CONTROLLORI CONTROLLATI

TUTTOBICI | 12/07/2015 | 07:34
Ho aspettato qualche mese, per vedere la piega che avrebbe preso questa «svolta epocale», per usare le parole del presidente del Coni Giovanni Malagò. Ho aspettato che passasse il Giro d’Italia e, se non ve ne siete accorti voi, ve lo posso dire io: tutto è filato liscio. Dopo anni di terrore e terrorismo, si è passati alla calma piatta. Sia ben chiaro, non sono qui a rimpiangere i brutti tempi andati, i blitz continui dei Nas che mettevano a soqquadro la corsa più importante del Paese, ma qualcosa è cambiato e proprio perché qualcosa è cambiato è bene dirlo. Il mio sospetto è che fin quando si andava a toccare solo il ciclismo, andava bene a tutti, o meglio, andava bene al potere che gestisce lo sport italiano. Quando poi hanno pizzicato Alex Schwazer, atleta di Stato a tutto tondo, si è pensato bene di porre rimedio affinché certe cose non accadano più. Si spiega solo così la scelta di Malagò di fare un’intesa tra il Coni e i Nas. Una scelta che ha fatto gridare allo scandalo anche Sandro Donati, uno dei massimi esperti mondiali della lotta al doping. Un’intesa, quella tra Coni e Nas, che suona sospetta, come una dicotomia. Un po’ come se Confindustria decidesse di assumere degli ispettori del lavoro per fare i controlli nelle proprie aziende.

MICHELE. O si liberalizza o si regolamenta. O c’è la libertà di esercitare una professione o non c’è per nessuno: basta mettersi d’accordo. Per fare il direttore sportivo, il massaggiatore, il medico, il procuratore e via elencando devi fare una scuola, sostenere dei corsi di aggiornamento e avere il fatidico pezzo di carta in tasca. Per fare il preparatore no. Questo argomento è tornato di brutale attualità qualche giorno fa, quando noi di tuttobiciweb abbiamo portato a conoscenza dell’opinione pubblica che Mauro Santambrogio, ex corridore professionista, fermato per questioni di doping, ha deciso di fare il preparatore per un Centro di Albese in provincia di Como.
La notizia non ci scandalizza neanche un po’: Mauro non è il primo e non sarà nemmeno l’ultimo ad inventarsi una professione e per questo gli auguriamo il massimo delle fortune. Ma tornando all’enunciato iniziale è doveroso farsi delle domande, ma quello che più conta è trovare anche delle risposte e con esse delle soluzioni. Le domande sono semplici ed elementari: chi è il preparatore? Che titoli deve avere? Quali sono i confini dentro i quali deve muoversi? Gli interrogativi sono tanti. Le risposte incerte e, in certi casi, inesistenti. Da quello che abbiamo potuto apprendere in questi anni, sappiamo con certezza che non può fare il preparatore chi è medico. Lo abbiamo letto e sentito più volte anche e soprattutto dal nostro presidente Federale Renato Di Rocco. Ok, il concetto giusto o errato che sia, è perlomeno chiaro. Poi, però, da qui in poi ci si trova a navigare in mare aperto. Un ex ciclista, un ex dopato, un elettricista, un tifoso possono tranquillamente mettersi lì a fare la professione senza che nessuno possa dire qualcosa. Entriamo nel merito: il preparatore può sempre e comunque effettuare controlli invasivi, i famosi test che prevedono prelievi di sangue capillare dalle dita, dal lobo dell’orecchio e via elencando? Può trattare e testare liquidi biologici come la saliva per determinare il cortisolo salivare? E le urine? Può controllare esami ematochimici e dare consigli su quali parametri ematici controllare e quando effettuare tali controlli? Può occuparsi di nutrizione, dieta, integrazione o quant’altro? A noi risulta che la legge dello Stato italiano in tal senso sia molto chiara e sono davvero tante le norme delle quali il preparatore deve tenere conto. Se il nostro preparatore è un uomo di legge e ne segue i dettami, farà davvero fatica a studiare gli effetti degli allenamenti che propone in assenza della collaborazione con un medico, meglio se specialista in medicina dello sport. Insomma, bando alle ciance, mi auguro che quanto prima venga preso in considerazione il problema e quanto prima venga definita e regolamentata la figura del preparatore, che non può esimersi dal collaborare con il medico responsabile di un team o di un atleta. Non è invece più tollerabile che l’unica discriminante per definirsi preparatore sia quella di non essere medico o chiamarsi Michele. In verità è bandito anche un cognome, ma non posso fare pubblicità gratuita ad uno spumante. Non sarebbe corretto.
Pier Augusto Stagi
Copyright © TBW
COMMENTI
un mio parere molto personale
12 luglio 2015 13:49 ewiwa
per preparare un atleta ci vuole un'equipe, qui mi pare di capire che il primo che arriva si autoproclama preparatore.....come il parcheggiatore.....!!!!!!!!!

