ERNESTO COLNAGO: «PER I FRENI A DISCO SARA' LA VUELTA BUONA»

TECNICA | 20/08/2015 | 12:01
È senza freni, nel senso che se c’è da parlare di bicicletta e dei freni a disco Ernesto Colnago non si tira indietro, nemmeno dal suo “buen retiro” di vacanza.
Per i freni a disco dovrebbe essere la Vuelta buona. Ernesto Colnago, il decano dei costruttori mondiali, l’artigiano che ha esplorato il mondo della bicicletta finendo per modificarlo ne è più che convinto. «Il futuro è senza ombra di dubbio dei freni a disco, su questo non ci sono dubbi. Noi siamo stati i primi a crederci tre anni fa, quando li lanciammo sul mercato lasciando il mondo a bocca aperta, adesso, dopo queste sperimentazioni, siamo prossimi ad un passaggio che definire epocale è poco. Si entrerà in una nuova frontiera per non tornare più indietro, come è giusto che sia».

Ernesto Colnago lo raggiungiamo telefonicamente a Cortina d’Ampezzo, dove sta trascorrendo gli ultimi giorni di vacanza con la sua Vincenzina e non si sottrae a qualche domanda su una rivoluzione tecnologica che sente profondamente sua.
«Ormai alla mia età non mi fa più effetto nulla, ho imparato a rispettare tutti ma mi piacerebbe anche che in certi momenti ci si ricordasse anche chi una parte di storia dell’evoluzione della bicicletta ha contribuito a scriverla. Nell’86, grazie agli ingegneri della Ferrari Engineering, fummo noi ad introdurre per primi il carbonio e oggi sembra  che ad inventarlo siano stati tutti. Stesso discorso per la forcella dritta. Bene, che piaccia o no anche i freni a disco sono usciti dalle nostre officine di Cambiago dopo mesi di ricerche e sperimentazioni in collaborazione con il Politecnico di Milano. Ancora oggi stiamo elaborando e innovando, grazie anche alla disponibilità di tester d’eccezione come Paolo Savoldelli, che in bicicletta è uno che ci sa andare e in discesa è sempre stato uno dei più abili tanto da portare spesso al limite il proprio mezzo meccanico».

Sabato scatta la Vuelta. La corsa spagnola rappresenta anche il secondo banco di prova - dopo l’Eneco Tour - per i freni a disco, componente per ora ammesso solo in via sperimentale dall’Uci. Pensa che si verificheranno meno cadute rispetto al passato?
«Intanto bisogna vedere quante squadre decideranno di utilizzarlo in una gara così importante, che per molti corridori è davvero un esame di riparazione. Dico solo che da un lato bisogna prenderci la mano, ma soprattutto con il bagnato la frenata è di gran lunga più sicura».

Molti meccanici dicono che la sostituzione della ruota in caso di foratura è un po’ troppo macchinoso…
«Tutto è diventato più macchinoso, anche con i freni tradizionali visto che sono stati introdotti da tempo due gancini di sicurezza anche nella forcella anteriore. Si cambierà la bici».

E il peso?
«Rispondo così: la sicurezza ha il suo peso».

Insomma, ci sono solo vantaggi…
«Io ne sono sicuro. Come ho già detto bisogna solo prenderci la mano e farci anche l’occhio. Se alla Vuelta saranno in tanti a usarli, sarà interessante vedere come si comporteranno  in discesa i corridori che monteranno i freni tradizionali rispetto a quelli che adotteranno i freni a disco. Ci saranno corridori che potranno osare di più e di conseguenza ritardare la frenata, arrivare ad una staccata molto più ritardata, mentre quelli che avranno i tradizionali dovranno fare attenzione anche a chi avranno davanti e tenere gli occhi bene aperti: hanno freni tradizionali o a disco? Cambia tutto. Il rischio è quello di tamponarli. Ma è solo questione di tempo, il futuro è segnato. Questa sarà la Vuelta buona».
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COMMENTI
UNO SFORZO CICLOPICO
20 agosto 2015 15:15 jaguar
Innovare è difficile perchè la ricerca è difficile e ci vuole gente geniale.....ma quando arrivano le novità innovative c'è sempre una critica negativa..... per certa gente per esempio "i verdi"dovremmo ritornare all'era della pietra tutto il progresso per loro è negativo....sui freni a disco non ho dubbi sono più efficaci ma vedrete che fatica prima di convincere una società ferma sulle proprie posizioni (vedi i sindacati!!!!!!)

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