galilei e via Scarlatti non è molta, un chilometro e mezzo, non di più, e c’è un andirivieni di vari “ambasciatori” delle due parti in causa. La conclusione, in estrema sintesi, fu che Odino prese il via. Vincitore fu un corridore della Bianchi, il potente pistoiese Loretto Petrucci, non proprio un “poulain” del capitano Fausto Coppi, davanti al romagnolo Giuseppe “Pipaza” Minardi.
In via Roma Giuseppe Ennio Odino fu classificato, come già riferito, 37° p.m. – Una costante il pari merito nel suo ciclismo come il merito, senza altre indicazioni, nella sua vita.

Giuseppe Figini

Copyright © TBW
COMMENTI
bravissimo Beppe!!!
15 dicembre 2015 11:27 canepari
ricordi sempre le "seconde" e a volte anche le "terze" linee.... Anche loro hanno scritto la storia e la leggenda del nostro sport.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Colpo di scena al termine della prova donne elite dei Campionati Europei di Ciclocross. Marie Schreiber, prima sul traguardo al termine di una tiratissima volata a due con la campionessa del mondo Lucinda Brand, è stata infatti retrocessa...


Aubin Sparfel si prende la corona continentale del Ciclocross. Il portacolori della Decathlon CMA-CGM Team ha conquistato il titolo europeo della categoria Under 23 al termine di una gara intensa e combattuta fino agli ultimi metri. Il talento francese...


Il Ristorante “La Casa dei Gelsi” di Cusinati di Rosà, in provincia di Vicenza, sarà domenica 8 novembre il meraviglioso scenario della 50^ edizione del Ritrovo delle Glorie del Ciclismo Triveneto voluto dall’Associazione che raccoglie i corridori appartenenti alle regioni...


Con la vittoria della belga Lentel Huys hanno preso il via a Zeddam, nei Paesi Bassi, i Campionati Europei di Ciclocross che si concluderanno nella giornata di domani. Il primo titolo continentale assegnato, quello riservato alla categoria donne juniores, è...


Restano in Emilia Romagna i modenesi dell’Ale CX Team che domenica 8 novembre saranno in gara a Casalecchio di Reno nel Bolognese. L’appuntamento è con la settima edizione della gara nazionale Ciclocross d’Autunno, valida come terza e penultima prova del...


Lutto tra le fila del ciclismo marchigiano. È arrivata la triste notizia della scomparsa di Emanuele Senzacqua: tesserato come giudice di gara nel 2006, ha ricoperto l'incarico di ispettore nazionale antidoping, fino a guidare come presidente la commissione regionale giudici...


Tadej Pogacar è il campione più forte del mondo, un dato questo che nessuno può mettere in dubbio. Ma quali sono i suoi valori? Quante ore dorme la notte durante un grande giro? Quanti sono i suoi battiti a riposo?Tutto...


Si sono sfidati molte volte nel corso della stagione e lo faranno ancora questa domenica. Li abbiamo visti confrontarsi alla Strade Bianche, al Tour de France, al GP de Montréal, ai Mondiali e poi a Il Lombardia: Paul Seixas e...


Correre in Italia per diventare un campione del ciclismo. È quello che accadde a Soren Lilholt, ciclista danese di tante belle speranze lanciato, come molti suoi connazionali, da Ivano Fanini. Per Lilholt il trasferimento in Toscana segnò un cambiamento radicale:...


Gulp! Mentre va in scena il Tour du Faso, decana (37ª edizioni) delle corse ciclistiche africane, l’indiscrezione offerta dal solitamente ben informato sito africarising riguarda il calendario del 2027. Già, perché si annuncia una sorprendente, salutare avanzata in termini di...


TBRADIO

-

00:00
00:00
SONDAGGIO
OSCAR TUTTOBICI 2026. SCEGLIETE IL MIGLIOR TECNICO ITALIANO DELL'ANNO
Dodici candidati, tocca a voi assegnare il Gran Premio Fondazione Iseni y Nervi





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra