Roberto Vigni sarà il direttore sportivo della Gazprom Colnago Rusvelo Under 23
Paolo Savoldelli
Sergei Outschakov del Team Katusha
Ernesto Colnago e Valentino Campagnolo
Con Colnago e Campagnolo c'è il presidente federale Di Rocco
Si accendono i riflettori sul nuovo team
Ecco i corridori
Presentate le maglie del team
L'industria italiana al servizio del ciclismo mondiale
Carlo Giorgi, Ernesto Colnago e Gianluca Cattaneo, resposabile marketing di DedaElementi
PROFESSIONISTI | 28/11/2015 | 18:25 «Perché Desenzano? Perchè l'Italia è il paese più ciclistico del mondo,
perché Desenzano è bella, perchè questa sera Desenzano è il centro del
mondo con un annuncio mondiale: Rusvelo divneterà Gazprom Colnago, due
marchi di assoluto valore mondiale». Inzia così la presentazione
mondiale di questo nuovo team che da Rusvelo si trasforma in Gazprom,
una delle aziende globali più conosciute nel mondo. Un marchio una
garanzia, anche a livello sportivo, visto che è uno dei main-sponsor
della Champions League.
«Amo da sempre il ciclismo, ho sognato
fin da ragazzino di poter avere una Colnago, questa sera corono il mio
sogno, varando una squadra che a me sta molto a cuore e che utilizzerà
le biciclette più desiderate del mondo», così Igor Makarov, il signor
Gazprom ha accolto con evidente commozione la bicicletta in dono
direttamente dalle mani di Ernesto Colnago. «Io non sono abituato a
parlare - ha detto il grande costruttore di Cambiago -, è dagli anni
Ottanta che lavoro sul mercato sovietico, sapete cosa ho fatto nel
ciclismo, ma soprattutto mi piace pensare che qualcosa in questo sport posso ancora fare a fianco di un amico fraterno come Igor Makarov».
Poi il maestro di Cambiago si lascia andare ai ricordi... «Ho cominciato ad avere rapporti con Mosca agli inizi degli anni Settanta – racconta Colnago con un pizzico di commozione mista a nostalgia -. I russi arrivarono con Kapitonov, il campione olimpico di Roma ’60, che con noi ha sempre avuto un feeling particolare. Ricordo che erano i primi anni in cui partecipavo a Fiere del settore con il nostro stand e quell’anno eravamo impegnati a Parigi. Arrivò, mi spiegò che aveva bisogno di me. Lo invitai a Cambiago e lui si presentò qualche settimana più tardi con alcuni funzionari dell’allora Federazione Sovietica. Toccarono con mano quello che facevamo e mettemmo giù l’intesa di collaborazione».
«Alle Olimpiadi di Mosca ’80 vincemmo l’oro proprio con la Russia (Yuri Kachirin, Oleg Logvin, Sergey Chelpakov, Anatoly Jarkin, ndr). Per quell’occasione realizzammo una bicicletta specialissima, con ruota anteriore del 26, forcella più bassa e manubrio aerodinamico a corna di bue. Ricordo che, grazie a quel successo, le nostre biciclette fecero il giro del mondo. Fu un passaggio molto importante, dal punto di vista tecnologico e di conseguenza anche commericiale».
In quegli anni l’URSS ha come atleta simbolo quello che molti indicano come l’Eddy Merckx dell’Est: Sergey Soukoruchenkov, figlio di contadini, spronato a da un fratello a dedicarsi al ciclismo (lui avrebbe voluto giocare al calcio) nato a Briansk il 22 agosto del 1956. «Souko», così viene benevolmente chiamato, tocca l’apice della sua popolarità all’Olimpiade moscovita non solo perché vince la medaglia d’oro della prova in linea su strada, ma per il modo in cui la conquista. Scattato fin dall’inizio taglia il traguardo dopo una fuga durata 125 chilometri, staccando di quasi 3 minuti il secondo classificato, il polacco Lang. L’eccezionalità dell’impresa del campione sovietico è sottolineata da tutti gli osservatori presenti ai Giochi di Mosca e desta ammirazione ed entusiasmo ben differenti a quelli che aveva suscitato, 20 anni prima, il tecnico di «Souko», Viktor Kapitonov.
Ma Ernesto Colnago è anche colui che mette la bicicletta sotto il sedere alla «perestroika». Caduto il Muro, Colnago intuisce subito la possibilità di creare la prima squadra professionistica dell’ex Unione Sovietica. È il 1989 e Colnago assieme a John Bruschi e Giovanni Giunco, dà vita alla Alfalum. «Mi dicono: Ernesto, pensaci tu – ricorda -. Ci penso un po’, mi guardo attorno, cerco di individuare qualche industriale disposto a credere a questo progetto con me e finalmente lo trovo. Un’azienda sammarinese produttrice di serramenti in alluminio che si trova a gestire la prima squadra ciclistica professionistica composta solo da atleti che fino a quel momento potevano solo essere dilettanti. L’operazione dal punto di vista mediatico fu a dir poco eccezionale. La squadra fu affidata a Primo Franchini. Dietro c’è la Sovintersport, braccio operativo del Ministero dello Sport. I corridori erano Piotr Ugrumov, Dmitri Konishev, Vladimir Pulnikov, Asiate Saitov, Andrei Tchmil, tutti soldati dell’Armata Rossa».
Poi dopo di loro arriverà Pavel Tonkov e poi in tempi più recenti Yaroslaw Popovich.
da Desenzano Pier Augusto Stagi
L'ORGANICO I 21 corridori in organico sono: Ildar Arslanov, Igor Boev, Artur Ershov,
Alexander Evtushenko, Segey Firsanov, Alexander Foliforov, Alexey
Kurbatov, Roman Kustadinchev, Roman Maikin, Artem Nych, Artem Ovechkin,
Ivan Savitskiy, Alexander Serov, Andrey Solomennikov y Mamyr Stash
(siguen); más Alexey Rybalkin, Evgeniy Shalunov, Kirill Sveshnikov,
Viktor Manakov, Sergey Nikoleav, Aydar Zakarin.
Non è una squadra italiana anzi simbolicamente rappresenta quanto stia facendo la nostra federazione per evitare il fallimento del nostro ciclismo professionistico, cioè ZERO
Per poter commentare i post devi esser registrato.
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.
Per Rachele Barbieri il 2026 sarà un anno pieno di sfide e cambiamenti. La 28enne velocista emiliana si è guadagnata sul campo la fiducia dei tecnici del Team Picnic PostNL e, nella sua terza stagione con la formazione dei Paesi...
Fine settimana tutto dedicato ai Campionati Italiani di ciclocross per l’Ale Colnago Team. Oggi e domani, domenica 11 gennaio in Brianza, il Gran Premio Mamma e Papà Guerciotti-Brugherio CX International, sarà valido come prova unica per l’assegnazione della maglia tricolore...
Dal 1967 URSUS progetta e produce in Italia componenti di alta qualità per ciclismo, con l’obiettivo di offrire prodotti affidabili, innovativi e costruiti per durare nel tempo. Con questo stesso spirito è nata la nuova gamma di ruote ad alte prestazioni, disponibile da...
Dopo Giulio Pellizzari, Alessandro Pinarello è il secondo corridore del “progetto giovani” della Bardiani a fare il salto nel WorldTour. Il trevigiano di Giavera del Montello lo sapeva già da più di un anno, dal momento che con la NSN...
Sarà capitato certamente anche a voi di avere due pastiglie che non lavorano simmetricamente, oppure vi sarò senza dubbio capitato che le pastiglie si avvicinassero, accidentalmente, magari in viaggio con le ruote rimosse dalla loro sede. In tutti questi casi...
Nel 2025 Lorena Wiebes è stata devastante, 25 vittorie, un dominio praticamente totale. Spietata, inarrivabile, ma soprattutto affamata di successi e capace di traghettare con sé un’intera squadra. La fuoriclasse olandese ha vinto la Milano-Sanremo, la maglia a punti al...
Il casco Cytal è una delle ultime novità POC ed è stato largamente apprezzato dai professionisti che lo hanno utilizzato durante la scorsa stagione. Abbiamo potuto testarlo e conoscerlo a fondo in un lungo test condotto in più stagioni e attraverso...
Potrebbe sembrare una barzelletta, ma non lo è in una nazione in cui il ciclismo è una fede, il primo sport, l'identità di una nazione. Wout Janssen, podologo di 23 anni di Rijkevorsel, a nord-est di Anversa, vicino al confine...
Jackson Medway, 21enne in forza alla squadra di sviluppo della Tudor, si è laureato campione australiano su strada nella categoria U23 tagliando in solitaria il traguardo di Perth, alla conclusione di 135 chilometri di gara. Il vincitore, nativo di Brisbane,...
Seff Van Kerckhove, 17enne vincitore del Giro della Lunigiana 2025 e medaglia di bronzo nella cronometro mondiale di Kigali, è stato investito da un’auto mentre si allenava sulle strade di casa in Belgio. A seguito dell’incidente il giovane atleta tesserato...