I VOTI DI STAGI. Petacchi 1, Porte 3, noi 20

GIRO D'ITALIA | 08/05/2015 | 19:42
di Pier Augusto Stagi

tuttoBICI. 20. Correva l’anno 1995, era il mese di maggio e di lì a poco sarebbe scattato il Giro d’Italia. In copertina, neanche a dirlo, Marco Pantani con Berzin e Rominger. Sono passati i nostri primi venti anni. Siamo cresciuti assieme a voi, tra gioie e qualche dolore. Venti anni al vostro fianco. Venti nuovi ci attendono.

SANREMO. 9. L’unico neo è il neon, nel senso che le luci si sono dovute accendere prima del dovuto, perché nonostante ci si attendesse una giornata di assolata primavera, la città dei fiori  aveva il cielo piuttosto bigio, ma in compenso era coloratissima nella sua presenza. Finalmente una città che ha lavorato per valorizzare l’investimento fatto. Finalmente i colori e il calore di una cittadina vicino alla Francia che tratta il Giro come i nostri cuginetti trattano la Grande Boucle. Inizio nuvoloso, ma di rosa splendente.

Gianni SAVIO. 6-1-2. È il modulo che adotterà in questo Giro mister Ventura Savio. Sei, che poi sono Frapporti, Bandiera, Dall’Antonia, Zilioli, Tvectov e Stortoni, chiamati a fare gli assaltatori tutti i santi giorni. 1 sta per Pellizotti, l’uomo di raccordo, di intelligenza, di creatività alla Pirlo. Obiettivo raccogliere qualcosa di buono, che poi altro non è che un posto nella top ten, oppure una maglia azzurra dei Gpm, ma anche una bella tappa. Insomma, deve portare qualcosa alla causa Androni. 2 Appollonio e Gatto che devono cercare di fare le volate, ma non di gruppo, perché altrimenti sono spacciati. Compito loro entrare in fughe che possono arrivare all’arrivo e sperare nella buona sorte.

Alessandro PETACCHI. 1. E già, è ancora qua. Quarantun anni, tredici Giri alle spalle, ventidue tappe vinte, cinque cancellate, sette giorni in rosa e una maglia ciclamino in bacheca. Probabile che quello di quest’anno sia il suo ultimo Giro, forse la sua ultima corsa. Basterebbe ancora una bella volata. Una sola, per l’addio.

Ivan BASSO. 24. Ogni settimana, un collegamento con Radio 24, per spiegare dal di dentro come è la “corsa rosa”, come è l’umore di Alberto Contador. Come è il Giro di un corridore che ha saputo riconvertirsi da uomo di punta in uomo sul quale si può ancora puntare.

Fabio ARU. 8. Ha corso pochino e per questo parla ancora meno. Vedrete, risponderà con i fatti.

Rigoberto URAN. 1. È l’unico che ha detto chiaramente che non gli frega nulla di fare un altro podio: altro che non c’è due senza tre. Punta solo a migliorarsi. Punta tutto sull’1.

Richie PORTE. 3. Ha vinto tanto e bene. È forte su tutti i terreni. Detto come va detto è l’uomo che sulla carta, per caratteristiche tecniche e avvicinamento alla corsa rosa, è quello che fa più paura ad “albertino”. Ma, c’è sempre un ma… la terza settimana. La tenuta. La crisi che in questi anni è sempre sbucata da dietro l’angolo. Non deve solo battere quei tre là, ma soprattutto deve sconfiggere la diffidenza.

Domenico POZZOVIVO. 2. Come le dita (il pollice e il mignolo che si allargano sulla sua testa), che lo innalzano di qualche centimetro quando vince una corsa come Giovinco dopo un gol. Sogna il podio del Giro. Noi sogniamo con lui.

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