I VOTI DI STAGI. KWIATO C'È, GILBERT NO. NIBALI SALVA TUTTO

I VOTI DEL DIRETTORE | 19/04/2015 | 17:55
A 52 km dal traguardo, il campione del mondo Kwiatkovski, Tony Martin e altri, finiscono nella pista ciclabile posta sul lato di sinistra a fianco della strada principale, dove ci sono diversi spettatori. La pista ha una siepe che separa la corsia riservata ai cicloamatori rispetto alla strada sulla quale transita la corsa. Per l’ennesima volta, in questa scellerata campagna del nord (tanto per gradire, anche una macchina contromano, quando mancavano 50 km al traguardo), la direzione di corsa e soprattutto la giuria dimostra la propria incompetenza. Sempre pronti a fare  i “ganassa” (i bulli, i fenomeni, gli spacconi, gli smargiassi), i forti con i deboli e i deboli con i forti; in pratica a far rispettare i regolamenti solo nelle serie minori, ma mai quando sono in favore di telecamere. I corridori sono tenuti per regolamento a stare solo e soltanto sulla strada. Non potrebbero pedalare in nessuna strada laterale e tantomeno sui marciapiedi. Qui, a queste latitudini, invece, succede regolarmente. In barba ai regolamenti. Voto 2.

Michal KWIATKOWSKI. 10. Alla faccia della maledizione della maglia iridata. Il campioncino polacco controlla con i suoi Etixx la corsa, lascia che si sfoghino fino alla fine sul Cauberg, poi trafigge tutti in una volata di resistenza. In maglia iridata, solo tre corridori hanno vinto prima di lui l’Amstel: Merckx, Raas e Hinault. Alla faccia della maledizione.

Alejandro VALVERDE. 8. Cosa gli puoi dire oggi? Niente. Non ha buttato via una pedalata. La sua Movistar ha controllato senza mai andare in affanno. Forse hanno solo rischiato quando nella fuga di Nibali non c’era nessuno degli uomini di Unzue, ma alla fine il corridore murciano era lì a giocarsi l’Amstel con tutti i migliori, ma nello sport, in particolare nel ciclismo a vincere è solo uno. E Valverde lo sa bene.

Michael MATTHEWS. 7. Sul Cauberg resta attaccato alla ruota di Philippe Gilbert, con i denti. Nonostante l’immane sforzo, alla fine riesce a strappare un terzo posto di grande valore.

Alberto RUI COSTA. 7. Lemme lemme, quatto quatto, il portoghese è sempre lì, tra i migliori. E lo sarà anche domenica prossima alla Liegi.

Greg VAN AVERMAET. 6. Lavora tanto e bene per la causa della squadra, in particolare per Gilbert. Alla fine è sempre lui però nella «top five».

Tony GALLOPIN. 6. Non è ancora al meglio, ma sta entrando in condizione.

Enrico GASPAROTTO. 7. Questa è una corsa che ha nelle sue corde. L’ha vinta e una volta di più dimostra che non è stato frutto del caso. Arriva ottavo, primo degli italiani.

Philippe GILBERT. 4. È come se Messi sbagliasse il calcio di rigore decisivo di una partita di cartello. I suoi Bmc fanno una corsa davvero stratosferica. Corrono e rincorrono tutto e tutti. Portano il loro leader al punto X, proprio lì, sul Cauberg. Gilbert ci prova, ma poi resta sui pedali.

Vincenzo NIBALI. 8. Sì, è vero, forse ha preteso troppo. Se ne va con altri cinque ad oltre trenta chilometri dal traguardo, ma questa era la corsa del rientro, dopo un duro lavoro sul Teide. Il suo obiettivo, nonché sogno, si chiama Liegi. E poi se non ci fosse stato il siciliano, questa Amstel sarebbe stata di una noia mortale. Grazie Vincenzo.

Diego ROSA. 8. A 28 km dal traguardo, dopo aver fatto un grandissimo lavoro per Nibali, e aver dimostrato di essere travolgente, viene travolto involontariamente da Damiano Caruso.

Damiano CARUSO. 7. Corre con grande lucidità e facilità, entrando nella fuga di Nibali in nome e per conto di Philippe Gilbert. Fa tutto bene, meno quella dannatissima curva prima di andare per le terre.

Peter KENNAUGH. 10. Prima del via, regala ai cronisti la battuta che vale più di una lode: «Se mi scolo 10 pinte di birra Amstel invece di correre posso dire di aver fatto comunque l'Amstel?».

Laurens DE VREESE. 7.
Anima la prima fuga di giornata che prende il largo dopo soli 32 km di corsa. Il belga dell’Astana fa capire al mondo intero che quest’oggi i kazaki vogliono fare sul serio. Gli Etixx e i Bmc gli fanno però comprendere giro dopo giro che non sono lì a pettinare le bambole, controllando la corsa a regola d’arte. Assieme  al belga ci sono Polanc (Lampre Merida), Roosen (LottoNL Jumbo), Gerdemann (Cult Energy), Van Zyl (MTN Qhubeka) e Terpstra (Roompot).
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COMMENTI
19 aprile 2015 18:44 foxmulder
Kiato è un corridore.
Bravi anche gli altri.
Adesso dico la v@cc@t@ delle 18.42:
Rui Costa ha buttato via un'occasione. Seguendo Nibali arrivavano e vinceva alla sua maniera.

bravi professori
19 aprile 2015 19:41 Marcy
sono daccordo sulle vostre votazioni ma vi dimenticate troppo spesso di votare chi meriterebbe veramente tipo rinaldo nocentini 38anni spesso piazzato nelle corse inportanti

Gilbert 8
19 aprile 2015 20:28 geo
Gilbert ha fatto quello che doveva fare: se MATTHEWs non lo agganciava è facile che andava all'arrivo da solo. Se il traguardo fosse stato in cima al Kauberg avrebbe vinto.

Bardiani e Nippo?????
19 aprile 2015 20:29 geo
Che voto dare alle nostre Continental? Potevano starsene a casa?

Gilbert
20 aprile 2015 10:31 Alfonso
Stavolta Stagi fa il fenomeno con Gilbert : gli da 4 perché 1 e ripeto 1 solo corridore riesce a tenergli la ruota altrimenti il buon Philippe rimane da solo. Mancando, credo, Pozzato il direttore si dedica a Gilbert : lui è fatto così ormai lo conosciamo. :D

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