Remo Mosole, Gianni Biz, Enzo Cainero con un sogno Mondiale...

| 04/09/2006 | 00:00
Ci avviamo alla vigilia di Salisburgo 2006 (19-24 settembre), il secondo mondiale austriaco della storia dopo Villach ’86 che fu marchiato dall’irlandese Roche su Argentin. Il prossimo anno tutti in Germania. Quindi toccherà all’Italia per l’undicesima volta. Sarà Varese il teatro iridato, a più di mezzo secolo da quel 1951 quando lo svizzero Ferdy Kubler beffò i nostri Magni e Bevilacqua. Poi tornerà Mendrisio (Svi) che già evoca il successo di Merckcx su Gimondi. Per le prossime assegnazioni ufficiali bisognerà attendere il direttivo Uci di Salisburgo. Nel frattempo le candidature italiane non mancano con le Marche scatenate. Loreto e Castelfidardo (Ancona) per il 2011, anche Saltara (Pesaro e Urbino), la Toscana con la Provincia di Lucca ed il Comune di Peccioli (Pisa) dopo aver perso il derby con Varese hanno tutte voglia di mondiale. E ci riproverà anche il Nordest che attende già con trepidazione quello del ciclocross del gennaio 2008 al centro sportivo Le Bandie di Lovadina di Spresiano (Tv), appuntamento anticipato dalla Coppa del Mondo che vi farà tappa il prossimo 4 novembre. A suonare la carica è sempre lo stesso personaggio strainnamorato del ciclismo (per fortuna allo stadio Tenni ci va ancora come spettatore) e dalle infinite risorse che ormai non finisce più di stupire: Remo Mosole, imprenditore illuminato, uno dei simboli di quello che è stato il miracolo economico del Nordest. Da pochissimi giorni ha lanciato un altro ambizioso progetto: l’organizzazione del terzo mondiale strada e crono dopo Montello-Bassano 1985 e Verona-Treviso 1999, il quarto assoluto per godersi in pace la meritata pensione. Collocazione temporale anno 2015. Se per l’avventura del ’99 bastarono una decina di minuti per alzare il telefono e coinvolgere amici imprenditori da Benetton a Rana e Sanson, da Riello, De Longhi e Zanetti, stavolta ne è servita una e guardare non più a Ovest, ma dalla parte, un po’ più a Est, all’Alto Livenza e a Caneva. “Stavolta non ho fatto e cercato nulla – sorride Gianni Biz, altro storico personaggio che ha dedicato la sua vita alle due ruote –. Mosole mi ha telefonato per conoscere una mia eventuale disponibilità. E come potrei rifiutare, se penso che se solo uniamo le forze potrei raggiungere quel sogno sino ad oggi mai realizzato e inseguito due volte: nel 1994 ebbe la meglio Agrigento, nel 2004 Verona. Io c’ho sempre creduto e sono pronto”. Chiaro è che quando si inquadra Gianni Biz si parla anche di un altro personaggio di peso pronto ad entrare nel progetto: Enzo Cainero, il dirigente dell'Udinese ai tempi di Zico, già presidente dell'Apu Fantoni basket per 6 anni, amministratore delegato del Venezia calcio, l’uomo delle Universiadi 2003, della Settimana Tricolore 2000 e 2006 che ha portato lo Zoncolan al Giro. L’iniziativa è chiaramente in embrione, ma il mezzo secolo di passione ciclistica, le organizzazioni eccellenti che accomunano Mosole e Biz ed i territori che rappresentano, sono più di una garanzia. Quando due giganti si muovono c’è e ci sarà poco da fare per la concorrenza. L’Uci dovrebbe assegnargli a occhi chiusi il mondiale 2015. “Nel 1999 riuscimmo a portare a casa l’evento nonostante fossimo andati da soli in “guerra” – argomenta Remo Mosole (nella foto d'archivio) -. Non potevamo contare sulla mediazione della Federciclo (all’epoca presieduta da Gian Carlo Ceruti, ndr) che non dialogava affatto con l’Uci. Ma da Aigle ci diedero ugualmente fiducia. Adesso tutto si è ristabilito, ci conoscono e sono molto fiducioso. Hanno perso già troppe volte. Un mondiale lo meritano a Caneva”. Parlare oggi di tracciati è prematuro, probabilmente dal Montello e Caneva col suo circuito sul Castello non si va distanti, ma Mosole parla anche di Sinistra Piave. La sfida è lanciata. Massimo Bolognini
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