I VOTI DI STAGI. Orica strepitosa, Lampre irriconoscibile
GIRO D'ITALIA | 09/05/2015 | 20:22 di Pier Augusto Stagi
ORICA GREEN EDGE. 8,5. Erano i favoriti della vigilia. Squadra ad alta densità di velocità. Si confermano.
TINKOFF. 8. Sfiorano la vittoria, ma per Contador e compagnia cambia davvero poco.
ASTANA. 7. Terzi, alle spalle di due super team: ottengono il massimo.
ETIXX-QUICK STEP. 6. Possono fare e potevano fare molto di più. Conoscendoli, lo faranno.
MOVISTAR. 6,5. Protagonisti sempre, anche oggi.
IAM CYCLING. 6.5 .Una prova in linea con le loro aspettative.
BMC RACING. 5,5. Tra le big, tra le formazioni più attrezzate, forse qualcosa di più potevano anche fare.
FDJ. 7. Finiscono nella top ten, che cosa volere di più?
Team SKY. 4. Credo che i primi a essere delusi siano proprio loro, anche se sanno perfettamente che non è la morte di nessuno aver gettato al vento qualche secondo di troppo.
Team KATUSHA. 5,5. Vivono una giornata non felicissima. Avevano uomini e mezzi per poter ambire a qualcosa di più.
TREK FACTORY. 6. Avrebbero anche potuto fare qualcosa di più e di meglio, ma alla fine va bene così.
LOTTO SOUDAL. 6. Parola d’ordine: non saltare per aria. Ci riescono.
Team LOTTO JUMBO. 6. Prova in linea con le loro possibilità.
BARDIANI CSF. 8. Tra le piccole, fa cose grandi.
CCC-SPRANDI. 6. Hanno poco da sfogliar verze, e fanno quello che possono in una prova che non è nelle loro corde.
Ag2r. 6. Perde prima Berard per un guasto meccanico e poi un altro compagno. I ragazzi di Pozzovivo, piuttosto sfortunati, portano a casa la pelle.
TEAM GIANT-ALPECIN. 5. Prova anonima, se poi i loro tecnici vorranno fare una lavata di capo ai loro corridori, lo shampoo ce l’hanno.
SOUTHEAST. 5,5. Devono limitare i danni, e lo fanno discretamente. Senza lode e senza infamia.
CANNONDALE-GARMIN. 4. Qualche uomo adatto a fare delle belle trenate c’era, a incominciare da Ryder Hesjedal. Non ci sono.
NIPPO VINI FANTINI. 5,5. Non si facevano grandi illusioni, non ce ne facevamo neanche noi. Nella norma.
LAMPRE MERIDA. 4. Sono i primi a partire e i primi ad arrivare, ma alla fine saranno penultimi. Il vento condiziona la prova dei ragazzi di Maini, ma in ogni caso vanno troppo piano. La cosa positiva di una giornata da dimenticare? Si può solo migliorare.
ANDRONI SIDERMEC. 5,5. Fanno quello che possono, cercano di limitare i danni, ma in una prova così non era assolutamente facile.
Wouter WEYLANDT. 108. Quattro anni fa, oggi. Era il 9 maggio 2011, quando il corridore belga perse la vita lungo la discesa del Passo del Bocco, nel corso della terza tappa di quel Giro. Aveva 26 anni, a settembre ne avrebbe compiuti 27: era giovane e forte, simpatico e generoso. Il suo numero dorsale era il 108. Il ragazzo prese male una curva, e andò a sbattere con il pedale sinistro su un muretto, rimbalzando poi per una ventina di metri prima di rovinare al suolo picchiando con violenza il volto sull'asfalto. Quel giorno, giustamente, la direzione della corsa decise di bloccare i festeggiamenti e la celebrazione del vincitore di tappa. Non ci fu festa, non ci fu musica, la gioia lasciò il posto allo sconforto carico di tristezza. Quel giorno di quattro anni fa il cuore di Weylandt smise di battere, con il cuore noi oggi lo ricordiamo.
Ancora quest\'anno stessi servizi. Non si è visto nessun reportage di bici, preparazioni ecc. Peccato. Si prevedono ore di diretta noiosa, nonostante la tanta passione di chi guarderà
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