BOECKMANS. Kris torna a sorridere

PROFESSIONISTI | 12/10/2015 | 09:03
Kris Boeckmans comincia a vedere la luce in fondo al tunnel. Il belga della Lotto Soudal è tornato a parlare ad oltre 40 giorni di distanza dall'incidente occorsogli alla Vuelta. Ricordiamo che Kris aveva riportato varie fratture al volto, una forte commozione cerebrale e uno pneumotorace al polmone ed era rimasto in coma farmacologico per due settimane. A causa delle ovvie difficoltà di alimentazione aveva perso 15 chili, otto dei quali li ha già recuperati.

Ma il cammino per il recupero definitivo è ancora molto lungo. «Non ricordo nulla dei giorni precedenti l'incidente né della caduta stessa - spiega il corridore che attualmente sta seguendo un programma di fisioterapia -, ma nelle prime settimane ho fatto dei sogni strani. Tutti coloro che venivano a trovarmi in ospedale entravano nei miei sogni, è stato un periodo di grande confusione. E solo tre giorni dopo essere uscito dal coma farmacologico sono tornato ad essere pienamente cosciente».

E ancora: «Sono impegnato in un duro lavoro di riabilitazione, vado avanti con la politica dei piccoli passi. Il mio fisico sta cominciando a recuperare, ho ripreso otto dei 15 chili che avevo perso, ma gli interventi chirurgici che ho subito si fanno sentire. Ed è probabile che la prossima settimana io ne affronti un altro per rimuovere le viti dalla mascella perché mi danno fastidio. Se devo concentrarmi a lungo, accuso ancora dolori di testa piuttosto forti, sto lavorando anche per risolvere questo problema».

In questo panorama piuttosto complesso, la Lotto Soudal gli ha rinnovato il contratto per due anni. «Non ho mai pensato che la mia carriera potesse interrompersi, anzi all'inizio nemmeno mi sono reso conto della gravità della mia situazione. "Sono in ospedale, d'accordo, ma uscirò presto e tornerò un gruppo”, mi dicevo. Poi attraverso i racconti e le immagini, ho ricostruito e capito quel che è successo. Ma io resto un corridore e tornerò l'atleta che ero prima dell'incidente».

E quindi: «Impossibile fare piani per il rientro. Tre volte alla settimana la mia fidanzata mi accompagna al centro riabilitativo per svolgere i miei esercizi. La bici? Al massimo riesco a pedalare per cinque minuti, ma solo perché i medici vogliono che io mi riposi tra una seduta e l'altra di lavoro, attualmente sono recupero della forza e della stabilità le mie priorità».

Accanto a Kris sin dalla prima ora c'è il medico della Lotto Soudal, Servaas Binge: «Sono arrivato subito da lui, ricordo che era cosciente ma non riusciva a parlare perché era sotto shock. C'era tanto sangue attorno a  lui a causa delle lesioni al volto. Il medico della Vuelta ed io abbiamo concordato subito sul fatto che la soluzione migliore sarebbe stata il coma farmacologico: dopo un paio di giorni abbiamo interrotto la pratica, ma ci siamo accorti che Kris non assumeva da solo la necessaria quantità di ossigeno, quindi siamo tornati immediatamente al coma indotto per permettere ai suoi polmoni di recuperare la funzionalità normale. A preoccuparci tuttora è la commozione cerebrale: è stata molto forte e non è stata la prima per lui, quindi è importantissimo che non ecceda negli sforzi e che recuperi pian piano la sua piena efficienza, senza fretta».
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