AIMEC. Rossi: Pene più severe dal 2016. E sul Tramadol...

DOPING | 20/11/2015 | 17:09
Uno dei primi interventi al convegno AIMEC che si sta svolgendo a Faenza è stato quello di Francesca Rossi, Direttore della CADF Commissione Antidoping del ciclismo Internazionale. In particolare il suo discorso ha riguardato le novità del Codice WADA per il 2016.
«L’aspetto retroattivo è sempre più importante, per questo si è deciso di conservare i campioni per dieci anni anziché per otto come avviene ora. Ci sarà anche un inasprimento delle pene: quattro anni invece che due, mentre oggi siamo a due estendibili a quattro. Cambieranno le cose anche per quanto riguarda le collaborazioni e gli sconti di pena: questi ultimi saranno importanti ma verranno applicati solo se le informazioni fornite serviranno alle indagini. Importante anche il concetto di estensione della complicità: bisogna capire chi aiuta chi e smascherarlo».

Francesca Rossi ha fatto sapere che la commissione antidoping di cui lei è direttore ha chiesto alla Wada di inserire il Tramadol tra i prodotti dopanti, ma la risposta è stata negativa. «Una statistica dice che nel ciclismo, se il tramadol fosse nella lista, ci sarebbero stati 675 casi, il 5,20% rispetto agli altri sport. Un’enormità. Secondo me c’è un chiaro abuso, ditemi se sbaglio», ha chiesto alla platea di Faenza gremita di medici. Silenzio in sala.
 
Il Tramadol è un farmaco oppioide antidolorifico, usato nello sport per allontanare la sensazione di dolore da fatica. In una intervista al Times un ex corridore britannico che ha fatto parte di uno dei team più attrezzati e in vista a livello mondiale, aveva sostenuto di averne fatto uso durante la sua militanza nella stagione 2010 e di aver visto altri compagni di squadra farne uso. «Mi rendeva euforico, ma anche molto concentrato. Allontana il dolore dalle gambe e tu puoi spingere davvero forte», ha sostenuto nell'intervista.

Anche il dottore della Lotto Soudal, Jan Mathieu, aveva lanciato l'allarme sull'uso di questa sostanza in gruppo, attribuendo ad essa la responsabilità delle tante, troppe cadute in gruppo durante le gare. Infatti provocherebbe vertigini e sonnolenza, dunque un allentamento dei riflessi come effetto collaterale.
 

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COMMENTI
Il Tramadol tra impieghi, effetti, limitazioni (e confusioni)
20 novembre 2015 18:00 Bartoli64
Mah, a mio avviso un'abuso di questo antidolorifico nel ciclismo (potrebbe) anche non esserci stato, questo perché i ciclisti sono molto più soggetti a rovinose - e dolorose - cadute rispetto ad atleti di altri sport e che quindi richiedono diversi trattamenti farmacologici, specialmente durante le corse a tappe.

Il problema, semmai, potrebbe essere posto sul fatto che il farmaco è a base oppiacea, e l'oppio - come la coca ed altre sostanze stupefacenti simili - è certamente da considerarsi una sostanza dopante.

D\'altro canto anche i farmaci ad azione anoressizzante contengono "anfe" (sostanza ad effetto dopante), ma questi il problema di non inserirli nella lista della WADA non si è posto proprio.

Curiose poi le dichiarazioni dell'ex corridore britannico e del medico della Lotto Soudal.

Per il primo il Tramadol ha un effetto euforizzante e ti dà maggior concentrazione, per il secondo è esattamente il contrario(!?)

Quando si dice la convergenza di idee e di pensiero...

Bartoli64

Partendo dall'inizio
21 novembre 2015 09:48 geo
Ci sono esperti di ogni tipo, per ogni sostanza: io, per debellare la mentalità del doping, partirei dall'inizio, ovvero dalle categorie giovanili: esordienti e allievi: se un atleta non sta bene, non deve correre! Niente certificati medici che giustificano l'uso di sostanze dopanti, se risulti positivo sei fuori! Chi è nell'ambiente del ciclismo giovanile sa che l'uso del doping, in alcuni atleti, pochi (spesso in coloro che vincono), c'è, anche se in maniera leggera. Non facciamo finta di non sentire e di non vedere!

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