ANDRONI. A marzo le udienze contro Appollonio e Taborre

GIUSTIZIA | 02/11/2015 | 09:02

Il Tribunale di Lucca ha fissato per il 18 marzo la prima udienza di trattazione della causa intentata da corridori, tecnici e personale dell’Androni-Sidermec contro Davide Appollonio, con il Dott. Giunti quale Giudice designato. La prima udienza della causa a carico di Fabio Taborre sarà invece il 22 marzo presso il Tribunale di Torino, con Giudice designato il Dott. Di Donato. Si tratta di una svolta storica nella lotta al doping, in quanto le due cause rappresentano, nella storia del ciclismo, la prima iniziativa giudiziaria intrapresa da tutti i componenti di una squadra contro due ex-atleti dello stesso team.


In riferimento al ricorso presentato alla UCI, il Team Manager Gianni Savio ha dichiarato: “Sconcertati per le motivazioni con cui la Commissione Disciplinare dell’UCI lo ha respinto, riepiloghiamo i fatti. Secondo il regolamento che l’UCI ha introdotto quest’anno, siamo stati sospesi dal 1 al 31 agosto a causa della positività dei corridori Appollonio e Taborre. Appellandoci all'art. 7.12.2, che prevede l’annullamento della sospensione se la squadra dimostra il mancato coinvolgimento di altri membri e l’applicazione delle necessarie misure preventive, siamo ricorsi contro questa misura per una questione di principio, in quanto noi stessi ci eravamo già auto-sospesi per trenta giorni, nel rispetto della normativa MPCC, il Movimento per il Ciclismo Credibile, al quale apparteniamo.


Riassumiamo qui le misure preventive adottate dalla nostra squadra:

- Abbiamo organizzato seminari antidoping nel corso dei quali i Dott. Vicini e Giorgi hanno illustrato gli aspetti medico-sportivi e l’Avv. Napoleone ha esposto la normativa giuridica che configura il doping quale reato penale.

- Abbiamo redatto un regolamento interno – sottoscritto da tutti i componenti del team davanti al Notaio Marvaso - che sottolinea il divieto di assumere qualsiasi medicinale, se non formalmente prescritto dal medico sociale Dott. Vicini, e che prevede anche una forte penale per eventuale coinvolgimento in casi di doping.

- Abbiamo richiesto e ottenuto da tutti i corridori la password per accedere al loro Passaporto biologico in modo che i nostri medici potessero costantemente monitorare i loro valori.

-  I nostri corridori hanno avuto l’assistenza costante dei Direttori sportivi - Ellena, Miodini, Canciani, Cheula – e degli Allenatori Lanfranco, i cui programmi di allenamento sono sempre stati concordati con gli atleti.

-   Tramite la piattaforma Selfloops, abbiamo costantemente monitorato le prestazioni dei nostri corridori che sono sempre risultate nella norma, anche per Appollonio e Taborre.

- Non abbiamo mai messo pressione ai corridori, ai quali abbiamo sempre richiesto serietà e impegno ma mai risultati ad ogni costo.

Siamo dunque convinti che, relativamente alle misure preventive per la lotta al doping, di più non avremmo potuto fare. Non a caso, anche la Commissione ha motivato ed evidenziato le misure descritte e ha rilevato che: "la decisione di respingere il ricorso non può essere interpretata come una constatazione che la squadra non avrebbe preso le misure ragionevolmente adeguate per evitare le violazioni". E ha aggiunto: "la decisione di respingere il ricorso non può essere interpretata come una constatazione di implicazione di uno o più membri della squadra ". Ciononostante, senza aver mosso alcuna accusa nei nostri confronti, la Commissione è arrivata ad una decisione difforme da quanto ci si sarebbe aspettati. In conclusione avremmo dovuto dimostrare l’indimostrabile!”.

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COMMENTI
UCI
2 novembre 2015 17:22 alex90
ma cosa deve fare per l'uci una squadra dove corridori e personale denunciano quei 2 corridori "CRIMINALI".nessuna squadra al mondo sta facendo quello che fa l'androni in materia di antidoping.anzi l'uci gli da ragione su tutto "MA" la punisce ugualmente,e questo vuol dire che se ritrova uno che fa come quei due scellerati avra' una punizione di sei mesi senza corse ,e vuol dire stagione chiusa anzitempo.corridori e personale a casa e quasi probabile chiusura della squadra.mi pare che l'uci usa mezze misure con altre le fa passare liscie e altre che combattono davvero il doping vanno punite anche se gli danno ragione.povera uci propio non vi capisco...................

DON ABBONDIO
2 novembre 2015 19:20 giusette
UCI come don abbondio: debole con i forti e forte con i deboli. Ma in questo caso ha trovato in Savio un osso davvero duro.

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