MALAGUTI. «Io ci spero ancora, intanto studio»

PROFESSIONISTI | 04/12/2015 | 08:22
Incontriamo Alessandro Malaguti, al termine di un allenamento con gli amici "passatori" Montaguti e Belletti. Gnula al momento è senza contratto ma è fiducioso di poter trovare il modo di continuare a correre perciò si sta allenando come ogni inverno in vista della prossima stagione.

Come stai?
«In attesa, aspetto, qualche porticina aperta è rimasta perciò continuo a lavorare, tenendo le dita incrociate. Sono rimasto fuori dalla Nippo Fantini De Rosa perchè ero uno dei pochi corridori in scadenza di contratto e l'idea della dirigenza era di rafforzare il team con innesti di peso. Il momento economico è quello che è, non ho recriminazioni e di questa formazione non posso che parlare bene. I tecnici sono sempre stati sinceri e onesti nei miei confronti, provo riconoscenza per tutto il gruppo. Sinceramente spero di indossare ancora la divisa blu arancio perché in questa squadra mi ci trovo benissimo e so che Giuliani sta facendo di tutto per aiutarmi».

Domanda retorica, ripensi mai alla tappa del Giro con arrivo a Forlì?
«Certo, per forza, ci passo tutti i giorni su quelle strade ma ormai è andata... Anche se avessi vinto forse mi troverei comunque in questa situazione, basta guardarsi attorno per capire che anche corridori più forti di me sono a spasso. Se uno come Santaromita è costretto ad emigrare in una continental degli Emirati Arabi e uno come Finetto è a piedi, non c'è da stupirsi di nulla. Io sono un buon gregario, ho dimostrato che il mio lavoro sto imparando a farlo bene, sono quello che ha corso di gran lunga di più della squadra (85 giorni di gara per lui nel 2015, ndr) e di solito si schiera chi è utile alla causa... A 29 anni da compiere penso di avere ancora margini di miglioramento, ma il momento è quello che è. Non ci resta che dire: si salvi chi può!».

E per chi non si salva...?
«La vita continua. La situazione di disagio in cui si trova lo sport è specchio di quanto succede più in generale nella nostra società. Il ciclismo vive di sponsor, se le aziende sono ferme non possiamo pretendere di vivere nell'agio, dobbiamo prenderne atto e venirci in contro per salvare il salvabile. Personalmente sono fiducioso che la mia avventura nel ciclismo non finirà a breve, ma nel dubbio mi sono iscritto alla facoltà di Scienze Motorie a Chieti, sto studiando perché un domani mi piacerebbe intraprendere la strada del preparatore e sono pronto a cogliere qualsiasi opportunità lavorativa arriverà. Per quanto riguarda la vita privata, vorrei sposare Marika l'anno prossimo. I progetti non mancano, ma prima di tutto vediamo come va a finire questa cosa. Resto in attesa».

Giulia De Maio
Copyright © TBW
COMMENTI
Un gran Signore.
4 dicembre 2015 16:38 Farnese
Se il team non riuscirà a tenerlo, sarà un grandissimo dolore per tutti ma, lo sarà soprattutto per il ciclismo che perde una persona meravigliosa.

Belle parole
4 dicembre 2015 20:41 IngZanatta
Bravo Alessandro, persona a modo, ti auguro di trovare una sistemazione per il 2016.

Bella intervista
5 dicembre 2015 03:04 true
I migliori auguri a Malaguti.
Complimenti per la decisione di studiare e per i commenti molto appropriati.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Igor ARRIETA. 10 e lode. Volete capire il ciclismo, la retorica di uno sport che è sostanza? Riguardate con calma sul “device” e sulla piattaforma che preferite questa tappa. Andatevela a rivedere, fatela vedere alle ragazzine e ai ragazzini che sognano...


Di sicuro la Lidl ha fatto bene i suoi calcoli, un teorema che niente e nessuno può smontare, me lo spiegano apertamente al mattino sul lungomare di Praia, “s'è deciso già a gennaio che in questo Giro avremmo corso per...


È il Giro dei sogni: ieri lo ha realizzato Giulio Ciccone, oggi è stata la volta di Igor Arrieta 23 anni, figlio d'arte con papà José Luis che è stato uno dei fedelissimi gregari di Miguel Indurain per tutta la...


Più forti della pioggia e delle scivolate. Igor Arrieta e Afonso Eulálio sono stati gli assoluti protagonisti della quinta tappa del Giro d'Italia: alla conclusione dei 203 chilometri che oggi hanno portato il gruppo da Praia a Mare a Potenza, l'alfiere...


Tim Merlier ha fatto valere la sua legge nella prima tappa del Tour de Hongrie, la Gyula - Békéscsabaappa di 143, 1 km. L’esperto velocista belga della Soudal Quick Step ha preceduto nell’ordine il colombiano Molano della UAE e il...


Sprint potente, implacabile, perfetto quello della britannica Cat Ferguson sul traguardo della Navarra Elite Classics, prova di categoria 1.PS del calendario femminile. Al termine di una corsa di 133, 4 km, la ventenne portacolori della Movistar - giunta al suo...


Fizik presenta oggi le nuove Ergolace 2, l'ultima evoluzione dell’iconica e più versatile scarpa off-road, un prodotto pensato per i ciclisti che vogliono spingersi oltre nelle avventure in sella. Ergolace 2 soddisfa i moderni ciclisti che praticano gravel e lo...


La Lidl Trek smentisce che Matteo Sobrero, dopo aver aiutato Gee West a rientrare da una foratura e Ciccone a prendere la maglia rosa, abbia lavato il pullman e tirato lo straccio nelle camere. Prima del via da Praia a...


Il velocista neerlandese Arvid de Kleijn è stato aggredito durante un allenamento in patria da parte di un gruppo di adolescenti, che lo hanno prima preso di mira a parole e quindi malmenato, lasciandolo senza sensi a terra e con...


Lotto Intermarché senza pace sulle strade del Giro. Quello che pareva essere un problema risolto, ci riferiamo al virus contratto da diversi corridori alla Famenne Ardenne Classic, sta invece mietendo vittime: dopo il ritiro forzato di Arnaud De Lie avvenuto...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024