PROFESSIONISTI | 27/08/2015 | 22:44 Lo aveva detto Claudio Corti: “Le prime giornate saranno per noi le più difficili, ma la nostra Vuelta inizierà con Sierra de Cazorla.” I suoi ragazzi del Team Colombia-Coldeportes
non hanno deluso all’appuntamento con la sesta tappa, Cordoba-Sierra de
Cazorla (200 km) sfoderando una prestazione tutta coraggio e
aggressività nella frazione che presentava il secondo arrivo in salita
di questa Vuelta. Non cambia il vincitore: privato della maglia di
leader per un solo secondo nella tappa di ieri, Esteban Chaves
(Orica-GreenEDGE) si è ripreso il simbolo del primato nella maniera più
eclatante, imponendosi solitario in cima all’Alto de Cazorla, ascesa di
4 km ma con punte fino al 15%.
A 5 secondi sono transitati sul
traguardo Daniel Martin (Cannondale-Garmin) e l’ex maglia rossa Tom
Dumoulin (Giant-Alpecin), ma del gruppo dei migliori di circa 30 unità
faceva parte anche Rodolfo Torres, giunto 27° a 20 secondi da Chaves. “Quella
di oggi era un’altra salita di potenza, non adattissima alle mie
caratteristiche, e ancora una volta al termine di una giornata resa dura
dal grande caldo. Proprio per questo, dimostrare di poter stare con i
più forti su questo traguardo è davvero importante per il morale,
soprattutto pensando all’arrivo in salita di domani,” ha commentato Rodolfo sull’arrivo, ancora con il fiatone dopo l’intensissimo sforzo finale.
Prima
di Torres, tuttavia, era stato un altro Escarabajo a mettersi in luce
sotto il cocente sole andaluso: quando infatti, dopo 50 km a ritmo
forsennato, 5 corridori sono riusciti a vincere la resistenza del
gruppo, Miguel Angel Rubiano non ha esitato un attimo a
lanciarsi in un inseguimento solitario difficile quanto spettacolare.
Davanti, Stephen Cummings (MTN-Qhubeka), Niki Terpstra
(Etixx-Quickstep), Cyril Gautier (Europcar), Peter Velits (BMC) e
Kristijan Durasek (Lampre-Merida) tiravano ad ottimo ritmo, costringendo
Rubiano a spingere a testa bassa, superando anche un contrattempo.
“Mi
stavo avvicinando, ero ormai a qualche centinaio di metri, quando in
una lunga curva a sinistra la bici mi è scivolata, e sono finito a
terra,” racconta Miguel, mostrando le escoriazioni sul braccio sinistro. “L’auto
medica mi ha ripulito le ferite, poi ho ripreso la mia rincorsa.
Davanti però non mi hanno reso la vita semplice: ogni volta che arrivavo
a 10 secondi alzavano di nuovo l’andatura. Alla fine però ho avuto la
meglio: dopo 10 km a tutta, sono riuscito a rientrare in zona
rifornimento.”
Con Gautier collocato in classifica a soli
3.10 dal leader, i fuggitivi non hanno trovato enorme spazio da parte
del gruppo condotto dalla Giant-Alpecin, e il loro margine si è ridotto
sotto il minuto a 20 km dal termine. Nonostante lo sforzo iniziale,
proprio Rubiano ha provato a rompere gli indugi a 15 km dalla
conclusione, trovando il contrattacco di Cummings. Il britannico è
rimasto al comando fino a 2,5 km dal termine, quando Esteban Chaves ha
lanciato un attacco deciso a cui nessun rivale di classifica ha saputo
rispondere. Il colombiano, ex Colombia-Coldeportes, conduce ora la
generale con 10 secondi su Dumoulin, mentre Rodolfo Torres è il migliore
degli Escarabajos in 31a piazza, a 3.43 da Chaves.
Anche se la
fuga non è andata in porto, la grinta di Rubiano è valsa tuttavia il
riconoscimento come corridore più combattivo di giornata: “Sono
contento di essermi guadagnato questo titolo, anche perché oggi ho dato
davvero il 100% in questa azione. Ma non mi fermo certo qui: domani
dovrò recuperare un po’, ma ho già in mente alcune tappe nelle quali
voglio riprovarci da lontano.”
Domani, venerdì, la strada
continua a salire, con il primo arrivo in alta montagna della Vuelta a
Espana: ad attendere i corridori sono 191 km da Jodar a La Alpujarra,
con i 19 km finali dell’Alto di Capileira (1a categoria) che metteranno
alla prova le ambizioni dei pretendenti alla Vuelta a Espana.
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