CONTADOR. «Mai considerato l'idea di andare a casa»

GIRO D'ITALIA | 18/05/2015 | 19:05
Alberto Contador ha svolto oggi iun leggero allenamento con i suoi compagni di squadra della Tinkoff Saxo: un'oretta di bicicletta e poi l'incontro con i giornalisti.
«Stamattina ho provato per qualche tratto la posizione della crono, anche perché ormai sono passati cinque giorni dall'incidente. Abbiamo pensato di cambiare leggermente la posizione per cercare di sforzare il meno possibile la spalla. Questa sarà una crono in cui l'aerodinamica sarà fondamentale, ma per me lo è ancora di più salvaguardare al massimo la mia spalla».

Qual è la tua condizione attualmente? Sei soddisfatto della tua classifica?
«Sono contento perché ogni giorno, dopo la caduta, le cose sono andate meglio. Ieri ho avuto un frequenza di pedalata molto più vicina al normale di quanto non avessi fatto a Campitello Matese. E sono contento anche della classifica: in fondo sono davanti ai miei avversari e tocca a loro fare la prima tappa, almeno sulla carta… L'incidente? Mi sono spaventato, ho temuto di aver rotto la clavicola, ma in realtà non ho mai considerato l'idea di andarmene a casa».

La collaborazione con Aru?
«Era quello che speravo e che serviva ad entrambi. Nell'ultimo chilometro di ieri avrei potuto conservare qualche energia e non perdere nemmeno un secondo, ma come ho detto ieri, spero che il Giro non si vinca o si perda per un secondo».
E poi aggiunge: «Dopo la caduta sono diventato più difensore che attaccante. Concludere queste tappe senza perdere terreno è stato un buon risultato. Forse mi sono difeso anche troppo, ma va bene così».

Com'è nata l'idea della doppietta?
«Per me è una motivazione extra. Si ci riuscissi, cosa che è veramente difficile, sarà ricordata a lungo».

In carriera, quando hai conquistato la maglia di leader in un grande Giro, non l'hai mai persa. Pensi che possa accadere in questo Giro?
«È una possibilità a cui non penso» risponde ridendo.

Ma può capitare…

«La maglia si può perdere in qualsiasi tappa. Vedremo cosa accadrà nella crono, visto che Porte è molto forte. Questa tradizione mi piacerebbe conservarla, ma se la perdessi poi ci sarebbe tanto tempo per provare a recuperarla. In ogni caso si tratta solo di statistiche. In verità avevamo fatto il conto di cederla a Niemec, poi la Astana ha alzato il ritmo dell'inseguimento e il piano è fallito. Ma questi discorsi non hanno grande valore, l'importante è vestire la maglia a Milano».

E gli avversari?
«I principali sono Aru e Porte. Richie ha la crono dalla sua, poi vedremo la classifica sabato sera. Aru ha speso molte energie ma lo abbiamo fatto tutti in realtà. Fabio sta disputando un'ottima corsa, pedala bene. Attacca ogni volta che può. Non ricordavo una corsa a tappe così vivace e tirata fin dall'inizio. In genere, nei primi giorni il wattaggio che si sviluppa non è così elevato, invece adesso si va fortissimo. Non è detto che Uran non torni in corsa per il primato, il colombiano è un grande lottatore e di certo non mollerà facilmente».
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