SAN LUIS. Vuillermoz, voglia di crescere

PROFESSIONISTI | 03/12/2015 | 13:31
Al Tour de San Luis arriva “Pikachu”. No, nessun cartone animato giapponese, ma semplicemenet Alexis Vuillermoz, che questo soprannonem se ll porta sin da quando correva nel fuoristrada. Il vincitore dell’ottava tappa del Tour 2015, quella cocnlusasi sul Mur de Bretagne, sarà al via della corsa argentina guidando la AG2r che potrà contare anche su Peraud, Riblon, Jauregui, Domont, Bonnafond, Denz e Bidard.

Vuillermoz è uno dei tanti biker che hanno fatto strada: argento mondiale nel 2009 (la stessa gara in cui Sagan, più giovane di lui di due anni arrivò quarto) ha seguito le orme di corridori come Cadel Evans, Ryder Hesjedal, Jakob Fuglsang e del suo compagno di squadra Jean-Christophe Peraud. Il soprannome - Pikachu - gli venne dato per la violenza dei suoi attacchi e per il caschetto giallo che indossava sempre.

Nel 2013, il passaggio al ciclismo su strada con la Sojasun e pochi mesi dopo, ecco l’esordio al Tour de France: «Non avevo mai pedalato più di sette giorni di fila, mi mancava completamente l’esperienza per affrontare una corsa così importante, ma alla fine sono riuscito a concludere al 46esimo posto».
Conclusa l’esperienza del Team Sojasun, grazie al supporto di Daniele Germond - un benefattore che ha creduto in lui e pagato il suo stipendio - ha potuto correre per la Ag2r nel 2014 piazzandosi 11° al Giro d'Italia e  vinvcendo la tappa di Mende del Tour du Gévaudan Languedoc-Roussillon davanti a Thibaut Pinot.

Grazie al suo costante miglioramento, è stato in grado di battere i migliori corridori del plotone sul Mûr-de-Bretagne al 2015 Tour de France, dopo essere arrivato terzo sul Mur de Huy, dietro a Purito Rodriguez e a Froome. «Quella vittoria è il mio ricordo più bello della stagione passata», sottolinea.
Subito dopo il Tour, Vuillermoz ha vinto per distacco la preolimpica di Rio de Janeiro coronando una straordinaria performance della squadra nazionale francese: «I Giochi Olimpici significano molto per me, mi piacerebbe difendere i colori del mio paese: il percorso dovrebbe favorire gli scalatori, ma io non sono sicuramente l'unico che sogna di vincere il titolo».

E ancora: «Ho rinnovato il mio contratto con AG2R La Mondiale fino al 2018 e voglio continuare a migliorare: ho alle spalle tre sole stagioni di corse sulla strada, troppo poche in confronto ad altri corridori della mia età. Per questo so che posso ancora imparare e migliorare».
Al Tour de San Luis correrà per il secondo anno di fila: «Lo scorso anno ho finito undicesimo, purtroppo ho forato appena prima della salita di Cerro del Amago e ho perso molto tempo. Quest'anno ci saranno grandi opportunità per gli scalatori e spero di disputare una buona gara, ma non sarà facile perché ci saranno un sacco di atleti di livello mondiale. San Luis è una corsa eccezionale per iniziare la stagione, c’è un'organizzazione esperta e si torna poi in Europa con uan buona condizione».

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