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Niente ultima giornata francese alla Vuelta. Una fortissima grandinata si è abbattuta nel corso della terza tappa in programma oggi da Gruissan Aude a Font Romeu lunga 174 km. Durante la scalata verso il gpm di Col de Mont Louis...


La cronoscalata da Les Carroz a Flaine (11, 4 km) consegna a Lorenzo Mark Finn un’altra giornata da protagonista assoluto. Il campione del mondo della Red Bull Bora Hansgrohe Rookies si prende tappa e maglia gialla al Tour de l’Avenir,...


Il ciclismo regala all'Italia altre due medaglie nella prova in linea dei Giochi del Mediterraneo: Tommaso Dati ha conquistato la vittoria e la medaglia d'oro mentre Federico Iacomoni ha vinto il bronzo alle spalle del portoghese Tiago Antunes, vincitore sabato...


Giovedì 27 agosto 2026, alle ore 18, l’Auditorium Comunale di Chiuro ospiterà l’incontro di apertura della manifestazione “Il Grappolo d’Oro”. L’appuntamento, promosso nell’ambito del Progetto Cicloturismo della Provincia di Sondrio, sarà dedicato al tema “Cicloturismo e Territorio – La bicicletta:...


Sbagliato il format? Sbagliata la scelta dell'influencer? Sbagliati i toni utilizzati? Forse tutto questo, forse altro ancora ma di certo c'è che il caso di Erola Jons ha scosso la Vuelta e ha spinto gli organizzatori a rivedere la loro...


Il danese Kasper Asgreen, 31 anni, ha fatto il suo ingresso nel mercato dei trasferimenti, scegliendo di indossare la maglia del team svizzero NSN dopo due stagioni con la EF Education-EasyPost. Firmando un contratto biennale che partirà nel 2027, Asgreen...


Per quanti hanno conosciuto “il commenda” Alcide Cerato ci sarà la possibilità di fargli un saluto domani dalle 14 alle 18 nella Casa funeraria San Siro di via Amantea, 3 a Milano, e  mercoledì sempre negli stessi orari. Giovedi mattina,...


Podio tutto azzurro nella prova femminile di ciclismo dei Giochi del Mediterraneo disputatasi sul circuito della Valle d'Itria (78 km): sul lungomare di Taranto Rachele Barbieri si è aggiudicata l'oro in una volata tutta azzurra in cui ha preceduto le...


La stagione delle grandi dirette streaming su tuttobiciweb e CiclismoLive continua e propone un ghiotto appountamentoper sabato 29 agosto con il Gran Premio Industria Commercio Artigianato Carnaghese - Trofeo Pino Introzzi. La manifestazione di caratura nazionale per elite e under 23 si svolgerà per...


Van Rysel, brand nato nel cuore delle Fiandre, rinnova la propria presenza nel gravel presentando due piattaforme distinte: la reattiva e leggera RCR-G da 7, 7 kg nata per correre le più veloci  e moderne competizioni del panorama internazionale e la versatile EDR-G dotata di...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra